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	<title>Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria &#187; mala informazione</title>
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	<description>Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino sono l&#039;incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo.</description>
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		<title>La ricerca e i falsi: alcune motivazioni alla base di un inganno</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 17:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una delle chiavi basilari per fare ricerca – indipendente o accademica che sia – è quella di difendersi dai falsi. Per ogni disciplina esistono sistemi di contraffazione che possono – o vogliono – indurre in errore il ricercatore e altrettanti che possono tutelare dall&#8217;inganno. Brittany Jackson, studentessa di antropologia all&#8217;università di Chicagno, e Mark Rose, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/raiderslight/3018761633/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Crystal Skull - Foto di Roberto Corralo" title="Crystal Skull - Foto di Roberto Corralo" src="http://farm4.static.flickr.com/3035/3018761633_5ac72516da_m.jpg"></a>Una delle chiavi basilari per fare ricerca – indipendente o accademica che sia – è quella di difendersi dai falsi. Per ogni disciplina esistono sistemi di contraffazione che possono – o vogliono – indurre in errore il ricercatore e altrettanti che possono tutelare dall&#8217;inganno. Brittany Jackson, studentessa di antropologia all&#8217;università di Chicagno, e Mark Rose, dell&#8217;Arizona Interschool Association, hanno di recente scritto per la rivista <a href="http://www.archaeology.org/">Archaeology Online</a> un articolo in tema intitolato <a href="http://www.archaeology.org/online/features/hoaxes/intro.htm">Bogus! An Introduction to Dubious Discoveries</a> partendo con un&#8217;avvertenza a premessa: non esiste museo che non contenga al suo interno qualche oggetto o elemento ingannevole. Parola di Jane Walsh dello Smithsonian&#8217;s National Museum of Natural History.</p>
<p>E si fa qualche esempio, privilegiando il settore dell&#8217;archeologia. Dai <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crystal_skull">teschi di cristallo</a>, sbugiardati già a partire dal diciannovesimo secolo, all&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uomo_di_Piltdown">uomo di Piltdown</a>, una presunta specie di ominidi i cui scarni resti ossei vennero scoperti nel 1912 nell&#8217;East Sussex, in Gran Bretagna. Ma perché dedicarsi a un progetto che abbia come scopo il trarre in inganno la comunità scientifica? I due autori del saggio parlano in prima istanza di pubblicità e autopromozione. Dopodiché vengono motivi pecuniari, scherzi non meglio motivati o vendetta.<br />
<span id="more-3718"></span><br />
«Ma – aggiungono Jackson e Rose – lo si fa anche per supportare le proprie teorie sul passato dell&#8217;uomo. I falsi sono talvolta ispirati da ragioni nazionalistiche in base alle quali gli autori dell&#8217;inganno vogliono esaltare il proprio Paese usando infondati collegamenti con le civiltà del passato». Un aspetto, questo, che innesca effetti ritenuti secondari solo dal punto di vista cronologico: un buon falso buon far rivalutare anche (o, forse, soprattutto) dal punto di vista economico tutto ciò che vi si correla, dalla remunerazione delle competenze di chi effettua o certifica la scoperta ingannevole all&#8217;oggettistica da rifilare a sedicenti esperti o semplici appassionati.</p>
<p>Ne consegue un altro effetto. Se, come si diceva sopra, dove c&#8217;è un museo c&#8217;è anche qualcosa di non autentico, allora a maggior ragione «dove c&#8217;è un mercato, c&#8217;è un falso». E in questo caso non si intende solo lo smercio più o meno legale di reperti, ma addirittura la possibilità di pilotare fondi di ricerca e borse di studio.</p>
<p>Sistemi per tutelarsi? Non esisterebbe altra ricetta che quella dettata dalla rigore della ricerca, basato su dati fattuali – anche se non per forza di provenienza – a riscontro di una scoperta. Ma – si avverte a conclusione – quello dei falsi non è un fenomeno destinato a scomparire, almeno fino a quando esisteranno collezionisti creduloni e danarosi, faide scientifiche e studiosi dalle ambizioni smodate desiderosi a loro volta di un posto nella storia.</p>
<p>Infine, per chi legge l&#8217;inglese, è stata pubblicata anche un&#8217;interessante lista dal titolo <a href="http://www.archaeology.org/online/features/hoaxes/index.html">Archaeology&#8217;s Hoaxes, Fakes, and Strange Sites</a>. Una lista utile perché, come detto più volte insieme all&#8217;amico e ricercatore Simone Barcelli, per procedere nei proprio studi, anche da indipendenti, il primo passo è quello di escludere ciò che risulta più o meno palesemente infondato.</p>
<p><em>(Questo testo è stato pubblicato sul <a href="http://www.scribd.com/doc/25338176/Tracce-d-eternita-nr-6">numero 6</a> della rivista elettronica <a href="http://simonebarcelli.org/">Tracce di eternità</a>)</em></p>
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		<title>Information Guerrilla: «Noi, guerriglieri dell&#8217;informazione»</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pezzo che segue lo ha diffuso Roberto Vignoli ed è stato scritto da Roberto Laghi a proposito dei dossieraggi effettuati dalla coppia Pollari-Pompa ai danni di una serie di professionisti e organi d&#8217;informazione. Nel caso specifico, si tratta di Information Guerrilla. A latere &#8211; ma neanche più di tanto &#8211; risultano efficaci anche due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.informationguerrilla.net/"><img alt="Information Guerrilla" title="Information Guerrilla" src="http://antonella.beccaria.org/images/logoIG.jpg"></a></p>
<p><em>Il pezzo che segue lo ha diffuso <a href="http://antonella.beccaria.org/index.php?s=Roberto+Vignoli&#038;submit=Cerca">Roberto Vignoli</a> ed è stato scritto da <a href="http://festinalente.ztl.eu/">Roberto Laghi</a> a proposito dei dossieraggi effettuati dalla coppia Pollari-Pompa ai danni di una serie di professionisti e organi d&#8217;informazione. Nel caso specifico, si tratta di <a href="http://www.informationguerrilla.net/">Information Guerrilla</a>. A latere &#8211; ma neanche più di tanto &#8211; risultano efficaci anche due articoli scritti da <a href="http://www.giugenna.com/">Giuseppe Genna</a> per <a href="http://www.carmillaonline.com/">Carmilla</a>: <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2005/06/001411.html">Le expertise di Luttwak</a> e <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2003/03/000105.html">Luttwak, la voce del padrone</a>. Buona lettura.</em></p>
