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	<title>Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria &#187; politica</title>
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	<description>Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino sono l&#039;incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo.</description>
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		<title>Il Fatto Quotidiano: &#8220;Partiti SpA&#8221;, ecco come funziona il meccanismo dei rimborsi elettorali</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Gran Bretagna, i partiti che ricevono finanziamenti pubblici (10 milioni di sterline nel 2010, pari 12 milioni di euro più o meno) sono solo quelli di opposizione, svantaggiati nel raggranellare sostegno economico da lobby e gruppi industriali. In Germania invece non c&#8217;è privacy che tenga per le fondazioni: i &#8220;think tank&#8221; teutonici sono tenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/partiti-ecco-come-funziona-meccanismo-rimborsi-elettorali/188067/"><img align="left" width="150" vspace="2" hspace="4" alt="Partiti Spa" title="Partiti Spa" src="http://www.ponteallegrazie.it/AreaGestione/catalogo/copertine/partitispagrande.jpg"></a>In Gran Bretagna, i partiti che ricevono finanziamenti pubblici (10 milioni di sterline nel 2010, pari 12 milioni di euro più o meno) sono solo quelli di opposizione, svantaggiati nel raggranellare sostegno economico da lobby e gruppi industriali. In Germania invece non c&#8217;è privacy che tenga per le fondazioni: i &#8220;think tank&#8221; teutonici sono tenuti alla massima trasparenza. Invece in Italia – il Paese in cui in un paio d&#8217;anni, secondo la Corte dei Conti e la Guardia di finanza, la corruzione è aumentata del 229% –  i &#8220;pensatoi&#8221; della politica, a destra come a sinistra, non sono &#8220;obbligati a tenere una contabilità ufficiale delle erogazioni&#8221;.</p>
<p>Sono due aspetti che emergono dal libro <a href=http://www.ponteallegrazie.it/libro-pp.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&#038;idlibro=7384&#038;titolo=PARTITI+S.p.A.">&#8220;Partiti Spa&#8221; (Ponte alle Grazie, 2012) del giornalista Paolo Bracalini</a>. I rimborsi elettorali sono l&#8217;argomento del volume e tante le cifre riportate per raccontare di holding di fatto dalle cui mani passano &#8220;500 milioni di euro [...] per ogni legislatura, tra Camera e Senato, 200 milioni per le elezioni regionali, 230 per le europee. Solo di rimborsi elettorali, dal 1994 ad oggi, siamo a oltre 2,7 miliardi di euro, ai quali vanno [...] aggiunti i 70 milioni di euro annui destinati ai gruppi parlamentari e gli altri milioni investiti per i giornali di partito (senza parlare delle donazioni dei privati, 80 milioni di euro l&#8217;anno in media)&#8221;.</p>
<p>Denaro che riguarda i grandi partiti, ma anche i piccoli, come il Partito dei Pensionati (885 mila euro di rimborso), i Verdi-Verdi (contro cui il partito dei Verdi &#8220;vero&#8221; si scagliò via Tar, 300 mila), l&#8217;Alleanza di Centro di Pionati più la rediviva, per quanto assai lontana dal suo passato di balena bianca, Democrazia Cristiana (550 mila). E denaro che non basterebbe mai, dato che i bilanci delle formazioni politiche virano sempre al rosso (Pdl meno 6 milioni di euro e Pd addirittura meno 42 milioni).</p>
<p><em>Continua sul <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/partiti-ecco-come-funziona-meccanismo-rimborsi-elettorali/188067/">Fatto Quotidiano</a></em></p>
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		<title>A marzo esce &#8220;Divo Giulio&#8221;, biografia dell&#8217;uomo che dominò la politica italiana del dopoguerra</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2012/01/24/a-marzo-esce-divo-giulio-biografia-delluomo-che-domino-la-politica-italiana-del-dopoguerra/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:37:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scritto a quattro mani con Giacomo Pacini, uscirà a marzo per i tipi di Nutrimenti il libro Divo Giulio, che racconta &#8220;vita e potere di Giulio Andreotti in una biografia senza filtri. Tutte le ombre dell&#8217;uomo che ha dominato la politica italiana del dopoguerra&#8221;. La presentazione viene affidata a queste parole: &#8220;È inimmaginabile per chiunque [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nutrimenti.net/libro.asp?lib=226"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Dio Giulio" title="Dio Giulio" src="http://www.nutrimenti.net/public/GIG045.png"></a>Scritto a quattro mani con <a href="http://www.nutrimenti.net/scheda-autore.asp?id=143">Giacomo Pacini</a>, uscirà a marzo per i tipi di <a href="http://www.nutrimenti.net/">Nutrimenti</a> il libro <a href="http://www.nutrimenti.net/libro.asp?lib=226">Divo Giulio</a>, che racconta &#8220;vita e potere di Giulio Andreotti in una biografia senza filtri. Tutte le ombre dell&#8217;uomo che ha dominato la politica italiana del dopoguerra&#8221;. La presentazione viene affidata a queste parole:</p>
<blockquote><p>
&#8220;È inimmaginabile per chiunque la quantità di Male che bisogna accettare per ottenere il Bene&#8221;, dice il Divo ritratto nel film di Paolo Sorrentino. E Giulio Andreotti, l&#8217;uomo in carne e ossa, di male ne ha attraversato tanto – o quanto meno di realtà opache. Fin dai tempi della Seconda guerra mondiale e dei suoi rapporti con i servizi segreti alleati, proseguendo con la stagione dei dossier, l&#8217;esplosione del terrorismo, le coperture degli stragisti neofascisti, il delitto Moro, l&#8217;allestimento di apparati non ortodossi, come Gladio e l&#8217;Anello, fino alle clientele necessarie per raccogliere consenso e ai rapporti ambigui con la mafia. Ma Andreotti è stato il maggiore statista italiano del Novecento o il grande Belzebù che si è nutrito della parte più oscura della storia nazionale? Quello che è certo è che ripercorrere la sua vicenda politica, senza pregiudizi ma anche senza timori, significa attraversare tutti i maggiori scandali italiani dal dopoguerra a oggi. Questo libro ricostruisce per la prima volta l&#8217;intera storia politica, quella ufficiale e quella inconfessabile, del &#8216;grande vecchio&#8217; dell&#8217;Italia del Novecento, tracciando un percorso inquietante dentro le ombre più dense della Prima Repubblica.
