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	<title>Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria &#187; informazione</title>
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	<description>Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino sono l&#039;incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo.</description>
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		<title>Memoro, la banca della memoria e i giorni della Liberazione: il racconto di Gino Saragaglia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 19:56:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il racconto è di Gino Saragaglia e l&#8217;argomento riguarda i giorni della Liberazione. Il ricordo è questo: l&#8217;atmosfera di attesa creatasi nei giorni precedenti la Liberazione: gli operai sui tetti a presidiare le fabbriche, i partigiani con il fazzoletto rosso in giro per le strade. Spesso il crescente desiderio di vedere e partecipare portava anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><OBJECT id=theMediaPlayer codeBase=http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8  height=360 width=420 classid=clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000><PARAM NAME="movie" VALUE="http://www.memoro.org/it/flvplayer.swf"><PARAM NAME="quality" VALUE="high"><PARAM NAME="bgcolor" VALUE="#000000"><PARAM NAME="allowFullScreen" VALUE="true"><PARAM NAME="swLiveConnect" VALUE="true"><PARAM NAME="allowScriptAccess" VALUE="sameDomain"><PARAM NAME="FlashVars" VALUE="file=http://www.memoro.org/it/inc/8217.flv&#038;width=420&#038;height=360&#038;displaywidth=420&#038;displayheight=431&#038;overstretch=true&#038;autostart=false&#038;showfsbutton=false&#038;logo=http://www.memoro.org/it/inc/playerlogo.png&#038;link=http://www.memoro.org/it/video.php?ID=8217&#038;linkfromdisplay=true&#038;linktarget=_blank&#038;backcolor=0xFFFFFF"><br />
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</embed><br />
</OBJECT></p>
<p>Il racconto è di <a href="http://www.memoro.org/it/testimone.php?ID=2695">Gino Saragaglia</a> e l&#8217;argomento riguarda i <a href="http://www.memoro.org/it/I-giorni-della-Liberazione_8217.html">giorni della Liberazione</a>. Il ricordo è questo:</p>
<blockquote><p>
l&#8217;atmosfera di attesa creatasi nei giorni precedenti la Liberazione: gli operai sui tetti a presidiare le fabbriche, i partigiani con il fazzoletto rosso in giro per le strade. Spesso il crescente desiderio di vedere e partecipare portava anche ad assistere a episodi di sangue, come l&#8217;impiccagione di un fascista.
</p></blockquote>
<p>Questa testimonianza rientra nel progetto <a href="http://www.memoro.org/">Memoro &#8211; La banca della memoria</a>. </p>
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		<title>Reporter Senza Frontiere: catena di mirror contro la censura. Si inizia con il ceco Dosh e il singalese Lanka e-news</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 20:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contro i bavagli e gli stop imposti all&#8217;informazione online laddove i lacci digitali di chi sta al potere sono stringenti, Reporter Senza Frontiere lancia un&#8217;iniziativa di mirror per siti a rischio o gli sotto boicottaggio: Per far sì che i siti d&#8217;informazione indipendenti oggetto di cyber-attacchi e blocchi governativi possano continuare a pubblicare le informazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rsfitalia.org/2012/02/09/reporter-senza-frontiere-crea-siti-specchio-per-combattere-la-censura-online/"><img alt="Reporter Senza Frontiere" title="Reporter Senza Frontiere" src="http://antonella.beccaria.org/images/rsf_banner.jpg"></a></p>
<p>Contro i bavagli e gli stop imposti all&#8217;informazione online laddove i lacci digitali di chi sta al potere sono stringenti, <a href="http://rsfitalia.org">Reporter Senza Frontiere</a> lancia un&#8217;<a href="http://rsfitalia.org/2012/02/09/reporter-senza-frontiere-crea-siti-specchio-per-combattere-la-censura-online/">iniziativa</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mirror_%28informatica%29">mirror</a> per siti a rischio o gli sotto boicottaggio:</p>
<blockquote><p>
Per far sì che i siti d&#8217;informazione indipendenti oggetto di cyber-attacchi e blocchi governativi possano continuare a pubblicare le informazioni online, Reporter senza frontiere ha lanciato una nuova iniziativa e ha dato inizio alla duplicazione dei siti, creando dei siti speculari (mirror sites) a quelli originali. I primi siti duplicati sono quelli della rivista ceca <a href="http://doshdu.ru/">Dosh</a> e del quotidiano dello Sri Lanka <a href="http://lankaenews.rsf.org/">Lanka e-news</a>. Rsf lancia inoltre un appello agli utenti di Internet di tutto il mondo, affinché si mostrino solidali con questa iniziativa e si moltiplichino le duplicazioni dei siti interessati.</p>