<p>Dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano sull&#8217;attacco di Luttwak a Informationguerrilla [<a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&#038;id_blogdoc=2415191&#038;title=2415191">http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&#038;id_blogdoc=2415191&#038;title=2415191</a>], per chi volesse sapere qualcosa in più sul sito d&#8217;informazione alternativa da me curato dal 2002 al 2007, pubblico un articolo inedito (scritto per il numero zero di una rivista poi abortita) dell&#8217;amico e braccio destro &#8220;infoguerrigliero&#8221; Roberto Laghi. Dedicato a tutti i collaboratori e lettori di Information Guerrilla. Che, prima o poi, come la fenice, chissà che non risorga dalle sue ceneri.<br />
rv</p>
<p><strong>Noi, guerriglieri dell&#8217;informazione</strong><br />
<em>di Roberto Laghi</em></p>
<p>Non si inizia mai da zero. Non si dà nessun post- senza alcun pre- (nonostante, come cantavano i CCCP, “qualcuno è post senza essere mai stato niente”). E poiché in questo spazio vogliamo parlare di informazione dal basso in rete, è necessario fare un passo indietro per dare conto dei suoi momenti importanti, fondativi. Raccontare lo scenario di oggi presuppone la conoscenza di ciò che era ieri, con la consapevolezza dell&#8217;evoluzione degli strumenti di comunicazione e partecipazione. Implica una riflessione sull&#8217;importanza della memoria &#8211; conoscenza di contesti e percorsi oltre che di fatti -, tensione personale che va a innestarsi su un tessuto civile collettivo in grado di mantenere il ricordo e di collegarlo al presente. Questo articolo parla di un sito, un importante punto di riferimento per la rete dal 2001 in avanti.<br />
<span id="more-3654"></span><br />
Ma è anche una storia, che mi coinvolge in prima persona e che nasce in Romagna, fuori dalla rete, in un caldo giorno di luglio del 2001. Genova. G8. Questa storia nasce dalla rabbia davanti alla brutale repressione di Stato, punto di svolta di un percorso di involuzione della democrazia, fatto di restrizione di diritti e spazi di libertà. Nasce da alcuni volantini che rimandano a link su Indymedia, distribuiti all&#8217;uscita dell&#8217;Arena Borghesi di Faenza, con l&#8217;urgenza della necessità: far conoscere ciò che accade, perché la tv non lo sta mostrando. Information Guerrilla nasce così. Per diventare poi uno scambio di mail con le testimonianze dirette di chi era a Genova, trasformarsi in una mailing list i cui iscritti continuano ad aumentare e infine in un sito che presenta una selezione di articoli, approfondimenti, segnalazioni da molte fonti indipendenti italiane ed estere. Ed è proprio con Genova che il lavoro dei mediattivisti rompe l&#8217;omertà dei media mainstream per far passare la propria informazione, la propria voce. Il lavoro fatto in rete segna il passo, acquista importanza.</p>
<p>Ecologia e ambiente, antimilitarismo e rifiuto della guerra, critica dello sviluppo e del controllo pervasivo, antifascismo, culture antagoniste, precarietà, circolazione dei saperi: queste e molte altre le tematiche che attraversano le pagine di Information Guerrilla.</p>
<p>L&#8217;impegno volontario e instancabile di Roberto Vignoli, aiutato dal sottoscritto e man mano da una rete di collaboratori sempre più estesa e attiva, porta il sito a crescere a tal punto che già nel 2002 finisce al centro di un attacco: un articolo volutamente confuso e allarmista di Panorama, uscito nella settimana di ferragosto, accusa Information Guerrilla e altri siti di far parte di un network di fiancheggiamento dei terroristi rossi. Niente di più falso, ovviamente, ma le civette fuori dalle edicole romagnole &#8216;strillano&#8217;: “Le BR nella chat faentina”. Solidarietà e stima arrivano dal mondo dell&#8217;informazione, Panorama pubblica una quasi smentita, IG aumenta i suoi lettori e il suo lavoro, tanto da meritarsi una lusinghiera segnalazione di Carlo Formenti sul Corriere della Sera (17 marzo 2003), che scrive come IG sia “il più raffinato tentativo italiano di sfruttare la formula del weblog per dotare il movimento new global d&#8217;un organo di controinformazione potente, flessibile e costantemente aggiornato in tempo reale. (&#8230;) è difficile non riconoscere l&#8217;eccellenza del lavoro giornalistico svolto&#8221;.</p>
<p>Punto di riferimento e archivio di documenti e memoria, il sito si pone come uno snodo centrale nello scenario dell&#8217;informazione indipendente italiana, producendo anche materiali inediti ed esclusivi e pubblicando anteprime di libri e inchieste. Per qualcuno forse è troppo: nel novembre 2003 è Edward Luttwak, consulente militare statunitense, a sferrare un attacco frontale contro IG e altri siti italiani di informazione indipendente dal salotto di Porta a Porta. In pratica, una seconda conferma del fatto che stiamo lavorando bene. Ma non c&#8217;è due senza tre: i nomi della redazione compaiono anche nel dossier del Sismi che Pio Pompa riempiva con avversari e critici di Silvio Berlusconi. Tre “medaglie” appuntate sul petto per un lavoro quasi ininterrotto per più di sette anni. Oggi, complici clausole contrattuali e impegni lavorativi troppo pressanti, Information Guerrilla vive solo come archivio: analisi, testimonianze, proposte critiche per questo inizio di millennio. Memoria, cioè un passo verso il futuro.</p>
<p><a href="http://www.informationguerrilla.net">http://www.informationguerrilla.net</a></p>
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		<title>Project Censored: 25 storie passate sotto silenzio sulla stampa tradizionale</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 21:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrive Luca De Biase: Project Censored ha censito le 25 storie che i grandi media hanno tralasciato, soprattutto in America, e che invece sono state seguite e sviluppate sui nuovi media. via Indyweek. Si tratta si storie, a quanto pare, controllate e verificate con attento metodo di ricerca. Si fa notare, in questo contesto, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.projectcensored.org/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Project Censored" title="Project Censored" src="http://antonella.beccaria.org/images/Project_Censored_2010_Book_thumb.jpg"></a>Scrive <a href="http://blog.debiase.com/2009/12/25-storie-tralasciate.html">Luca De Biase</a>:</p>
<blockquote><p>
<a href="http://www.projectcensored.org/">Project Censored</a> ha censito le 25 storie che i grandi media hanno tralasciato, soprattutto in America, e che invece sono state seguite e sviluppate sui nuovi media. via <a href="http://www.indyweek.com/gyrobase/Content?oid=oid%3A407460">Indyweek</a>. Si tratta si storie, a quanto pare, controllate e verificate con attento metodo di ricerca. Si fa notare, in questo contesto, la questione della relazione tra lobby e allocazione degli aiuti statali Usa.