</p></blockquote>
<p>Nelle prossime settimane ulteriori novità.</p>
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		<title>La storia del finanziamento pubblico dal 1974 ricostruita nel libro &#8220;I soldi dei partiti&#8221; di Veltri e Paola</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:38:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La casa editrice Marsilio pubblica il libro I soldi dei partiti (in uscita dal 25 gennaio), scritto da Elio Veltri, fondatore da ultimo dell&#8217;associazione Democrazia e Legalità, e da Francesco Paola, avvocato penalista che ha rappresentato tra l&#8217;altro le parti civili nel processo sui dossieraggi di via Nazionale. Il finanziamento pubblico ai partiti in Italia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marsilioeditori.it/catalogo/libro/3171113-i-soldi-dei-partiti"><img width="150" align="left" vspace="2" hspace="4" alt="I soldi dei partiti" title="I soldi dei partiti" src="http://www.democrazialegalita.it/immage/i_soldi%20_dei_partiti.jpg"></a>La casa editrice <a href="http://www.marsilioeditori.it/">Marsilio</a> pubblica il libro <a href="http://www.marsilioeditori.it/catalogo/libro/3171113-i-soldi-dei-partiti">I soldi dei partiti</a> (in uscita dal 25 gennaio), scritto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elio_Veltri">Elio Veltri</a>, fondatore da ultimo dell&#8217;associazione <a href="http://www.democrazialegalita.it/">Democrazia e Legalità</a>, e da <a href="http://www.democraticiliberali.it/Aindex.php?option=content&#038;task=view&#038;id=51">Francesco Paola</a>, avvocato penalista che ha rappresentato tra l&#8217;altro le parti civili nel processo sui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicol%C3%B2_Pollari#La_vicenda_dell.27Archivio_segreto_del_Sismi">dossieraggi di via Nazionale</a>. </p>
<blockquote><p>
Il finanziamento pubblico ai partiti in Italia, chiamato &#8220;rimborso delle spese elettorali&#8221; per aggirare il referendum abrogativo del 1993 e la tagliola della Corte Costituzionale, è il più elevato del mondo: 200 milioni di euro all&#8217;anno, con il minore controllo in assoluto. I soldi dei rimborsi &#8211; che per legge devono andare ai partiti &#8211; possono così essere riscossi da associazioni costituite da poche persone in nome del partito o dirottati altrove senza che nessuno abbia qualcosa da eccepire. Elio Veltri e Francesco Paola ripercorrono la storia dei finanziamenti dalla loro introduzione, nel 1974, alla progressiva degenerazione, fino ai giorni nostri. Per arrivare a delle proposte concrete: regole chiare e non modificabili a seconda delle convenienze, per dare risposte alla rabbia dei cittadini che ormai riconoscono nei partiti oligarchie e clan familiari, in cui omertà, familismo amorale e fedeltà hanno sostituito militanza, rigore morale, impegno per il bene comune.
</p></blockquote>
<p>Definito un &#8220;piccolo manuale di resistenza civile&#8221;, se può leggere ancora <a href="http://www.democrazialegalita.it/articoli/i_soldi_dei_partiti.php?colonne=2">qui</a>. Inoltre, sempre per i tipi di Marsilio, una segnalazione al romanzo <a href="L'ultimo hacker">L&#8217;ultimo hacker</a> di <a href="http://www.marsilioeditori.it/component/marsilio/autore/3434-giovanni-ziccardi">Giovanni Ziccardi</a>, docente di informatica giuridica all&#8217;università degli studi di Milano.</p>
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		<title>&#8220;Cosa loro&#8221;: inchiesta sugli affari della Compagnia delle Opere nel nord est e sulle holding dei &#8220;ragazzi di don Giussani&#8221;</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/12/30/cosa-loro-inchiesta-sugli-affari-della-compagnia-delle-opere-nel-nord-est-e-sulle-holding-dei-ragazzi-di-don-giussani/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 17:07:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scritto dai giornalisti Sebastiano Canetta ed Ernesto Milanesi, è uscito per Il Manifesto Libri il volume Cosa loro &#8211; I serenissimi della compagnia delle opere. Ecco la presentazione del libro: I «ragazzi di don Giussani» nell&#8217;arco di 30 anni hanno conquistato uno spazio di potere sotto traccia, sempre a cavallo fra economia e politica. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.manifestolibri.it/vedi_autore.php?id=608"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Cosa loro - I serenissimi della compagnia delle opere" title="Cosa loro - I serenissimi della compagnia delle opere" src="http://antonella.beccaria.org/images/CopCosaLoro_rid.jpg"></a>Scritto dai giornalisti <a href="http://www.sherwood.it/tags/506/sebastiano-canetta/articles/1">Sebastiano Canetta</a> ed <a href="http://www.sherwood.it/tags/507/ernesto-milanesi/articles/1">Ernesto Milanesi</a>, è uscito per <a href="http://www.manifestolibri.it/">Il Manifesto Libri</a> il volume <a href="http://www.manifestolibri.it/vedi_autore.php?id=608">Cosa loro &#8211; I serenissimi della compagnia delle opere</a>. Ecco la presentazione del libro:</p>
<blockquote><p>
I «ragazzi di don Giussani» nell&#8217;arco di 30 anni hanno conquistato uno spazio di potere sotto traccia, sempre a cavallo fra economia e politica. Il Veneto di «mamma Dc» si sta convertendo alla Lega, ma resta connesso indissolubilmente al potente apparato di una Chiesa nella Chiesa. Comunione e liberazione non è più il «gruppo di amici» fedelissimi del fondatore. Si è trasformata nella holding della Compagnia delle Opere, che ha aggredito &#8211; nel nome della sussidiarietà &#8211; ogni angolo del patrimonio pubblico: grandi appalti, sanità, scuola e università, formazione, logistica. Da Padova si arriva fino in Lussemburgo, alla «cassaforte» della galassia di imprese e consorzi. A Verona, si intuisce la trama che sconfina nella Lombardia di Formigoni e nel Trentino di Dellai. Una documentata ricostruzione della «lobby di dio» a Nord Est. L&#8217;universo ciellino scandagliato, per la prima volta, a tutto campo. Con i sindaci &#8220;amici&#8221;, gli imprenditori di riferimento, i vip in pellegrinaggio in terra santa e la rete di professionisti del business. Ma anche i clamorosi rinvii a giudizio che permettono di verificare in tribunale la gestione dei finanziamenti europei.