<p>Se un cyber-attacco dovesse rendere nuovamente inaccessibile <a href="http://doshdu.fr/">Doshdu.ru</a>, ad esempio <a href="http://rsfitalia.org/2011/12/06/russia-il-dibattito-politico-ostacolato-da-attacchi-cibernetici-e-arresti-di-giornalisti/">com&#8217;è successo lo scorso dicembre durante le elezioni parlamentari in Russia</a>, gli utenti delle Rete saranno in grado di accedere ad una copia identica del sito, creata da Reporter senza frontiere: <a href="http://dosh.rsf.org/">http://dosh.rsf.org</a>. Questo sito specchio sarà regolarmente e automaticamente aggiornato.</p>
<p>I siti specchio (<em>mirror sites</em>, in inglese) possono anche essere utilizzati per eludere i blocchi governativi. Per esempio, il sito srilankese <a href="http://lankaenews.com/">http://lankaenews.com</a>, nello Sri Lanka <a href="http://en.rsf.org/sri-lanka-censored-website-s-editor-talks-26-10-2011,41277.html">è bloccato dall&#8217;ottobre 2011</a> (attraverso il blocco del dominio del sito o dell&#8217;indirizzo IP del server ospitante), ma gli utenti Internet nello Sri Lanka saranno in grado di accedere al sito specchio <a href="http://lankaenews.rsf.org/">http://lankaenews.rsf.org</a>, ospitato su un altro server e con un altro dominio.
</p></blockquote>
<p>Istruzioni per supportare l&#8217;iniziativa sono pubblicate <a href="http://rsfitalia.org/2012/02/09/reporter-senza-frontiere-crea-siti-specchio-per-combattere-la-censura-online/">qui</a> e <a href="http://en.rsf.org/rwb-mirror-censorship-08-02-2012,41825.html">qui</a> invece la versione dell&#8217;appello in inglese.</p>
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		<title>Wikileaks, la rete e la strage di Ustica. Bonfietti: &#8220;Il diritto di cittadinanza passa attraverso istituzioni trasparenti&#8221;</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2012/02/08/wikileaks-la-rete-e-la-strage-di-ustica-bonfietti-il-diritto-di-cittadinanza-passa-attraverso-istituzioni-trasparenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 19:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;etica hacker parte da un assunto, l&#8217;informazione deve essere libera. E l&#8217;esempio pratico è Wikileaks, progetto divenuto celebre a livello mondiale prima con Collateral Murder e la verità sugli eccidi di Iraq (dimostrando che alla contabilità ufficiale mancavano almeno 15 mila vittime civili) e poi con la diffusione dei cablogrammi diplomatici statunitensi, considerata la più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/5230_dossier_wikileaks_maurizi.html"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Dossier Wikileaks" title="Dossier Wikileaks" width="150" src="http://bur.rcslibri.corriere.it/shared_libri/cover/medium/1705230_0.jpg"></a>L&#8217;etica hacker parte da un assunto, l&#8217;informazione deve essere libera. E l&#8217;esempio pratico è <a href="http://wikileaks.org/">Wikileaks</a>, progetto divenuto celebre a livello mondiale prima con <a href="http://collateralmurder.com/">Collateral Murder</a> e la verità sugli eccidi di Iraq (dimostrando che alla contabilità ufficiale mancavano almeno 15 mila vittime civili) e poi con la diffusione dei cablogrammi diplomatici statunitensi, considerata la più grande fuga di notizie della storia del giornalismo dopo i Pentagon Papers sul Vietnam, pubblicati nel 1971 dal New York Times.</p>
<p>Wikileaks ne è un esempio al punto da pagare le conseguenze che ciò ha determinato. Non solo per le accuse per violenza sessuale formulate in Svezia contro Julian Assange (in realtà determinate dall&#8217;uso o meno di un preservativo, i rapporti erano consenzienti per ammissione delle stesse presunte vittime). Ma anche per la dimostrazione che la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neutralit%C3%A0_della_rete">net neutrality</a> &#8211; in base alla quale l&#8217;infrastruttura telematica che avvolge il pianeta deve coniugare il verbo dell&#8217;agnosticismo rispetto ai contenuti che vi transitano &#8211; può andare in frantumi in qualsiasi momento. È <a href="http://wikileaks.org/Banking-Blockade.html">accaduto</a> quando Amazon ha rescisso il contratto per gli spazi server venduti (e pagati) dall&#8217;organizzazione o con le società di carte di credito e con Paypal che hanno tagliato i canali di finanziamento.</p>