</p></blockquote>
<p>Da <a href="http://www.projectcensored.org/store/">qui</a> si può acquistare il libro che raccoglie le 25 storie individuate e scritte da Peter Philips e Mickey Huff mentre <a href="http://www.projectcensored.org/censorship/nominate/">qui</a> si dia un&#8217;occhiata alle modalità per sottoporre una vicenda di censura. Che la 35 edizione del <a href="http://www.projectcensored.org/about/">progetto</a>, partito nel 1976, è già in via di preparazione.</p>
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		<title>La videocrazia è roba loro e chi critica fuori da tv pubbliche e private</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 12:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senza che nemmeno si sia concluso l&#8217;affaire RaiTre e TG3, un nuovo segnale giunge da Raiset. Scrivono infatti Giuseppe Giulietti e Vincenzo Vita a proposito di Videocracy, il trailer censurato dalla Rai: Se ancora qualcuno coltivasse delle illusioni sulle reali intenzioni della destra a proposito della Rai, la censura imposta al trailer del film &#8220;Videocracy&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="392" height="238"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kqQvQcnKvQ8&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed align="left" vspace="2" hspace="4" src="http://www.youtube.com/v/kqQvQcnKvQ8&#038;hl=en&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="392" height="238"></embed></object>Senza che nemmeno si sia concluso l&#8217;<a href="http://www.agoravox.it/Il-balletto-sulla-Rai-investe-il.html">affaire RaiTre e TG3</a>, un nuovo segnale giunge da <a href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=5180">Raiset</a>. Scrivono infatti <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Giulietti">Giuseppe Giulietti</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Maria_Vita">Vincenzo Vita</a> a proposito di <a href="http://www.articolo21.info/8872/notizia/videocracy-il-trailer-censurato-dalla-rai.html">Videocracy, il trailer censurato dalla Rai</a>:</p>
<blockquote><p>
Se ancora qualcuno coltivasse delle illusioni sulle reali intenzioni della destra a proposito della Rai, la censura imposta al trailer del film &#8220;Videocracy&#8221; è arrivata puntualmente a svelare il piano di normalizzazione in atto. Tutto quello che non piace a questo governo deve essere espulso dalle reti MediaRai, si tratti di un autore, di un soggetto sociale, di un trailer per un film che osa affrontare il tema della tv in Italia. Non sorprende che il rifiuto sia venuto da Mediaset che almeno risulta essere di diretta proprietà di Berlusconi, sorprende invece che la Rai per rifiutare il trailer  abbia  esplicitamente parlato di un messaggio politico contro il governo in carica.</p>
<p>In questi giorni il direttore Masi si è molto preoccupato di far sapere che non guarderà in faccia a nessuno e provvederà alle nomine di Rai3 e del Tg3,adesso è il momento che la Rai cominci a rassicurare i cittadini che non intendono essere oscurati o imbavagliati. L’associazione Articolo21 non intende accettare il regime della oscurità e dell’oscuramento e per queste ragioni ha deciso di dedicare l’apertura del sito al trailer cancellato. E ovviamente, è fondamentale che in questa sacrosanta battaglia di libertà si trovino insieme tutte le opposizioni.