</p></blockquote>
<p><a href="http://www.manifestolibri.it/vedi_brano.php?id=608">Qui</a> è disponibile un brano tratto dal volume e invece <a href="http://www.manifestolibri.it/vedi_indice.php?id=608">qui</a> l&#8217;indice. Se ne scrive inoltre sul sito di <a href="http://www.sherwood.it/articolo/969/cosa-loro-sebastiano-canetta-ernesto-milanesi">Radio Sherwood</a>.</p>
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		<title>&#8220;C&#8217;è chi dice no&#8221;: nel racconto di Chiara Lalli la &#8220;cronaca di un cambiamento&#8221; dalla leva all&#8217;aborto</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/12/28/ce-chi-dice-no-nel-racconto-di-chiara-lalli-la-cronaca-di-un-cambiamento-dalla-leva-allaborto/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 19:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Booksblog oggi segnala un libro uscito da poco per i tipi del Saggiatore. Si tratta di C&#8217;è chi dice no. Dalla leva all&#8217;aborto. Come cambia l&#8217;obiezione di coscienza scritto da Chiara Lalli e il volume viene presentato con queste parole: Si tratta in fondo di una specie di &#8220;cronaca del cambiamento&#8221; che registra l&#8217;evoluzione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.saggiatore.it/argomenti/politica-attualita/9788842817420/ce-chi-dice-no/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="C'e' chi dice no. Dalla leva all'aborto" title="C'e' chi dice no. Dalla leva all'aborto" src="http://www.saggiatore.it/wp-content/uploads/2011/11/C-e-chi-dice-no1.jpg"></a><a href="http://www.booksblog.it/">Booksblog</a> oggi <a href="http://www.booksblog.it/post/8829/ce-chi-dice-no-di-chiara-lalli">segnala</a> un libro uscito da poco per i tipi del <a href="http://www.saggiatore.it/">Saggiatore</a>. Si tratta di <a href="http://www.saggiatore.it/argomenti/politica-attualita/9788842817420/ce-chi-dice-no/">C&#8217;è chi dice no. Dalla leva all&#8217;aborto. Come cambia l&#8217;obiezione di coscienza</a> scritto da <a href="http://www.chiaralalli.com/">Chiara Lalli</a> e il volume viene presentato con queste parole:</p>
<blockquote><p>
Si tratta in fondo di una specie di &#8220;cronaca del cambiamento&#8221; che registra l&#8217;evoluzione del dibattito intorno a questi due grandi temi, dalla loro nascita, passando per le tappe &#8211; chiave del 1972, (l&#8217;introduzione del servizio civile) e della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legislazioni_sull%27aborto">legge 194</a> (sull&#8217;interruzione volontaria di gravidanza), fino alle ultime recrudescenze inattuali, mettendo in luce come l&#8217;obiezione di coscienza sia un&#8217;indispensabile strumento di esercizio del diritto essenziale di opposizione, e come, ciò nonostante, sia &#8220;spesso brandita come arma contro l&#8217;esercizio delle singole volontà&#8221;.
</p></blockquote>
<p>Per leggerne di più, oltre al post di <a href="http://www.booksblog.it/">Booksblog</a>, si veda anche quello pubblicato da <a href="http://www.uaar.it/ateismo/opere/chiara-lalli-ce-chi-dice-no-leva-aborto-cambia-obiezione-di-coscienza">Uaar.it</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ows: il 12 dicembre, dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano (quasi due), si occupano i porti del Pacifico</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/12/09/ows-il-12-dicembre-dallaltra-parte-delloceano-quasi-due-si-occupano-i-porti-del-pacifico/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:33:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In un giorno non qualunque per la storia italiana, Occupy Wall Street reagisce agli sgomberi: il 12 dicembre occuperanno e bloccheranno tutti i porti commerciali della costa pacifica Usa. Il video è pubblicato nella relativa sezione su Peacereporter.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.peacereporter.net/videogallery/video/12484"><img alt="Occupy Wall Street reagisce agli sgomberi" title="Occupy Wall Street reagisce agli sgomberi" src="http://antonella.beccaria.org/images/december12.jpg"></a></p>
<p>In un <a href="http://antonella.beccaria.org/tag/piazza-fontana/">giorno non qualunque</a> per la storia italiana, <a href="http://it.peacereporter.net/videogallery/video/12484">Occupy Wall Street reagisce agli sgomberi: il 12 dicembre occuperanno e bloccheranno tutti i porti commerciali della costa pacifica Usa</a>. Il video è pubblicato nella <a href="http://it.peacereporter.net/video/70/1">relativa sezione</a> su <a href="http://it.peacereporter.net/">Peacereporter</a>.</p>
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		<title>Il Fatto Quotidiano: &#8220;Umberto Magno&#8221;, in un libro il lato oscuro (e cialtronesco) di Bossi e della Lega Nord</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 17:03:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per un libro poco lusinghiero nei confronti del suo protagonista, 60 presentazioni tonde e finora neanche l’annuncio di una querela. È Umberto Magno (Aliberti), scritto da Leonardo Facco, giornalista ed editore con un trascorso politico nella Lega Nord e professionale nel quotidiano “La Padania”. Interrotto ormai da un quindicennio l’uno e l’altro, da cronista ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/umberto-magno-libro-lato-oscuro-cialtronesco-bossi-della-lega-nord/176157/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Umberto Magno" title="Umberto Magno" width="150" src="http://blog.alibertieditore.it/wp-content/uploads/2010/12/umberto-magno_leonardo-facc.jpg"></a>Per un libro poco lusinghiero nei confronti del suo protagonista, 60 presentazioni tonde e finora neanche l’annuncio di una querela. È <a href="http://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=umberto-magno">Umberto Magno</a> (Aliberti), scritto da Leonardo Facco, giornalista ed editore con un trascorso politico nella Lega Nord e professionale nel quotidiano “La Padania”. Interrotto ormai da un quindicennio l’uno e l’altro, da cronista ha risposto a un impulso: raccontare il <em>dark side</em> di Umberto Bossi e del suo partito, dalla genesi alla catastrofe del quarto governo Berlusconi.</p>
<p>Dal racconto di Facco, la Lega Nord ne esce con i contorni di una formazione politica a conduzione familiare, o familista, con il ruolo dei figli di Bossi, a iniziare da Renzo, il “Trota”, della seconda moglie, Manuela Marrone, matrona silenziosa e potente, e del cerchio magico, di cui fanno parte personaggi come Rosy Mauro e Marco Reguzzoni. Ma la si descrive anche come il luogo delle affermazioni rimangiate e delle condotte politiche mutate di 360 gradi fino al (nuovo) patto del 2001 con l’amico-nemico Silvio Berlusconi (credito da 2 miliardi di lire compreso, come ha <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/14/il-caimano-e-il-fido-bossi/163741/">documentato</a> il ilfattoquotidiano.it). E ancora come un tribunale per l’epurazione dei dissidenti, che hanno compreso anche l’ideologo Gianfranco Miglio, e una corte con una gestione del denaro quanto meno discutibile.</p>
<p>È questo il quadro che viene fuori dalla ricostruzione di Facco. Presentando il libro a Bologna alla Libreria Irnerio, si era però cercato il confronto con i leghisti emiliani. Ma Manes Bernardini, consigliere comunale e regionale, invitato a parlarne, ha prima risposta che avrebbe dovuto consultare il consiglio federale del partito e poi, all’ultimo, ha declinato tramite la sua segreteria per la concomitanza con le commissioni convocate in viale Aldo Moro.</p>
<p><em>Continua sul <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/08/umberto-magno-libro-lato-oscuro-cialtronesco-bossi-della-lega-nord/176157/">Fatto Quotidiano Emilia Romagna</a>.</em></p>
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		<title>Lsdi: &#8220;Donne e media&#8221;, i materiali dell&#8217;incontro alla Sapienza dello scorso 26 novembre</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/11/30/lsdi-donne-e-media-i-materiali-dellincontro-alla-sapienza-dello-scorso-26-novembre/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:19:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A proposito di Donne e media di cui si era scritto, Lsdi pubblica i materiali di un incontro alla Sapienza, curati dal giornalista Marco Renzi, che riporta: Il ruolo della donna nella nostra società e in particolare quello raccontato dai media, è ancora un ruolo marginale, spesso limitato all&#8217;apparire e non all&#8217;essere, privilegiando la forma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lsdi.it/2011/11/30/donne-e-media-i-materiali-di-un-incontro-alla-sapienza/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Donne e media" title="Donne e media" src="http://www.lsdi.it/wp-content/Donne-media-volantino-150x150.GIF"></a>A proposito di <a href="http://www.youcapital.it/?p=2096">Donne e media</a> di cui si era <a href="http://antonella.beccaria.org/tag/donne-e-media/">scritto</a>, <a href="http://www.lsdi.it/">Lsdi</a> pubblica i <a href="http://www.lsdi.it/2011/11/30/donne-e-media-i-materiali-di-un-incontro-alla-sapienza/">materiali di un incontro alla Sapienza</a>, curati dal giornalista Marco Renzi, che riporta:</p>
<blockquote><p>
Il ruolo della donna nella nostra società e in particolare quello raccontato dai media, è ancora un ruolo marginale, spesso limitato all&#8217;apparire e non all&#8217;essere, privilegiando la forma sulla sostanza. E alcune posizioni intransigenti del neo femminismo, tornato prepotentemente in auge negli ultimi anni, non aiutano, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, ad elevare l&#8217;immagine della donna.</p>
<p>Questi alcuni degli spunti emersi nel corso del convegno &#8220;Donne e media, riflessioni sul ruolo della donna nell’immaginario collettivo&#8221; organizzato dall&#8217;Associazione Pulitzer in collaborazione con Lsdi, il dipartimento Digilab dell’università La Sapienza, e il patrocinio della Fnsi, il 25 novembre scorso nell’ambito della &#8220;Giornata mondiale contro la violenza sulle donne&#8221; presso la sala Odeion della facoltà di Lettere e Filosofia dell’università La Sapienza di Roma. Pubblichiamo qui i video con la sintesi degli interventi.