<p>È un punto su cui torna a più riprese <a href="http://www.stefaniamaurizi.it/index.php?option=com_content&#038;view=category&#038;layout=blog&#038;id=22&#038;Itemid=159&#038;lang=it">Stefania Maurizi</a>, la giornalista dell&#8217;<a href="http://espresso.repubblica.it/">Espresso</a>, terminale italiano della rete di giornali di tutto il pianeta che ha collaborato con Wikileaks e con il suo leader, Assange. Presentando a Bologna il suo <a href="http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/5230_dossier_wikileaks_maurizi.html">Dossier Wikileaks &#8211; Segreti italiani</a> (Bur) ospite della libreria <a href="http://www.modoinfoshop.com/">Modo Infoshop</a>, la cronista, che ha iniziato a essere dentro il progetto dal 2009 e che ha seguito il rilascio degli <a href="http://wikileaks.org/wiki/Afghan_War_Diary,_2004-2010">Afghan War Logs</a>, dei <a gref="http://wikileaks.ch/gitmo/">documenti su Guantanamo</a>, dei <a href="http://wikileaks.org/cablegate.html">cablogrammi</a> diplomatici e degli <a href="http://wikileaks.org/the-spyfiles.html">spy files</a>, rimarca che &#8220;non c&#8217;è alcun elemento legale per il taglio delle donazioni&#8221;.<br />
<span id="more-8017"></span><br />
E aggiunge: &#8220;Addirittura i senatori statunitensi che hanno richiesto al Tesoro americano di imporre sanzioni economiche a Wikileaks si sono sentiti rispondere picche perché non c&#8217;era alcun pretesto formale per farlo, l&#8217;organizzazione non aveva compiuto alcun atto illegale&#8221;. Maurizi sfata poi un altro mito. &#8220;Assange uomo al soldo di qualche servizio segreto? All&#8217;inizio diffidavo del progetto, segnalatomi anni fa da una fonte quando lui e i suoi collaboratori erano del tutto sconosciuti. Non ho mai voluto mischiarmi al mondo dell&#8217;intelligence e sulle prime ci sono andata cauta, ma lavorando con loro ho visto che non si tratta di un gioco di spie&#8221;.</p>
<p>Il gioco è un altro: avere a disposizione documenti integrali e non censurati da omissis che accelerino l&#8217;accertamento di alcuni fatti, come parte dei cosiddetti &#8220;segreti italiani&#8221;. E qui entra in gioco <a href="http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Attsen/00000317.htm">Daria Bonfietti</a>, presidente dell&#8217;associazione delle vittime della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Ustica">strage di Ustica</a>, quando un aereo della compagnia Itavia, un Dc9, venne abbattuto nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione di guerra il 27 giugno 1980 portando con sé 81 persone. Bonfietti, che dialogava con Maurizi nel corso della presentazione, ricorda gli anni che ci sono voluti perché da cedimento strutturale si iniziasse a parlare di missile (una decina) e poi altri ancora, arrivando fino al 1999, perché si sapesse cos&#8217;era accaduto con la sentenza ordinanza di Rosario Priore.</p>
<p>&#8220;Da quell&#8217;anno sappiamo come si sono svolti i fatti&#8221;, dice la presidente delle vittime e già senatrice della Repubblica. &#8220;Il problema che permane è duplice: accertare in sede giudiziaria a causa di chi avvenne quella sciagura (e ora con l&#8217;inchiesta partita nel 2007, oltre che con il coinvolgimento del parlamento europeo, spero che vedremo dei passi avanti) e smentire le menzogne che vengono propalate da personaggi fino a poco tempo fa al governo, come quelle dell&#8217;ex sottosegretario Carlo Giovanardi&#8221;.</p>
<p>Giovanardi, nei cablo diplomatici diffusi da Wikileaks in relazione al caso Ustica, è <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/06/wikileaks-giovanardi-chiese-aiuto-agli-usa-su-ustica-dovete-supportare-la-mia-tesi/155637/">citato</a> a proposito della richiesta fatta agli Usa di appoggiare la smentita tesi della bomba a bordo. E sono citati anche i politici Giuliano Amato e Salvo Andò, messi sotto osservazione stretta dal governo di Washington quando l&#8217;ipotesi dello scenario di guerra prese corpo, all&#8217;inizio degli anni Novanta con le prime perizie &#8211; poi confermate &#8211; che lo delineavano.</p>
<p>&#8220;Fu a quel punto&#8221;, afferma ancora Daria Bonfietti, &#8220;che la reazione degli Stati Uniti diventò feroce e si iniziò a diffondere il falso, cioè che l&#8217;aereo era stato abbattuto da u. ordigno esploso in volo&#8221;. E ricorda come &#8211; in anni in cui Wikileaks era ancora lontano e Assange era solo un tardo adolescente che aveva cambiato 37 scuole per sfuggire insieme alla madre al patrigno &#8211; era ricorsa a uno strumento a stelle e strisce per conoscere la verità, il Freedom of information act (Foia), introdotto nel 1966 da Lyndon B. Johnson per consentire ai cittadini americani di avere acceso agli atti della pubblica amministrazione.</p>
<p>Al termine dell&#8217;iter burocratico, i documenti Usa arrivarono in Italia, ma pesantemente &#8220;nerettati&#8221; dagli omissis. &#8220;Che sarebbe accaduto nel 1992 se avessimo avuto uno strumento come Wikileaks che ci consentisse di leggere integralmente quello che era avvenuto nei cieli di Ustica anni prima delle risultanze istruttorie?&#8221; chiede Stefania Maurizio.</p>