</p></blockquote>
<p>Intanto, sul documentario censurato, che qualche <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/luglio/24/Documentario_anti_Berlusconi_dalla_Mostra_co_9_090724068.shtml">nervosismo</a> l&#8217;aveva stimolato già settimane addietro, si può vedere il trailer <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kqQvQcnKvQ8">qui</a> oppure andare sul <a href="http://atmo.se/film-and-tv/videocracy/">sito</a> del produttore, la svedese <a href="http://atmo.se/about/">Atmo</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Teaching Copyright: mantenersi creativi senza subire intimidazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 15:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritto d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[liberta' di cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è bisogno di altre parole per presentare Teaching Copyright, iniziativa targata Electronic Frontier Foundation nata per spiegare a insegnanti e giovani cos&#8217;è il diritto d&#8217;autore (o, meglio, il copyright anglosassone) e come utilizzarlo per ampliare il proprio margine d&#8217;azione invece di farselo ridurre a suon di soperchierie: La fuori c&#8217;è un sacco di disinformazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.teachingcopyright.org/"><img align="left" width="400" alt="Teaching Copyright" title="Teaching Copyright" vspace="2" hspace="4" src="http://www.teachingcopyright.org/sites/default/files/framework_logo.png"></a>Non c&#8217;è bisogno di altre parole per presentare <a href="http://www.teachingcopyright.org/">Teaching Copyright</a>, iniziativa targata <a href="http://www.eff.org/">Electronic Frontier Foundation</a> nata per spiegare a insegnanti e giovani cos&#8217;è il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d%27autore">diritto d&#8217;autore</a> (o, meglio, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copyright">copyright</a> anglosassone) e come utilizzarlo per ampliare il proprio margine d&#8217;azione invece di farselo ridurre a suon di soperchierie:</p>
<blockquote><p>
La fuori c&#8217;è un sacco di disinformazione sui diritti e sulle responsabilità legali nell&#8217;era digitale. Questo è particolarmente sconcertante quando si tratta di informazioni condivise con i più giovani, bombardati a suon di messaggi provenienti da una miriade di fonti secondo cui l&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie è un comportamento ad alto rischio. L&#8217;atto di scaricare musica è paragonato al furto di una bicicletta anche se sono molti i download legittimi. Realizzare video usando clip prese altrove viene stigmatizzato come probabilmente illegale, anche se molti di questi video sono messi a disposizione legalmente. </p>
<p>Questa malainformazione è dannosa perché scoraggia i ragazzini e gli adolescenti a seguire la loro naturale inclinazione a essere innovativi e curiosi. Gli innovatori, gli artisti e gli elettori di domani devono sapere che la legge sul diritto d&#8217;autore limita alcune attività, ma ne permette altre. E hanno bisogno di sapere che quali sono i percorsi virtuosi che li possono proteggere nella sfera digitale. In breve, i giovani non hanno bisogno di intimidazioni: ciò di cui hanno bisogno è di un&#8217;informazione solida e accurata.
</p></blockquote>
<p>Tematiche, queste, applicabili anche ad altri ambiti. Restando in quello trattato, è già nutrita la sezione delle <a href="http://www.teachingcopyright.org/resources">risorse</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Evangelisti: paranoia in Messico. Una storia di maiali e bufale</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 19:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa &#8220;non è una bufala, ma una porcata&#8221;. È la conclusione del testo Paranoia in Messico. Una storia di maiali e bufale di Valerio Evangelisti pubblicato su Carmilla. Scritto, peraltro, dalla nazione che secondo i media sarebbe al centro dell&#8217;epidemia che minaccia tutto il mondo, dove si trova ora Valerio. Che fa una serie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.carmillaonline.com/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Addio porco su Carmilla" title="Addio porco su Carmilla" src="http://www.carmillaonline.com/archives/porcozombie.jpg"></a>Questa &#8220;non è una bufala, ma una porcata&#8221;. È la conclusione del testo <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003033.html">Paranoia in Messico. Una storia di maiali e bufale</a> di <a href="http://www.eymerich.com/">Valerio Evangelisti</a> pubblicato su Carmilla. Scritto, peraltro, dalla nazione che secondo i media sarebbe al centro dell&#8217;epidemia che minaccia tutto il mondo, dove si trova ora Valerio. Che fa una serie di considerazioni tra l&#8217;ironico e l&#8217;indignato per comprendere quanto <a href="http://antonella.beccaria.org/2009/04/27/pandemie-i-numeri-e-il-prospetto-della-storia/">vuota</a> sia l&#8217;attuale emergenza. Per esempio, si veda quanto inutili siano alcuni provvedimenti del governo:</p>
<blockquote><p>
In tutto il paese sono chiusi da tre giorni i siti archeologici, i musei, i cinema e i teatri, le scuole e le università, molti uffici pubblici, molti complessi industriali. A Città del Messico un sindaco ambizioso, Marcelo Ebrard, in perenne competizione con il presidente del distretto e con il governatore dello stato, ha voluto mostrarsi più papista del papa: così ha ordinato la chiusura completa di bar, ristoranti, discoteche e locali notturni, visti quali potenziali luoghi di assembramento e di propagazione dell’influenza suina. Peccato che si sia scordato di chiudere anche la metropolitana, dove ogni giorno si ammassano cinque milioni di viaggiatori e che è certamente più affollata di un ristorante.
</p></blockquote>
<p>Sempre su Carmilla si dia un occhio anche al post precedente, <a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2009/05/003031.html">Addio porco</a>, di Alessandra Daniele.</p>
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		<title>Pandemie, i numeri e il prospetto della storia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 20:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dato che si torna a parlare di pandemie (e concordo con il commento di Alfonso Fuggetta a proposito del verbo dilagare), Neatorama coglie la palla al balzo e se ne esce con un post sui cinque peggiori contagi della storia. Si parte dalla febbre tifoide del 430 AC del Peloponneso, durante la guerra che contrappose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dato che si torna a parlare di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia">pandemie</a> (e concordo con il commento di <a href="http://www.alfonsofuggetta.org/">Alfonso Fuggetta</a> a proposito del verbo <a href="http://www.alfonsofuggetta.org/?p=5171">dilagare</a>), <a href="http://www.neatorama.com/">Neatorama</a> coglie la palla al balzo e se ne esce con un post sui <a href="http://www.neatorama.com/2009/04/27/5-deadliest-pandemics-in-history/">cinque peggiori contagi</a> della storia. Si parte dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Febbre_tifoide">febbre tifoide</a> del 430 AC del Peloponneso, durante la guerra che contrappose Sparta e Atene, per arrivare alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Influenza_spagnola">spagnola</a> del 1918. Giusto per far parlare i numeri e ridimensionare le emergenze strillate a ogni pie&#8217; sospinto. Sempre in tema sui fatti di questi giorni si legga anche un lungo <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/15387/Messico%2C+paura+epidemia">reportage</a> di Fabrizio Lorusso su <a href="http://it.peacereporter.net/">Peacereporter</a>.</p>