</p></blockquote>
<p>Continua <a href="http://www.lsdi.it/2011/11/30/donne-e-media-i-materiali-di-un-incontro-alla-sapienza/">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Palombarini: &#8220;La catastrofe della giustizia. È dall&#8217;inizio degli anni Ottanta che non si propongono riforme serie&#8221;</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/11/28/palombarini-la-catastrofe-della-giustizia-e-dallinizio-degli-anni-ottanta-che-non-si-propongono-riforme-serie/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 18:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era stato invitato a parlare del suo libro, La costituzione e i diritti. Una storia italiana, un testo che abbraccia la storia di Magistratura Democratica (Md) dal primo governo di centro sinistra al quarto esecutivo Berlusconi. Ma Giovanni Palombarini, 74 anni, goriziano, entrato in magistratura nel 1963 e investito di inchieste sul terrorismo negli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era stato invitato a parlare del suo libro, <a href="http://www.ibs.it/code/9788849521337/palombarini-giovanni/costituzione-diritti-una.html">La costituzione e i diritti. Una storia italiana</a>, un testo che abbraccia la storia di Magistratura Democratica (Md) dal primo governo di centro sinistra al quarto esecutivo Berlusconi. Ma Giovanni Palombarini, 74 anni, goriziano, entrato in magistratura nel 1963 e investito di inchieste sul terrorismo negli anni di piombo, ha concentrato parte del suo discorso a <a href="http://www.politicamentescorretto.org/pages/">Politicamente Scorretto</a> sullo stato attuale della giustizia, che definisce una &#8220;catastrofe&#8221;. È un campo che conosce bene, quello della magistratura, e che gli è capito di aver subito anche, essendo stato rimosso dalla carica procuratore generale aggiunto della corte di Cassazione per &#8220;carenza di motivazione&#8221;.</p>
<p>Sta di fatto che Palombarini non è mai piaciuto molto a certi ambienti fin dai tempi in cui contribuì a fondare Md per arrivare, nel corso degli anni, all&#8217;esplicito sostegno a battaglie civili, come per le unioni di fatto anche tra persone dello stesso sesso. E dialogando con Pasquale Liccardo, giudice del tribunale di Bologna, e con Carlo Lucarelli, non esprime giudizio positivo.</p>
<p>&#8220;Se guardiamo alla crisi della giustizia&#8221;, dice appunto, &#8220;siamo di fronte a una situazione nella quale non credo sarebbe esagerato utilizzare la parola catastrofe&#8221;. Per dare una misura di quanto sia profonda, il magistrato cita un esempio. È quello di un avvocato civilista veneto che sta seguendo un caso che deve giungere a sentenza d&#8217;appello. Ma c&#8217;è un problema: l&#8217;udienza per quel processo è stata fissata per il 2018.<br />
<span id="more-7709"></span><br />
&#8220;Così facendo&#8221;, spiega, &#8220;la giustizia civile è come se non esistesse. Per il penale la situazione non va meglio e occorrerebbe porsi una domanda: di fronte a una catastrofe cosa si fa? Occorre sapere che sono numeri da record mondiale, non europeo, le decine di migliaia di processi civili e penali che arrivano in Cassazione. Dal punto di vista concettuale, la Corte Suprema dovrebbe essere l&#8217;istituzione che dà l&#8217;interpretazione corretta della legge e che specifica un orientamento con cui i giudici di merito si rapporteranno. Invece in realtà è diventata un ufficio di smaltimento di massa per un&#8217;infinità di fascicoli&#8221;.</p>
<p>Per Palombarini, &#8220;non bisognerebbe nemmeno inventarli i provvedimenti che ovvino a quest&#8217;altra catastrofe perché ci sono persone che già in passato hanno fatto proposte operative&#8221;. Si riferisce per esempio al magistrato in pensione Claudio Nunziata, che ha lavorato a Bologna e che 15 anni fa aveva studiato con altri giudici emiliani interventi necessari per far diventare &#8220;corto il processo penale senza per chiuderlo con prescrizioni, ma giungendo a sentenze&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dunque, volendo, la catastrofe la si potrebbe affrontare. Nella mia memoria ho visto in azione tanti ministri di giustizia e in pratica me ne ricordo solo uno che in testa avesse il problema della qualità e dell&#8217;efficienza della giustizia. Era il democristiano Mino Martinazzoli ed eravamo negli anni Ottanta. A quel tempo il potere di cattura era del pubblico ministero mentre oggi chiede a un giudice di catturare un uomo. Con Martinazzoli il pm perde quel potere, viene istituito il tribunale della libertà e sono drasticamente ridotti i tempi della carcerazione preventiva. All&#8217;inizio degli anni Ottanta, nel nostro Paese, per certi reati molti gravi si poteva ancora restare in carcere fino a un massimo di 12 anni, in attesa della sentenza definitiva&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dopo di allora&#8221;, prosegue Palombarini, &#8220;altri ministri che abbiano proseguito in questo lavoro non li più visti. Anche di recente ne ho sentiti alcuni parlare di riforma della giustizia, ma volevano &#8216;tagliare le unghie alla magistratura&#8217; per togliere indipendenza al pubblico ministero e ridurre la capacità di controllo rispetto all&#8217;esercizio del potere politico, amministrativo ed economico&#8221;.</p>
<p>Per il futuro, conclude Palombarini, dice di essere &#8220;normalmente ottimista&#8221; e di &#8220;sperare che la fase cambi. Ma oggi come oggi sul tappeto progetti di riforma effettiva &#8211; intesi come tutela di diritti e garanzie da un lato e dall&#8217;altro all&#8217;efficienza e alla rapidità delle decisioni &#8211; non ce ne sono. Ci si deve solo augurare che si lasci spazio a soggetti nuovi, prodotti in qualche misura da quegli stessi movimenti della società civile che hanno prodotto risultati concreti con i referendum di primavera e con le elezioni a Milano e a Napoli&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Peacereporter: intervista a Stefano Squarcina, &#8220;Ue, una tecnocrazia molto politica&#8221;</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/11/18/peacereporter-intervista-a-stefano-squarcina-ue-una-tecnocrazia-molto-politica/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 21:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Peacereporter intervista Stefano Squarcina, funzionario europarlamentare della Sinistra Unita Europea, a proposito del funzionamento dell&#8217;Unione Europea e ne viene fuori un quadro in cui emerge che la Ue [è] una tecnocrazia molto politica. In particolare Squarcina, a domanda sull&#8217;assetto poco democratico di poteri centrali, risponde: Infatti non lo è [democratico, ndb]. L&#8217;Unione europea soffre di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.peacereporter.net/articolo/31665/Ue%2C+una+tecnocrazia+molto+politica"><img alt="Peacereporter - Ue, una tecnocrazia molto politica" title="Peacereporter - Ue, una tecnocrazia molto politica" src="http://antonella.beccaria.org/images/ue_tecnocrazia_peacereporter.jpg"></a></p>