<p>&#8220;Il problema&#8221;, rincalza Daria Bonfietti, &#8220;non sono solo le classifiche sui documenti, che prima o poi scadono, ma è l&#8217;inaccessibilità del materiale, che spesso, come nel nostro caso, viene distrutto. Della sera in cui fu abbattuto il Dc9, rimane solo il tracciato di Ciampino, insieme alle telefonate intercorse tra le postazioni radar e i comandi militari, oltre che con gli americani. È arrivato il momento di dire che si deve aprire un altro tipo di battaglia: quella per il diritto di cittadinanza che passa attraverso la trasparenza delle istituzioni&#8221;. In altre parole che si avvii, come stanno già chiedendo gruppi di attivisti e di giornalisti italiani, l&#8217;ideazione di un Foia tricolore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tra il Novecento e la Milano criminale: appunti e documenti per una storia ricostruita dal laboratorio Lapsus</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 07:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si intitola Milano Criminale &#8211; Appunti per una storia della criminalità: Documentario realizzato dal Laboratorio La.p.s.u.s. (laboratorio progettuale degli studenti universitari di storia) per far riflettere su un tema socio-politico, storico ed economico poco approfondito: la criminalità. Analizziamo che ruolo, che sviluppo, che crescita ha avuto il fenomeno criminale (e mafioso) in una città come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/EkWFWw_YLrw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Si intitola <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EkWFWw_YLrw&#038;feature=player_embedded">Milano Criminale &#8211; Appunti per una storia della criminalità</a>:</p>
<blockquote><p>
Documentario realizzato dal <a href="http://www.laboratoriolapsus.it/">Laboratorio La.p.s.u.s.</a> (laboratorio progettuale degli studenti universitari di storia) per far riflettere su un tema socio-politico, storico ed economico poco approfondito: la criminalità. Analizziamo che ruolo, che sviluppo, che crescita ha avuto il fenomeno criminale (e mafioso) in una città come Milano, e che modifiche ha apportato questo tipo di fenomeno allo svilupop della metropoli lombarda. Dalla ligera degli anni Cinquanta fino all&#8217;instaurazione di quel complesso sistema di interdipendenze tra politica, finanza, industria e criminalità organizzata che nasce con la fine degli anni Settanta.
</p></blockquote>
<p>Il progetto nella sua impostazione più ampia si chiama <a href="http://www.laboratoriolapsus.it/2012/02/campagna-900-criminale/">Novecento criminale</a> è dedicato a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_Moroni">Primo Moroni</a>, è una <a href="http://www.produzionidalbasso.com/comefunziona.html">produzione dal basso</a>. Per sostenerlo, si veda <a href="http://www.produzionidalbasso.com/pdb_860.html">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://antonella.beccaria.org/2012/02/07/tra-il-novecento-la-milano-criminale-appunti-e-documenti-per-una-storia-ricostruita-dal-laboratorio-lapsus/feed/</wfw:commentRss>
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		<title>Extraordinary rendition a stelle e strisce: online il report del gruppo Physicians for Human Rights</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È stato pubblicato qualche giorno fa da Physicians for Human Rights (Phr, che dal 1986 ha seguito inchieste in una quarantina di nazioni differenti, dall&#8217;Afghanistan al Congo, dalla ex Jugoslavia agli Stati Uniti fino al Rwanda) un report sulle extraordinary rendition aggiornato al 2011. Nella sua presentazione si legge che: Phr è preoccupato soprattutto dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://physiciansforhumanrights.org/blog/nc-anti-torture-group-releases-extraordinary-rendition-report.html"><img alt="Extraordinary rendition report" title="Extraordinary rendition report" src="http://antonella.beccaria.org/images/phr_extraordinaryrenditions.jpg"></a></p>
<p>È stato pubblicato qualche giorno fa da <a href="http://physiciansforhumanrights.org/">Physicians for Human Rights</a> (Phr, che dal 1986 ha seguito inchieste in una quarantina di nazioni differenti, dall&#8217;Afghanistan al Congo, dalla ex Jugoslavia agli Stati Uniti fino al Rwanda) un <a href="http://physiciansforhumanrights.org/blog/nc-anti-torture-group-releases-extraordinary-rendition-report.html">report sulle extraordinary rendition</a> aggiornato al 2011. Nella sua presentazione si legge che:</p>
<blockquote><p>
Phr è preoccupato soprattutto dal trattamento che subiscono coloro che vengono trasferiti in altri Paesi per essere interrogati estorcendo loro confessioni. Questo trattamento, infatti, equivale a torture e a soprusi crudeli, disumani e degradanti, sia durante i voli che all&#8217;interno delle strutture di detenzione [...]. Assente qualsiasi forma di giusto processo e di assistenza legale o diplomatica mentre i detenuti di rado vengono informati delle accuse contro di loro anche nel caso di periodi di carcerazione lunghi.