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		<title>Nicotri: il 7 aprile, i teoremi e i pseudoracconti in tempi di affarismo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 17:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spettacolare post di Pino Nicotri sul blog Arruotalibera. Il testo si intitola 7 aprile 1979, la lezione è ancora valida: troppo spesso il giornalismo è servile, specie quando mancano gli editori puri e abbondano invece quelli affaristi e sostanzialmente suggerisce un&#8217;evoluzione &#8211; o una nuova età &#8211; della strategia della tensione attraverso l&#8217;uso dei media. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spettacolare post di <a href="http://www.pinonicotri.it/?page_id=28">Pino Nicotri</a> sul blog <a href="http://www.pinonicotri.it/">Arruotalibera</a>. Il testo si intitola <a href="http://www.pinonicotri.it/?p=946">7 aprile 1979, la lezione è ancora valida: troppo spesso il giornalismo è servile, specie quando mancano gli editori puri e abbondano invece quelli affaristi</a> e sostanzialmente suggerisce un&#8217;evoluzione &#8211; o una nuova età &#8211; della strategia della tensione attraverso l&#8217;uso dei media. Se in questo post il <a href="http://www.radioradicale.it/exagora/processo-7-aprile-il-prototipo-dellemergenza">processo 7 aprile</a> è predominante non solo per questioni di anniversari (domani saranno trascorsi esattamente trent&#8217;anni), ma anche perché il giornalista ci venne tirato dentro con l&#8217;accusa di essere il telefonista delle Brigate Rosse (&#8220;confondendolo&#8221; però con Valerio Morucci), Nicotri fa anche altri esempi: quello raccontato in modo ottimo in <a href="http://www.pinonicotri.it/?page_id=617">questo libro</a> (peraltro <a href="http://www.scrive.it/pointer/10931">finito</a> ieri: aiuta a ben comprendere quelle che sono state balle e omissioni spacciate in tutti questi anni sul caso di Emanuela Orlandi) ma anche ciò che si legge ogni giorno sui giornali, emergenze varie comprese. O, aggiungerei, la non verifica della veridicità di determinati <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MV6HutU5MMs">allarmi</a>, per i quali ci si <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/le-voci-dal-terremoto/2077375/8">accontenta</a> delle denunce penali e degli epiteti istituzionali (salvo poi, in caso di disastro ricredersi o far finta di nulla). Infine racconta anche un&#8217;epoca straordinaria in cui, se un giornalista veniva accusato di reati pur gravissimi, trovava la solidarietà di (almeno) alcuni degli editori suoi committenti che scendevano in campo per primi. Ha ragione Nicotri, oggi sarebbe impensabile.</p>
<p>E in chiusura alcuni passaggi del post uscito su <a href="http://www.pinonicotri.it/">Arruotalibera</a></p>
<blockquote><p>
Ma veniamo ora al vero problema, che si ripete sempre: il caso 7 aprile fu in realtà un sequestro e un processo di massa a mezzo stampa. A tenere gli imputati in galera era il baccano dei mass media, che avvaloravano man mano le balle più colossali rifilate dagli inquirenti che non sapevano più come tenere in piedi una montatura tanto mostruosa quanto vacua [...]. Il giornalismo pessimo, però, non quello degno del nome [...].</p>
<p>Appena quattro anni dopo il 7 aprile &#8217;79, lo stesso uso vergognoso dei mass media è dilagato alla grande con il caso della scomparsa della cittadina vaticana Emanuele Orlandi, che ancora oggi, a 25 anni di distanza, si insiste a dire sia stato un rapimento, quando invece perfino il giudice Severino Santiapichi, lo stesso che a Roma ha presieduto il collegio giudicante del caso 7 aprile e poi anche del caso Moro, ha dichiarato a più riprese che si è tratto di un &#8220;rapimento mediatico&#8221;: cioè di balle rifilate ai mass media e da questi ingordamente avvalorate per nascondere i veri motivi della scomparsa della ragazza. Motivi che nulla hanno di politico, ma molto devono avere a che vedere con gli obbrobbri del Vaticano se dobbiamo giudicare dalla ostinata e documentatissima volontà della &#8220;Santa Sede&#8221; di tacere e sabotare l’inchiesta dei magistrati italiani. Il culmine dell&#8217;uso violento e politicamente finalizzato dei mass media è stato senza dubbio l&#8217;invasione dell’Iraq, avvenuta grazie alla campagna di stampa a base di panzane sulle &#8220;bombe atomiche&#8221; e altre armi di distruzione di massa [...].</p>
<p>La strategia e l’uso del capro espiatorio è vecchia più del cucco, ma ha sempre funzionato. La gestione del potere costituito e di quello arrembante per perpetuarsi, per poter fare e giustificare le guerre, ha bisogno di costruire società percorse dalla paura e dalle paure. Che portano immancabilmente alla costruzione del capro espiatorio di turno, per scoprire solo dopo che si trattava di un nemico è fasullo.
</p></blockquote>
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		<title>La commissione europea e quegli spioni dei giornalisti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 19:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora il rischio spionistico, riporta Peacereporter, sarebbe costituito dai giornalisti, secondo la commissione europea. Si legge infatti che: L&#8217;associazione internazionale dei giornalisti a Bruxelles, l&#8217;Api, ha protestato ufficialmente con quanto contenuto nella nota interna della Commissione. Lorenzo Consoli, presidente dell&#8217;Api, ha dichiarato che: &#8220;I giornalisti hanno il dovere di cercare le informazioni, anche quelle più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora il <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/14211/La+Commissione+europea+mette+in+guardia+contro+attivit%E0+%27spionistiche%27+da+parte+di+giornalisti">rischio spionistico</a>, riporta <a href="http://it.peacereporter.net/">Peacereporter</a>, sarebbe costituito dai giornalisti, secondo la commissione europea. Si legge infatti che:</p>
<blockquote><p>
L&#8217;associazione internazionale dei giornalisti a Bruxelles, l&#8217;Api, ha protestato ufficialmente con quanto contenuto nella nota interna della Commissione. Lorenzo Consoli, presidente dell&#8217;Api, ha dichiarato che: &#8220;I giornalisti hanno il dovere di cercare le informazioni, anche quelle più sensibili e confidenziali&#8221;. Il portavoce della Commissione europea Johannes Latenberger ha replicato all&#8217;associazione della stampa internazionale affermando che: &#8220;L&#8217;essenza della professione giornalistica è cercare informazioni. Non è questo il problema. Il problema riguardo l&#8217;obbligo dei funzionari della Commissione di difendere informazioni confidenziali&#8221;. Latenberger ha inoltre sottolineato che la Commissione, diversamente da quanto fanno altre istituzioni pubbliche, &#8220;consente a tutti i funzionari di parlare con i giornalisti, purché mantengano il rispetto richiesto per le informazioni sensibili&#8221;.