<p><a href="http://it.peacereporter.net/">Peacereporter</a> intervista <a href="http://europa.eu/whoiswho/public/index.cfm?fuseaction=idea.hierarchy&#038;nodeID=2448&#038;personID=86539&#038;lang=it">Stefano Squarcina</a>, funzionario europarlamentare della Sinistra Unita Europea, a proposito del funzionamento dell&#8217;Unione Europea e ne viene fuori un quadro in cui emerge che la <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/31665/Ue%2C+una+tecnocrazia+molto+politica">Ue [è] una tecnocrazia molto politica</a>. In particolare Squarcina, a domanda sull&#8217;assetto poco democratico di poteri centrali, risponde:</p>
<blockquote><p>
Infatti non lo è [democratico, <em>ndb</em>]. L&#8217;Unione europea soffre di un gravissimo deficit democratico. Il Parlamento europeo, unico organo democratico in quanto eletto, ma dotato di poteri a dir poco limitati, sta lì a dare legittimità democratica a istituzioni che non ne hanno. Commissione, Consiglio e Bce sono istituzioni tecnocratiche, espressione di interessi economici privati o di singoli Paesi forti. La reazione isterica dell&#8217;Ue di fronte all&#8217;eventualità del referendum greco e il licenziamento dell&#8217;ex governo italiano, per quanto indifendibile, dimostrano che siamo di fronte a una situazione di sospensione della democrazia.
</p></blockquote>
<p>Continua <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/31665/Ue%2C+una+tecnocrazia+molto+politica">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Domani: &#8220;Sorci verdi&#8221;, leghisti di carta per storie di (dis)umanità e di ordinaria xenofobia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 17:45:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono come ve li immaginereste. I &#8220;sorci verdi&#8221; di cui si parla nell&#8217;omonima antologia appena pubblicata da Edizioni Alegre non vanno tuttavia confusi con i tre topi raffigurati nell&#8217;immagine a simbolo della 205 squadriglia della regia aeronautica, anno del Signore 1936. Sono invece quelli del sole delle Alpi, strappato in senso figurato alla sky line [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilmegafonoquotidiano.it/libri/sorci-verdi"><img src="http://domani.arcoiris.tv/sito/uploads/2011/11/Alegre_sorciverdi-197x300.jpg" alt="Sorci verdi" title="Sorci verdi" width="150" align="left" /></a>Sono come ve li immaginereste. I &#8220;sorci verdi&#8221; di cui si parla nell&#8217;<a href="http://www.ilmegafonoquotidiano.it/libri/sorci-verdi">omonima antologia</a> appena pubblicata da Edizioni Alegre non vanno tuttavia confusi con i tre topi raffigurati nell&#8217;immagine a simbolo della 205 squadriglia della regia aeronautica, anno del Signore 1936. Sono invece quelli del sole delle Alpi, strappato in senso figurato alla sky line delle più belle vette del nord Italia per essere appiccicato sui piastrellati di scuole padane, nei parchi dove giocano i figli dei <em>lavuratur</em> polentoni o nelle piazze di celtiche velleità.</p>
<p>Sì, &#8220;Sorci verdi&#8221; sono &#8220;storie di ordinario leghismo&#8221;, come recita il sottotitolo del volume, firmato da Giulia Blasi, Annalisa Bruni, Giuseppe Ciarallo, Giovanna Cracco, Alessandra Daniele, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Angelo Ferracuti, Fabrizio Lorusso, Davide Malesi, Stefania Nardini, Valeria Parrella, Walter G. Pozzi, Alberto Prunetti, Stefano Tassinari, Massimo Vaggi, Lello Voce. Storie che appartengono alla narrativa, ma che dalla realtà non sembrano discostarsi più di tanto. Intanto per un aspetto: molti degli scrittori che hanno accettato l&#8217;invito di Edizioni Aleghe fanno parte di autori messi all&#8217;indice dalle amministrazioni leghiste.</p>
<p><a href="http://domani.arcoiris.tv/"><img align="right" vspace="2" hspace="4" alt="Domani di Maurizio Chierici" title="Domani di Maurizio Chierici" src="http://antonella.beccaria.org/images/domani.jpg"></a>Nel recentissimo passato vari sono stati infatti gli episodi in cui le biblioteche comunali avrebbero dovuto sbarazzarsi di firme ritenute poco gradite per ordine superiore. In alcuni casi perché &#8220;accusati&#8221; di sostenere reduci degli anni di piombo come Cesare Battisti e dunque accusati di fiancheggiare logiche terroristiche poco realistiche. Oppure, in altri, perché a mezzo stampa (o più spesso web) avevano osato criticare le venature neanche così marginali di razzismo, omofobia e forme varie di intolleranza.<br />
<span id="more-7653"></span><br />
Adesso gli scrittori hanno ricambiato le attenzioni ricevute. E non di certo per un senso di vendetta, ma per riportare con i piedi per terra questi sedicenti secessionisti infilatisi nelle stanze dei bottoni e finiti per essere ostaggio dei lacci economici tessuti dal socio-alleato di maggioranza, il Pdl. Oggi i due partiti non sono più al governo e da pochissimo il nuovo esecutivo Monti si è insediato per salvare l&#8217;Italia dal baratro aperto da debito pubblico e speculazioni finanziarie sui mercati dei titoli  di Stato. Ma loro, i leghisti, rimangono in circolazione, cercando di ricostruirsi una verginità di movimento di popolo e di denuncia. E cercando di far dimenticare a tempo di record il disastro dell&#8217;esperienza di governo.</p>
<p>Tra ministeri al nord chiusi prima di aprire e parlamenti verde dipinti da opporre a un istituzionale emiciclo da cui potrebbero essere espulsi alla prossima tornata elettorale, i leghisti hanno ragione su un punto: occorre tornare a ritrarli alle origini e nelle loro terre d&#8217;origine. E gli scrittori che hanno mandato un racconto per &#8220;Sorci verdi&#8221; lo fanno. Parlano di arroganti piccoli plenipotenziari, amministratori pubblici e senatori, rampolli &#8220;deficienti&#8221; (di nome e di fatto) e annoiati adolescenti che le provano tutte (le droghe). È un mondo becero, quello ritratto nell&#8217;antologia, che fa ridere spesso, ma che, a rifletterci un po&#8217;, fa ridere amaro.</p>
<p>Più che una raccolta di racconti, lo si potrebbe definire un breve trattato di antropologia. E per usare le parole che introducono il volume, ecco allora che dalla tipografia arriva &#8220;uno spaccato di (dis)umanità, a volte descritto con ironia e leggerezza, come se una cinepresa fosse piantata negli occhi dei protagonisti, per raccontare un mondo di ordinario razzismo. Un libro che colpisce allo stomaco e spesso lo oltrepassa. E che, nonostante la fantasia e l&#8217;invenzione dei suoi personaggi, racconta un&#8217;Italia vera&#8221;.</p>
