<a href="http://www.ibs.it/code/9788862200462/spampinato-alberto/erano-bei-cani.html"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="C'erano bei cani ma molto seri di Alberto Spampinato" title="C'erano bei cani ma molto seri di Alberto Spampinato" src="http://antonella.beccaria.org/images/giovanni_spampinato.jpg"></a>La <a href="http://radio.gnufunk.org/blog/2010/03/22/a-parole-in-breve-%E2%80%93-puntata-9/">decima puntata</a> di <a href="http://radio.gnufunk.org/blog/tag/a-parole-in-breve/">A parole, in breve</a> (in programmazione ogni giovedi, alle 20.20, su GNUFunk Radio) parla del libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788862200462/spampinato-alberto/erano-bei-cani.html">C'erano bei cani ma molto seri. Storia di mio fratello Giovanni ucciso per aver scritto troppo</a> (<a href="http://www.ponteallegrazie.it/">Ponte alle grazie</a>, 2009):

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"C'era un campo di girasoli, e mangiavamo i semi ancora verdi. C'erano le mucche, e la sera facevano la ricotta... Il padrone di casa, o un suo figlio, era cacciatore. C'erano bei cani, ma molto seri. Un giorno legarono un cane in cortile, e stette lì forse per due giorni. Il cane ululava, si lamentava, era straziante. Ci dissero di non avvicinarci, aveva la rabbia. Poi lo abbatterono a fucilate. Ricordo l'odore della terra bagnata dagli acquazzoni estivi. Quell'odore mi inebriava". Così, ricordando la propria infanzia, scriveva nel 1971 il giovane giornalista ragusano Giovanni Spampinato, in una tragica e involontaria profezia: fu ucciso poco tempo dopo in circostanze ancora non chiarite. Come corrispondente dell'"Ora" di Palermo indagava su un omicidio e aveva cominciato a rivelare un perverso intreccio fra mafia, eversione nera e servizi segreti. Il fratello minore Alberto, anche lui giornalista, affida oggi a queste pagine un toccante e inquieto ritratto della sua famiglia di origine e un'inchiesta sulle vere cause della morte di Giovanni; ma al contempo vi raccoglie un'indagine personale e profonda sulla storia culturale e sociale della sua terra, la Sicilia, e del nostro Paese: dalla seconda guerra mondiale all'impegno del padre per l'ideale comunista, dal regno incontrastato della cultura contadina alle nuove stagioni dell'industrializzazione e della contestazione, fino all'emergere dei poteri oscuri della reazione e della criminalità. 
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Il brano che accompagna il racconto si intitola <a href="http://www.jamendo.com/it/track/114906">Amici di Rausa</a>, è di <a href="http://www.mainenti.net/">Antonio Mainenti</a> ed è rilasciato con licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/">CC BY-NC-ND</a>.