</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>De mortuis: oltre le cronache massificate</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 21:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi dice che il cordoglio pubblico sia fuori luogo, anche se il defunto è un porporato. Nei giorni scorsi il nunzio apostolico Pio Laghi è stato salutato come il &#8220;cardinale della pace&#8221; di &#8220;preclare virtù&#8221;, ma sono stati in pochi ad aver ricordato invece un passato tutt&#8217;altro che luminoso vissuto in America Latina, quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è chi dice che il cordoglio <a href="http://www.zenit.org/article-16785?l=italian">pubblico</a> sia fuori luogo, anche se il defunto è un porporato. Nei giorni scorsi il nunzio apostolico <a href="http://news.google.it/news?hl=it&#038;tab=wn&#038;q=%22Pio+Laghi%22&#038;ie=UTF-8">Pio Laghi</a> è stato salutato come il &#8220;cardinale della pace&#8221; di &#8220;preclare virtù&#8221;, ma sono stati in pochi ad aver ricordato invece un passato tutt&#8217;altro che luminoso vissuto in America Latina, quando giocava a tennis con i gerarchi della dittatura argentina. Tra questi pochi, ecco alcuni articoli che ne ricostruiscono al figura. Il più completo è <a href="http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it/post/2141783.html">De mortuis&#8230;</a> scritto da <a href="http://www.go.ilcannocchiale.it/users/profile/103959">Vania Lucia Gaito</a>, autrice del libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788861900325/gaito-vania/viaggio-nel-silenzio.html">Viaggio nel silenzio</a> (Chiarelettere, 2008) e dell&#8217;omonimo <a href="http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it/">blog</a>. Rispetto alla fanfara funebre letta nei giorni scorsi:</p>
<blockquote><p>
Diversamente lo ricordano le Madres de Plaza de Mayo, le donne argentine madri, mogli e sorelle dei 30.000 desaparecidos durante la dittatura militare che terrorizzò l&#8217;Argentina dal 1974 al 1980. In quel periodo, monsignor Laghi era già Nunzio Apostolico in Argentina. E giocava a tennis con Emilio Massera, all&#8217;epoca a capo della Marina militare argentina, di cui era intimo amico. Il 19 maggio 1997 le Madri, con il patrocinio legale di Sergio Schoklender, presentarono denuncia alle autorità italiane contro Pio Laghi, che, come è scritto nella stessa denuncia, «collaborò attivamente con i membri sanguinari della dittatura militare e portò avanti personalmente una campagna volta ad occultare tanto verso l&#8217;interno quanto verso l&#8217;esterno del Paese l&#8217;orrore, la morte e la distruzione. Monsignor Pio Laghi lavorò attivamente smentendo le innumerevoli denunce dei familiari delle vittime del terrorismo di Stato e i rapporti di organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani».
</p></blockquote>
<p>Altri due interventi in questo senso sono quelli di Paolo Maccioni su <a href="http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&#038;op=viewarticle&#038;artid=8526">Megachip</a> e di Stefano Morciano su <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/14882/piu-realisti-del-re/">Giornalettismo.com</a>. A leggere questi interventi, da un punto di vista concettuale sembra un caso non molto diverso dalle <a href="http://www.fotogiornalisti.eu/fpa/newsDett.asp?Id=95">foto di guerra ritoccate</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Lussu a Gaza: scritti, interpretazioni e direttive</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 10:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[andrea cabassi]]></category>
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		<description><![CDATA[Roberto Vignoli segnala l&#8217;articolo Gaza e Medioriente, un&#8217;analisi della disinformazione televisiva pubblicato su Rekombinant e ripreso da Articolo21 in cui si presenta un&#8217;indagine del 2006 del Glasgow Media Group (all&#8217;interno del quale, sempre in tema, è stato sviluppato il recente Bad News From Israel). Tornando all&#8217;articolo, si esordisce dicendo che &#8220;il modello di costruzione delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/autori/_roberto_vignoli.php">Roberto Vignoli</a> segnala l&#8217;articolo <a href="http://www.articolo21.info/7874/notizia/gaza-e-medioriente-unanalisi-della.html">Gaza e Medioriente, un&#8217;analisi della disinformazione televisiva</a> pubblicato su <a href="http://www.rekombinant.org/">Rekombinant</a> e ripreso da <a href="http://www.articolo21.info/">Articolo21</a> in cui si presenta un&#8217;indagine del 2006 del <a href="http://www.glasgowmediagroup.org/">Glasgow Media Group</a> (all&#8217;interno del quale, sempre in tema, è stato sviluppato il recente <a href="http://www.glasgowmediagroup.org/content/view/4/2/">Bad News From Israel</a>). Tornando all&#8217;articolo, si esordisce dicendo che &#8220;il modello di costruzione delle news che ha unificato i tg di Rai e Mediaset nella copertura della crisi di Gaza viene da lontano&#8221;. E infatti:</p>
<blockquote><p>
La ricerca diretta da Philo e Berry ha quindi un doppio valore: quello essere un lavoro critico e sistematico sui telegiornali come non ce ne sono in Italia, e quello di indicare lo standard di copertura e di ricezione delle notizie nel conflitto israelo-palestinese così come si è formato in questi anni nella BBC e che, come possiamo constatare, riassume gli stessi standard complessivi dell&#8217;informazione occidentale istituzionale in materia. [Quindi] il modello sovranazionale di copertura delle notizie [...] oltre a influenzare l&#8217;opinione pubblica, strutturare la percezione dei fatti quando i partiti sono televisivi (ovvero sempre), detta direttamente l&#8217;agenda politica. E inoltre influenza la politica estera perché questa la si fa sempre sul modo di coprire televisivamente i fenomeni. Non a caso una copertura televisiva globale sostanzialmente favorevole alla guerra all&#8217;Iraq ha favorito politicamente l&#8217;invasione del 2003, nonostante che l&#8217;opinione pubblica mondiale fosse contraria. Il modello di integrazione tra politica e media è questo: applicare tattiche di disinformazione e di propaganda alle notizie. Se l&#8217;opinione pubblica le recepisce bene, se no agire ugualmente. Tanto alla lunga l&#8217;opinione pubblica sfavorevole si disgrega mentre i media agiscono tutti i giorni plasmando e rimodulando la realtà politica.
