È in errore chi sostiene che sulla strage di piazza Fontana, avvenuta a Milano il 12 dicembre 1969, non si conosce la verità e non sarà mai possibile conoscerla. Almeno in parte. Perché dopo quasi quarant’anni, dieci processi e malgrado le assoluzioni, quanto meno una parte di quella verità la si può comprendere ed essa viene ricostruita in questo libro, “Foto di gruppo da Piazza Fontana”, in cui Mario Consani, giornalista milanese, mette insieme atti giudiziari e li incrocia a dichiarazioni e interviste per dimostrare che una serie di frammenti chiari esiste. Frammenti che peraltro non sono marginali né scarsi. E, proprio come se fosse un album fotografico, Consani articola il suo racconto creando capitoli che sembrano immagini e passa in rassegna tratti biografici di eversori, politici, magistrati, imputati, sospetti innocenti, agenti dei servizi segreti e delle forze dell’ordine per ricostruire un periodo storico che con l’attentato alla Banca Nazionale dell’Agricoltura ha inaugurato la strategia della tensione. Altro pregio del libro è la sintesi: non si perdendosi in complicati intrecci giudiziari, paragrafi brevi per riportare il succedersi degli eventi guadagnandone in efficacia.
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Rete e blog: leggi e repressione in vari continenti
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Il Demauro riporta questi significati del termine apostasia:
- TS relig., ripudio pubblico e solenne della propria religione
- TS dir.can., abbandono totale e deliberato della fede da parte di una persona battezzata
- CO estens., ripudio di un’ideologia, di un partito e sim.
- stor., in epoca bizantina, il reato di tradimento dell’impero
Ecco, questo è uno dei reati da ascrivere all’ambito elettronico in discussione presso il parlamento iraniano, che sta discutendo un progetto di legge che prevede la riforma (in termini repressivi) del codice penale per comprendere reati legati al blogging e all’espressione in rete. Ne parla un post pubblicato su ReadWriteWeb in cui si legge che:
The French Press Agency reported on the bill yesterday and according to The Committee to Protect Bloggers, the BBC’s The World radio show will offer a more in depth report in the coming days. Blogging is wildly popular in Iran, where a new generation of young people frequently challenge the old, hyper-conservative religious government. The Committe to Protect Bloggers says that Iran is “among the worst offenders in terms of harassing, arresting and imprisoning bloggers, as well as students.” You can see the group’s extensive coverage of Iranian cyber-censorship and harrasment of bloggers here. The Iranian government has blocked access to Facebook, Yahoo! and Flickr, among other sites.
CrossingTV: documentario antirazzista e libero
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Del progetto CrossingTV si parlava un po’ di tempo fa. Ora è il caso di tornarci per segnalare la recente pubblicazione a puntate del documentario-inchiesta Chi è¨ il razzista? realizzato durante i Mondiali Antirazzisti svoltisi lo scorso anno a Casalecchio di Reno (l’edizione di quest’anno si terrà sempre nella cittadina in provincia di Bologna nei prossimi giorni, dal 9 al 13 luglio). Da segnalare anche che questo video, come tutti i contenuti della web TV, sono rilasciati con licenza Creative Commons.
Bryan Burrough: la differenza tra racconto e ricostruzione
StandardLa fiction è arte, il suo contrario è costruzione. Interessante articolo sul NYT del giornalista e scrittore Bryan Burrough a proposito di due approcci alla scrittura. Il pezzo si intitola Death in Wyoming, parte come una specie di recensione al libro The Legend of Colton H. Bryant di Alexandra Fuller e ne approfitta per fare il punto sulle modalità da adottare quando si racconta una storia di fantasia e quando invece se ne racconta un’altra realmente accaduta. Come nel caso del libro che Burrough recensisce: storia di un nativo americano che fa l’operaio nel settore petrolifero e che muore poco più che ventenne a causa della negligenza dell’azienda per cui lavora, la Patterson–UTI Energy. E a proposito della nonfiction, il giornalista scrive:
The nonfiction author, however, must build his house by tramping into the woods of society day after day, rooting through the underbrush for just the right wood; then he must fell the trees, haul them back to his site and assemble his dwelling log by log, nail by nail, all the while keeping in mind that if one plank is out of place, someone will howl.