<p><em>(Questo <a href="http://domani.arcoiris.tv/sorci-verdi-leghisti-di-carta-per-storie-di-disumanita-e-di-ordinario-razzismo/">articolo</a> è stato pubblicato sulla rivista <a href="http://domani.arcoiris.tv/">Domani</a> diretta da <a href="http://www.zam.it/biografia_Maurizio_Chierici">Maurizio Chierici</a>)</em></p>
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		<title>Il Fatto Quotidiano: intervista a Valerio Evangelisti. &#8220;L&#8217;ultraliberista Monti? Non cambierà nulla&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 19:56:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In tempi di nuovi emarginati, indignati e flash mob sotto il segno della &#8220;v&#8221; di vendetta, quella che fa Valerio Evangelisti nel romanzo appena uscito One big union è la rievocazione di un&#8217;utopia. E per parlarne parte con una richiesta: &#8220;Non chiedetemi di Eymerich, è morto&#8221;. L&#8217;inquisitore protagonista di molti suoi libri precedenti sarà anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/evangelisti-presenta-nuovo-libro-monti-altro-ultraliberista-cambiera-nulla/170889/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Valerio Evangelisti" title="Valerio Evangelisti" src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2011/11/Evangelisti_er.jpg"></a>In tempi di nuovi emarginati, indignati e flash mob sotto il segno della &#8220;v&#8221; di vendetta, quella che fa Valerio Evangelisti nel romanzo appena uscito <a href="http://www.eymerich.com/BlogEngine/post/2011/09/15/Prossima-luscita-del-nuovo-romanzo-di-Valerio-Evangelisti-ONE-BIG-UNION.aspx">One big union</a> è la rievocazione di un&#8217;utopia. E per parlarne parte con una richiesta: &#8220;Non chiedetemi di Eymerich, è morto&#8221;. L&#8217;inquisitore protagonista di molti suoi libri precedenti sarà anche passato a miglior vita, ma il suo creatore per adesso non sembra sentirne troppo la mancanza perché è la volta di raccontare del sindacalismo rivoluzionario statunitense arrivato a fine corsa degli anni Venti del secolo scorso. Ma che ha lasciato il segno, distinguendosi da un sindacalismo socialista o anarchico soprattutto per la valenza visionaria: arrivare a un&#8217;organizzazione che rappresentasse anche i non rappresentati e che di qui modificasse l&#8217;assetto sociale, oltre che lavorativo.</p>
<p>I sindacalisti rivoluzionari si muovevano tra boscaioli mutilati, ferrovieri costretti a calarsi sulle rotaie per azionare gli scambi o proletari di campagna. Gente senza importanza nel sistema economico americano di allora perché senza specializzazione. Si infilavano tra cinesi, russi, italiani (definiti i crumiri per eccellenza) e non erano pacifisti. &#8220;In realtà subirono la violenza più che praticarla&#8221;, dice Evangelisti, &#8220;si pensi per esempi a quando erano vittime di tiratori scelti nelle zone minerarie. Ma ci provarono a cambiare&#8221;. E ci provarono con strumenti diversi: il fumetto come medium per veicolare contenuti sindacali in mezzo all&#8217;analfabetismo e la musica, riscrivendo i testi di canzoni allora in voga come accaduto con l&#8217;inno dell&#8217;esercito della salvezza, l&#8217;unico autorizzato a sfilare pubblicamente.</p>
<p><a href="http://www.eymerich.com/BlogEngine/post/2011/09/15/Prossima-luscita-del-nuovo-romanzo-di-Valerio-Evangelisti-ONE-BIG-UNION.aspx">One big union</a> sembra quasi una voce dal passato per parlare oggi di disoccupazione, flussi migratori, povertà in aumento. &#8220;Quella del sindacalismo rivoluzionario&#8221;, spiega ancora l&#8217;autore, &#8220;è stata una voce fuori dalle ideologie preponderanti del tempo, il marxismo dogmatico e l&#8217;anarchismo puro. È una storia, la storia che volevo scrivere&#8221;.</p>
<p><em>Continua sul <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/15/evangelisti-presenta-nuovo-libro-monti-altro-ultraliberista-cambiera-nulla/170889/">Fatto Quotidiano Emilia Romagna</a></em></p>
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		<title>Domani: le vestali del regime, fedeli fino all&#8217;ultima (o penultima) bugia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 18:26:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualcuna presta il fianco alla tesi del complotto internazionale delle banche, come Michaela Biancofiore. E si spera per lei e per le sue capacità di analisi che sia in malafede, che non dica sul serio, pronta a qualsiasi affermazione pur di difendere il capo decaduto. Anche a sollecitare gli italiani a comprarsi il debito pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://domani.arcoiris.tv/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Domani di Maurizio Chierici" title="Domani di Maurizio Chierici" src="http://antonella.beccaria.org/images/domani.jpg"></a>Qualcuna presta il fianco alla tesi del complotto internazionale delle banche, come Michaela Biancofiore. E si spera per lei e per le sue capacità di analisi che sia in malafede, che non dica sul serio, pronta a qualsiasi affermazione pur di difendere il capo decaduto. Anche a sollecitare gli italiani a comprarsi il debito pubblico in nome di una disperata &#8211; ma forse è più corretto scrivere disperante &#8211; autoctona difesa dell&#8217;economia nazionale provocando più di qualche sarcasmo di chi in materia ne capisce.</p>
<p>E poi c&#8217;è qualche altra Pdl-lady, come Daniela Santanchè, che nega anche l&#8217;evidenza di un semplice esercizio aritmetico, come la conta dei voti in parlamento. &#8220;L&#8217;opposizione non ha la maggioranza&#8221;, ha sostenuto a emicicliche urne ancora calde. Del resto, se per 17 anni, ha funzionato la strategia di affermare il falso fino a quando fosse ritenuto vero o per lo mento verosimile, perché non tentare anche stavolta?</p>
<p>Di Gabriella Carlucci, poi, si è già ampiamento scritto. La pasionaria azzurra che, a nave in affondamento rapido, salta sulla scialuppa dei cattolici centristi dell&#8217;Udc si è discusso da lunedì sera. Qui valga solo un&#8217;aggiunta, passata con minor evidenza ma a discreta esplicazione del personaggio. Nel giro di qualche ora, l&#8217;onorevole transfuga ha oscurato il suo sito personale, dove tante volte ha inneggiato allo schieramento a cui apparteneva fino a pochi giorni fa e al suo leader. Viene da pensare che, arrivati a questo punto, non abbia più il coraggio delle sue precedenti affermazioni.<br />
<span id="more-7624"></span><br />