</p></blockquote>
<p>Altra lettura interessante è quella del testo di <a href="http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/663887.html">Andrea Cabassi</a> su <a href="http://www.sotziu.it/lussu/lussu_cabassi_circolo_gl_ss.htm">I profeti disarmati, Lussu, la Terza Forza</a> pubblicato dal circolo <a href="http://circologl.splinder.com/">Giustizia e Libertà</a> di Sassari. Riflessioni derivate dalla lettura del <a href="http://www.ibs.it/code/9788879729789/serri-mirella/profeti-disarmati-1945.html">libro</a> di <a href="http://www.zam.it/home.php?id_autore=2821">Mirella Serri</a> e di <a href="http://www.ibs.it/code/9788831795982/teodori-massimo/storia-dei-laici.html">quello</a> di <a href="http://www.massimoteodori.it/">Massimo Teodori</a>. Scrive Cabassi:</p>
<blockquote><p>
Credo che molti siano stati sviati dalle affermazioni di Lussu sul PCI. Pur non essendo mai stato comunista, pur avendo avuto tantissime polemiche con il PCI egli lo riteneva indispensabile per una lotta comune delle sinistre. Credo che molti siano stati sviati dall’altra affermazione di Lussu per cui o si era alleati della DC o si era contro e tertium non datur. Come si può pensare a Lussu profeta disarmato o arruolato in coloro che erano alla ricerca di uno spazio per la costruzione di una terza forza? Se per terza forza si intende un raggruppamento equidistante dalla DC e dal PCI e che si pone in una posizione di centro, Lussu non ha nulla a che fare con tutto ciò. Ma se per terza forza si intende la costruzione di un partito di sinistra, laico, libertario, federalista, autonomo dal PCI, allora Lussu ha molto a che fare con tutto ciò. Gran parte della sua esistenza è stata votata ai tentativi di fondare, costruire o ricostruire un tale partito. La sua inquietudine teorica, la sua insoddisfazione, il suo isolamento finale, che fanno pensare ad un senzapartito, ne sono una lampante testimonianza. E sotto questa ottica andrebbero riletti alcuni dei suoi scritti, molte delle sue scelte. E non lasciamoci ingannare dalle apparenze: fu profeta disarmato anch’egli, come Rossi, Salvemini, Pannunzio, Calamandrei. Profeti disarmati di grande attualità.
</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>USA: quelle ossessioni condite da odio in tempo di elezioni</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 20:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnalazione interessante di Bernardo Parrella a proposito di USA: &#8220;radical islam&#8221; come propaganda elettorale: con l&#8217;approssimarsi del 4 novembre, cresce qui in USA il livello di vera e propria propaganda elettorale vecchio stile. È il caso di questo orrendo DVD intitolato &#8220;Obsession: Radical Islam&#8217;s War With the West&#8221;, recentemente diffuso, all&#8217;interno dei giornali domenicali, quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.obsessionwithhate.com/index.php"><img align="left" src="http://antonella.beccaria.org/images/owh.jpg"></a>Segnalazione interessante di <a href="http://bernyblog.wordpress.com/">Bernardo Parrella</a> a proposito di <a href="http://bernyblog.wordpress.com/2008/10/09/usa-radical-islam-come-propaganda-elettorale/">USA: &#8220;radical islam&#8221; come propaganda elettorale</a>:</p>
<blockquote><p>
con l&#8217;approssimarsi del 4 novembre, cresce qui in USA il livello di vera e propria propaganda elettorale vecchio stile. È il caso di questo orrendo DVD intitolato &#8220;Obsession: Radical Islam&#8217;s War With the West&#8221;, recentemente diffuso, all&#8217;interno dei giornali domenicali, quasi esclusivamente nei cosiddetti &#8220;swing states&#8221; (stati indecisi). Illustra al meglio la situazione un post odierno su Global Voices Online, specificando tra l&#8217;altro che il video &#8220;portends to compare the threat of radical Islamism with that of Nazi Germany prior to World War II&#8221; e riportando l&#8217;irata reazione di parecchi blogger, tra cui: &#8220;a typical fear-mongering propaganda that is always targeting the American people&#8230;&#8221;
</p></blockquote>
<p>A breve &#8211; aggiunge Bernardo &#8211; verrà messa online la traduzione italiana su <a href="http://it.globalvoicesonline.org/">Global Voices</a> mentre le reazioni alla discutibile iniziativa editoriale sono racconte su <a href="http://www.obsessionwithhate.com/index.php">ObsessionWithHate.com</a>.</p>
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		<title>La situazione dei rom italiani raccontata su Global Voices</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 20:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mala informazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[E a proposito di fattacci, Bernardo torna a scrivere su Global Voices di storie italiane. Come nel caso dell&#8217;articolo A National Registry for Roma People? e segnala in conclusione: Finally, just one of the many initiatives supporting the Roma people struggle: Immigrazione Oggi, a video website in nine languages for foreigners living in Italy, launched [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E a proposito di fattacci, <a href="http://bernyblog.wordpress.com/">Bernardo</a> torna a scrivere su <a href="http://globalvoicesonline.org/">Global Voices</a> di storie italiane. Come nel caso dell&#8217;articolo <a href="http://globalvoicesonline.org/2008/07/30/italy-a-national-registry-for-roma-people/">A National Registry for Roma People?</a> e segnala in conclusione:</p>
<blockquote><p> Finally, just one of the many initiatives supporting the Roma people struggle: <a href="http://www.immigrazioneoggi.it/">Immigrazione Oggi</a>, a video website in nine languages for foreigners living in Italy, launched a &#8220;Campaign against prejudice towards Roma people&#8221; mostly based on a <a href="http://www.immigrazioneoggi.it/rubriche/campagna_rom/spot.html">video</a> [it] showing images of ordinary Roma citizens at work.</p></blockquote>