Il (surreale) racconto di una tranquilla giornata criminale
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Roberto Vignoli di Information Guerrilla segnala che nei giorni scorsi un intervento di Antonio Manzini a proposito di Una tranquilla giornata criminale. Sottotitolo: “Come sarà la vita in Italia ora che saranno sospesi i processi per decine di reati?” Un racconto strano, frutto della fantasia del suo autore, che inizia con una moglie massacrata dentro le pareti domestiche e che termina con un elenco di reati i cui procedimenti chissà che non saltino. E questa non è l’immaginazione dello scrittore. Il quale scrive nella sua narrazione all’apparenza surreale:
Finalmente al gate mi sedetti insieme a Paolo a sfogliare il Messaggero, che è l’unico giornale che riesco a leggere. E lessi. Avevano appena fatto una nuova legge che mi sembrava molto interessante. Paolo mi disse che non c’era più niente da temere. E che finalmente l’Italia stava diventando un paese come dio comanda grazie a quest’uomo che ci dava una mano concreta, mica chiacchiere. Berlusconi. Io penso che ce l’abbia mandato la provvidenza. Potevo tornare in Italia e stare tranquillo, continuare i miei affari, vivere felice e e libero in un bel paese democratico. Certo, mi sarebbe piaciuto aggiustare quel processo che ancora pendeva sulla mia testa, quando avevo corrotto un giudice patrimoniale (23). Ma poi scoprii che anche quello era un pensiero che non avevo più. Incredibile, ero nella stessa situazione del primo ministro
Gay Pride Bologna: qualche scatto dal corteo
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Gay Pride 2008 a Bologna.
Bo-Noir 2008: la sigla che aprirà le serate
Standard“Acido lattico”, noir sullo sport di Saverio Fattori
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Saverio Fattori è uno di quegli scrittori che l’italiano non lo usano, ma lo piegano e ne fanno uno stile narrativo del tutto personale e originale. Per averne dimostrazione si leggano Alienazioni padane e Chi ha ucciso i Talk Talk? (entrambi, essendo rilasciati riservandosi solo alcuni diritti, sono liberamente disponibili in rete nella biblioteca copyleft de iQuindici). E ora, alla vigilia dei contestati giochi olimpici, sta per uscire il suo nuovo romanzo, Acido Lattico (Gaffi Editore), un noir sportivo che si aggancia a una passione di Saverio, quella per l’atletica leggera, che, oltre a praticarla, racconta dalle pagine della rivista “Correre”. Ed ecco ciò di cui parla il libro:
Un romanzo sull’agonismo estremo, sull’individualismo degli ultimi venti anni che nello sport ha trovato varco e terreno fertile, lasciando spesso vittime sul campo. Un noir che non risparmia dettagli sul doping, sulle tecniche e gli escamotages, sulla realtà più bieca senza giri di parole, una cronaca avvincente e incredibilmente umana in bilico tra sport e attualità.
Di seguito un passaggio del libro:
Quando un estraneo mi chiede che lavoro faccio, con una sobria aria di superiorità sul mio interlocutore, dico: i cinquemila.
Global Voices: a Budapest il summit del giornalismo dei cittadini
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Global Voices Online, progetto che come scopo ha quello di “dare voce a chi non ha voce” riprendendo notizie che in genere i media tradizionali trascurano, sta preparando il suo summit, che si terrà a Budapest il 27 e il 28 giugno prossimi. Una prima notizia è che in quell’occasione verrà ufficializzato il lancio della localizzazione italiana, partito da alcune settimane sotto il coordinamento di Bernardo Parrella e grazie alla collaborazione di un team di traduttori professionisti ed esperti di nuovi media.
E una segnalazione ulteriore che riguarda Global Voices Online: pochi giorni fa è uscito un lungo pezzo in cui si racconta che Prison Diaries mette a nudo la realtà dei detenuti in Jamaica, dossier scritto da David Sasak e tradotto da Marta Mainieri. Si legge ad apertura del testo:
Quando si pensa a Kingston, la capitale della Jamaica, blog e podcast non sono certo le prime cose che vengono in mente. Solitamente la si associa a notizie tipo “Capitale mondiale per numero di omicidi“, oppure a Bob Marley e alla musica reggae. Ma certo non a un programma di riabilitazione che spiega ai detenuti di un carcere di massima sicurezza come curare un blog, creare un podcast e persino imparare a muoversi in Second Life.
Biacchessi a Bologna con le sue letture sulla memoria
StandardSongs from a room è uno spettacolo live che approderà il prossimo 3 luglio alle 21 nella sala di seconda classe della stazione di Bologna e che vedrà la partecipazione di Daniele Biacchessi (voce narrante), Antonio “Rigo” Righetti (voce, basso elettrico, chitarra acustica) e Robby Pellati (percussioni e drum kit). Organizzato dall’Associazione 2 Agosto che riunisce i familiari delle vittime della strage del 1980, l’evento verrà nutrito da letture sulla memoria tratte dai libri di Ray Bradbury, Leonardo Sciascia, Beppe Fenoglio, Cesare Pavese e dello stesso Biacchessi.