Per quanto riguarda Renata Polverini, dalle braccia dell&#8217;estrema destra romana al partito delle libertà e dell&#8217;amore che l&#8217;ha consacrata alla guida della Regione Lazio, non si rintraccia nemmeno una dichiarazione sulla crisi. Negli ultimi giorni ha parlato di filiali locali dell&#8217;ospedale San Raffaele prossimo al baratro, di nuove strutture sportive per le squadre di calcio, aumenti del trasporto pubblico, occupazioni e sit in protesta per l&#8217;ennesima azienda che chiude o mette in cassa integrazione. Certo, alcuni di questi sono argomenti importanti e non va dimenticato che oltre alla crisi di governo, la vita continua ad andare avanti e per certe fasce sociali va anche peggio di giorno in giorno. Però, essendo esponente di una certa parte politica, della ex maggioranza, stupisce la concentrazione totalizzante per le questioni territoriali e nemmeno una parola per la politica nazionale.</p>
<p>Continuiamo con la carrellata. Isabella Bertolini, 48 anni da Modena, nei giorni scorsi se n&#8217;è uscita dichiarando in primis di non essere un &#8220;tipo da forza gnocca&#8221; e, forte di questa ammissione, ha trascorso due ore a palazzo Grazioli e s&#8217;è rimangiata quanto aveva detto in precedenza chiedendo al Cavaliere un passo indietro. No, no, resti, e il suo voto ce l&#8217;avrà, come in effetti poi è accaduto nel voto parlamentare. Un po&#8217; in extremis, ma almeno una salvata.</p>
<p>Alessandra Mussolini, nipote del ventennale dittatore e una a cui invece &#8220;forza gnocca&#8221; è sempre piaciuto come slogan sfatandone l&#8217;esplicita presa in giro, è una che non si fa zittire. I responsabili (si fa per dire e lo dicono loro) sono &#8220;mercenari&#8221; e poi se ne va nel confessionale del &#8220;Grande fratello&#8221; (la trasmissione televisiva, non qualche strumento di spionistico dossieraggio della politica) e riporta con i piedi per terra le concorrenti con troppi grilli per la testa. &#8220;Non sei Sofia Loren&#8221;, ne ha rintuzzato una. Perché le icone sono sempre tali, se poi sono anche zie.</p>
<p>Esplicita la dichiarazione della deputata Pdl Barbara Mannucci, capelli chiari e fisico esile. &#8220;Silvio, sarò la tua Claretta Petacci&#8221;, fine compresa, perché l&#8217;amore è amore e la fedeltà non deve essere messa mai in discussione. Neanche a evocare proiettili che rendono i conti con due decenni di dittatura e le force di piazzale Loreto. Ventinove anni, alla sua prima esperienza politica nazionale, ha aggiunto di aver conosciuto il Cavaliere a 14 anni e dopo tre lustri non ha dubbi: &#8220;Silvio si inventerà qualcosa. Io sarò qui a sostenerlo&#8221;. Bene, altra freccia nella faretra del &#8220;Drago&#8221; di Arcore.</p>
<p>Meno certa la presenza del &#8220;dardo&#8221; Mara Carfagna, che da un anno minaccia di andarsene perché nel partito c&#8217;è troppo maschilismo, ci sono troppe ombre della criminalità, ci sono troppo pettegolezzi. Finora è stata recuperata, ci ha pensato Lui in persona, e anche stavolta, dopo la presunta pace fatta con il coordinatore regionale campano del Pdl Nicola Cosentino, non ha rotto le fila. Ma più di un notista l&#8217;ha data come tentennante, sempre pronta a prendere la porta. Discorso analogo per la bionda siciliana Stefania Prestigiacomo, ministro dell&#8217;ambiente, un&#8217;altra che qualche calcio l&#8217;ha tirato venendo ricondotta a più miti consigli. Però, con gli esponenti dell&#8217;esecutivo che preparano gli scatolini con i loro effetti personali da portare a casa, è andata avanti come un fuso perché alluvioni ed emergenze idrogeologiche sono altri temi del momento.</p>
<p>Lo spettacolo che deriva dal crollo dell&#8217;impero non lascia indenne nessuno. Nemmeno le donne che tante volte vengono chiamate a rappresentare un&#8217;alternativa. Moltissime, fuori dalle aule parlamentari e di governo, lo sono e lo dimostrano tutti i giorni, nei settori più svariati. Ma di quelle che, elette in listini e listoni bloccati o per ragioni che esulano dal concetto di competenza e meritocrazia, non si può dire altrettanto. Quando si parla di sostituzione dell&#8217;intera classe dirigente della politica si devono includere anche loro, senza alcuna attenuante per il genere a cui appartengono.</p>
<p>Il ricambio deve tenere conto anche di un altro aspetto: restituire in pieno dignità alle donne, fin troppo oltraggiate da opportunismi, chiamiamoli così, che con l&#8217;interesse del Paese e dei suoi cittadini non hanno nulla a che fare. Cerchiamole, queste donne, nella società civile ce ne sono finché si vuole. Nei palazzi della politica meno, da qualunque palco si guardi il parlamento.</p>
<p><em>(Questo <a href="http://domani.arcoiris.tv/le-vestali-del-regime-fedeli-fino-allultima-o-penultima-bugia/">articolo</a> è stato pubblicato sulla rivista <a href="http://domani.arcoiris.tv/">Domani</a> diretta da <a href="http://www.zam.it/biografia_Maurizio_Chierici">Maurizio Chierici</a>)</em></p>
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		<title>&#8220;Non ci resta che crescere&#8221; sapendo tuttavia che esiste &#8220;l&#8217;1 per cento che controlla il mondo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 20:24:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.egeaonline.it/editore/catalogo/gioco-delle-riforme-il.aspx"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Non ci resta che crescere" title="Non ci resta che crescere" src="http://www.egeaonline.it/allegati/61045.JPG"></a><a href="http://it.peacereporter.net/">Peacereporter</a>, attraverso un pezzo di <a href="http://it.peacereporter.net/autore/23/1/Enrico+Piovesana">Enrico Piovesana</a>, racconta di quella percentuale, <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/31176/L%271+per+cento+che+controlla+il+mondo">l&#8217;1 per cento che controlla il mondo</a>:</p>
<blockquote><p>
La prestigiosa rivista <a href="http://www.newscientist.com/article/mg21228354.500-revealed--the-capitalist-network-that-runs-the-world.html?full=true&#038;print=true">New Scientist</a> ha rivelato nei giorni scorsi i risultati di un complessa ricerca condotta da un team di economisti dell&#8217;<a href="http://www.ethz.ch/index_EN">Istituto Svizzero di Tecnologia</a>, che rivela come una rete di poche decine di multinazionali, soprattutto banche, controlli di fatto l&#8217;economia mondiale.</p>
<p>Gli studiosi di sistemi guidati dal professor James Glattfelder hanno analizzato le relazioni che intercorrono tra circa 43mila multinazionali, scoprendo che al centro della mappa della struttura del potere economico mondiale vi sono 1.318 multinazionali che detengono l&#8217;80 per cento della ricchezza economica globale.</p>
<p>Tra queste, secondo la ricerca, ce ne sono 147 che controllano il 40 per cento del sistema. Le più potenti di queste super-entità sono quasi tutte banche (Barcalys, JP Morgan Chase, Ubs, Merryl Lynch, Deutsche Bank, Credit Suisse, Goldman Sachs, Bank of America, Unicredit, Bnp Paribas), più alcune grandi società finanziarie americane e compagnie assicurative.