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		<title>Documento CIA e tortura: più le righe nere che le parole leggibili</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 20:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[mala informazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Su BoingBoing viene ripresa la segnalazione di un documento della CIA a proposito (anche) del ricorso alla tortura. Peccato che le parti che, a giudicare dai titoli, sembrano più interessanti siano state interamente &#8220;oscurate&#8221;. L&#8217;unica frase che si legge chiaramente infatti è: These enhanced techniques include: Qui il pdf del documento, ma seguendo i link [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.aclu.org/"><img src="http://antonella.beccaria.org/images/aclu.jpg" alt="American Civil Liberties Union" title="American Civil Liberties Union" align="left" hspace="4" vspace="2" /></a>Su <a href="http://www.boingboing.net/2008/05/28/redacted-cia-documen.html">BoingBoing</a> viene ripresa la <a href="http://blog.aclu.org/2008/05/28/knee-jerk-redaction/">segnalazione</a> di un documento della CIA a proposito (anche) del ricorso alla tortura. Peccato che le parti che, a giudicare dai titoli, sembrano più interessanti siano state interamente &#8220;oscurate&#8221;. L&#8217;unica frase che si legge chiaramente infatti è:</p>
<blockquote><p> These enhanced techniques include:</p></blockquote>
<p><a href="http://www.aclu.org/torturefoia/released/052708/052708_Special_Review.pdf">Qui</a> il pdf del documento, ma seguendo i link riportati nell&#8217;<a href="http://blog.aclu.org/2008/05/28/knee-jerk-redaction/">articolo</a> del <a href="http://blog.aclu.org/">blog of rights</a> dell&#8217;<em>American Civil Liberties Union</em> si approda comunque a materiale interessante in materia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>EveryOne Group: follia antizigana in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 May 2008 16:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[mala informazione]]></category>
		<category><![CDATA[storie nere]]></category>

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		<description><![CDATA[EveryOne Group è un gruppo internazionale che si batte contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani. A proposito dell&#8217;incredibile presunto rapimento di una bambina che ha scatenato i successivi assalti ai campi nomadi, il gruppo italiano di EOG ha pubblicato l&#8217;inchiesta Follia antizigana in Italia, a cui dà eco anche Pino Nicotri. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/18_Follia_antizigana_in_Italia._EveryOne_sul_rapimento_di_Napoli.html"><img src="http://antonella.beccaria.org/images/follianapoli.jpg" alt="Follia antizigana in Italia" title="Follia antizigana in Italia" align="left" hspace="4" vspace="2" /></a><a href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/Everyone_Group.html">EveryOne Group</a> è un gruppo internazionale che si batte contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani. A proposito dell&#8217;incredibile <a href="http://napoli.repubblica.it/dettaglio/Rom-tenta-di-rapire-bimba-di-sei-mesi/1457441?ref=rephp">presunto rapimento</a> di una bambina che ha scatenato i successivi <a href="http://www.megachip.info/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=5697">assalti</a> ai campi nomadi, il gruppo italiano di EOG ha pubblicato l&#8217;inchiesta <a href="http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2008/5/18_Follia_antizigana_in_Italia._EveryOne_sul_rapimento_di_Napoli.html">Follia antizigana in Italia</a>, a cui dà eco anche <a href="http://nicotri.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/05/25/ponticelli-a-quanto-pare-unaltra-montatura-ce-di-che-meditare/">Pino Nicotri</a>. E qui si dice che quell&#8217;episodio è proprio incredibile perché mai si sarebbe verificato. Montatura, è il termine per descrivere quel fatto. In proposito si legge su EOG:</p>
<blockquote><p> Avete ragione, anche noi siamo in difficoltà, perché questo non è un evento diverso da tanti altri, ma qualcuno ha voluto trasformarlo in un caso nazionale. Gli inquilini di Ponticelli fanno blocco: i Rom non li vogliono più. Qualcuno però, mostra qualche scrupolo di coscienza, ma ha paura, perché le pressioni sono forti e mettersi contro il comitato di Ponticelli è pericoloso. Angelica, in realtà, conosceva una delle famiglie che abitano in via Principe di Napoli, dove è avvenuto l&#8217;episodio, continuano gli attivisti del Gruppo EveryOne, ha suonato al citofono ed è stata notata da alcune inquiline. Pochi istanti dopo è scattata la trappola e la furia dei condomini si è scatenata contro di lei, che è stata raggiunta in strada, afferrata, schiaffeggiata e consegnata alla polizia. Vi sono testimoni che conoscono la verità e due di loro sono disposte a parlare al giudice. È importante che l&#8217;avvocato Rosa Mazzei, che difende la ragazza Rom, non si faccia intimidire e sostenga la verità in tribunale. Un attivista di Napoli suppone che la linea di difesa potrebbe essere, invece, quella di ammettere il furto, ma non il tentato rapimento. Le conseguenze del caso di Ponticelli, con l&#8217;eco mediatica promossa da quotidiani e network, sono state gravissime e sono un indice evidente di come sia necessario abbandonare razzismo e xenofobia per riscoprire la strada dei diritti umani.</p></blockquote>
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