</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo di Piovesana fa parte di un dossier più ampio, <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/31185/Non+ci+resta+che+crescere">Non ci resta che crescere</a>, che parte dall&#8217;omonimo <a href="http://www.ibs.it/code/9788883501807//non-resta-che.html">libro</a> (la casa editrice è <a href="http://www.egeaonline.it/">Egea</a> e il sottotitolo si riferisce alle &#8220;riforme: chi perde, chi vince, come farle&#8221;) curato dal docente della Bocconi <a href="http://www.tommasonannicini.eu/">Tommaso Nannicini</a>. Il quale parte da una domanda e da una risposta:</p>
<blockquote><p>
Perché in Italia, da oltre un decennio, si fa un gran parlare di riforme finendo per fare poco o nulla? La risposta è apparentemente semplice: i potenziali vincitori non hanno voce presso partiti e parti sociali, mentre i potenziali sconfitti sanno bene come far pesare la loro influenza.
</p></blockquote>
<p>Dal sito della casa editrice si possono scaricare in pdf l&#8217;<a href="http://www.egeaonline.it/PDF/c529d1fe-0798-4d3b-bd2f-e898e6080127.aspx">introduzione</a> (593KB), l&#8217;<a href="http://www.egeaonline.it/PDF/6c1b21b4-1c83-4d3d-bc64-736596d7727b.aspx">indice</a> (51KB) e i <a href="http://www.egeaonline.it/PDF/1180a8a9-1dda-44ce-afc9-3267b7776c86.aspx">profili</a> dei singoli autori (112KB).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Loretta Napoleoni: la crisi, l&#8217;Italia e il fallimento (pilotato o meno). Non se ne parla e rischia di far saltare l&#8217;euro</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/10/06/loretta-napoleoni-la-crisi-litalia-e-il-fallimento-pilotato-o-meno-non-se-ne-parla-e-rischia-di-far-saltare-leuro/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 16:24:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Loretta Napoleoni, autrice del recente Il contagio. Perché la crisi economica rivoluzionerà le nostre democrazie, in tema di finanza fa affermazioni interessanti, da approfondire. E soprattutto prospetta scenari diversi rispetto a quelli che in genere si sentono declinare dagli addetti ai lavori. Nel post Default: sarà l&#8217;Italia a far saltare l&#8217;Europa, pubblicato su Cado in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cadoinpiedi.it/author/napoleoni-loretta/#N">Loretta Napoleoni</a>, autrice del recente <a href="http://www.ibs.it/code/9788817052979/napoleoni-loretta/contagio-perche-crisi.html">Il contagio. Perché la crisi economica rivoluzionerà le nostre democrazie</a>, in tema di finanza fa affermazioni interessanti, da approfondire. E soprattutto prospetta scenari diversi rispetto a quelli che in genere si sentono declinare dagli addetti ai lavori. Nel post <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2011/10/06/default_sara_litalia_a_far_saltare_leuropa.html">Default: sarà l&#8217;Italia a far saltare l&#8217;Europa</a>, pubblicato su <a href="http://www.cadoinpiedi.it/">Cado in piedi</a>, traccia un (drammatico) quadro di quanto sta accadendo in Grecia, tra ospedali con farmacie sempre più vuote, incremento di pasti erogati dagli enti caritatevoli, scioperi e scontri di piazza. &#8220;C&#8217;è una situazione quasi da guerra civile&#8221;, scrive, ma non si limita a quanto avviene nella penisola ellenica. A proposito dell&#8217;Italia e della sua condizione economica, considera:</p>
<blockquote><p>
Per quanto riguarda l&#8217;Italia la maggior parte degli economisti anglosassoni e tra questi ci sono anche gli americani, si domanda come mai in Italia non si parli di questo, come mai l&#8217;Italia non abbia iniziato a livello proprio di intellettuali e di economisti, un dibattito sulla possibilità di un default pilotato o anche sulle alternative a una politica che chiaramente è una politica che non funziona, si pensa infatti che questo declassamento delle società di rating sia solamente l&#8217;inizio di una serie di declassamenti che dovrebbero presentare l&#8217;economia italiana come quella più malata e quella più cruciale alla rottura dell&#8217;Euro.</p>
<p>Perché? Perché l&#8217;Italia non è la Grecia: la Grecia è una piccola parte dell&#8217;economia europea, l&#8217;Italia è il terzo paese dell&#8217;Unione Europea, quindi è in un certo senso, un paese troppo grande per fallire, ma nello stesso tempo anche troppo grande per essere salvato. Il debito è decisamente troppo elevato per poter essere assorbito anche dalla Bce o anche dal Fmi che adesso pare voglia acquistare anche parte del debito.</p>
<p>Quindi quello che si pensa è che il paese che potrebbe portare alla rottura dell&#8217;Euro e quindi alla disintegrazione di questo Euro così come l&#8217;abbiamo conosciuto noi e quindi a uno sdoppiamento dell&#8217;Euro, non sarà la Grecia ma sarà l&#8217;Italia che è il paese che seguirà a ruota la Grecia, qualora questa vada in bancarotta.
</p></blockquote>
<p>Continua <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2011/10/06/default_sara_litalia_a_far_saltare_leuropa.html">qui</a>.</p>
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