</p></blockquote>
<p>Il report, in formato pdf (574KB), può essere scaricato da <a href="https://s3.amazonaws.com/PHR_Reports/indefinite-detention-june2011.pdf">qui</a>.</p>
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		<title>Archivi per la memoria: a Bologna verranno digitalizzati oltre mille faldoni di indagini sul terrorismo</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 18:14:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.memoria.san.beniculturali.it/web/memoria/home;jsessionid=57498DBCB3623C14F673D92627B344A4.sanmemoria_JBOSS_b"><img width="420" alt="Rete degli archivi per non dimenticare" title="Rete degli archivi per non dimenticare" src="http://www.memoria.san.beniculturali.it/memoria-theme/img/logo.png"></a></p>
<p>C&#8217;è un pezzo della storia recente d&#8217;Italia, quella che riguarda il terrorismo, che a Bologna può essere quantificato in 1.108 faldoni, 86 scatole e 190 metri di lunghezza. È quanto viene conservato dal tribunale del capoluogo emiliano e che ora confluirà negli Archivi per la memoria, progetto che nasce su impulso di una serie di associazioni, tra cui il <a href="http://www.archivioflamigni.org/">Centro di documentazione Sergio Flamigni</a> di Oriolo Romano.</p>
<p>Si tratta di quella organizzazione che, partendo dal materiale raccolto dal senatore del Pci nato a Forlì, è partita con una delle principali banche dati storico-politiche e che dal 2005 è impegnata nella costruzione della <a href="http://www.memoria.san.beniculturali.it/web/memoria/">Rete per gli archivi per non dimenticare</a> che contribuisca a &#8220;una verità storica condivisa e che restituisca dignità e giustizia alle tante vite di donne e uomini bruscamente interrotte dalla violenza e dalla strategia del terrore&#8221;.</p>
<p>Il frangente bolognese del progetto parte in questi giorni con le attività di riordino e catalogazione degli atti giudiziari conservati in Emilia Romagna. Atti che riguardano tre i vari filoni l&#8217;esplosione alla stazione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna">2 agosto 1980</a>, ma anche l&#8217;indagine sull&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_dell%27Italicus">Italicus</a> del 4 agosto 1974, quella sull&#8217;assassinio del giuslavorista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Biagi">Marco Biagi</a> ucciso dalle Nuove Brigate Rosse o sul terrorismo neofascista. E a seguire, dopo queste prime fasi, si provvederà alla digitalizzazione dei documenti e i file prodotti verranno infine riversati nell&#8217;Archivio di Stato di Bologna. A operare materialmente sono i volontari dell&#8217;Auser, che ha sottoscritto una convenzione reiterata da un triennio con il tribunale, mentre il coordinamento è affidato alla Corte d&#8217;Assise.<br />
<span id="more-8002"></span><br />
Questa esperienza, che replica quanto è già avvenuto o sta avvenendo in altre città (tra cui Milano, Roma, Firenze e Modena), scaturisce da una collaborazione che ha trovato la propria formalizzazione lo scorso 6 dicembre. Quel giorno, infatti, il tribunale e l&#8217;Archivio di Stato di Bologna hanno firmato un protocollo d&#8217;intesa &#8220;volto alla conservazione della memoria dei gravi fatti di terrorismo e di eversione, giudicati dalla Corte d&#8217;Assise, che nel corso degli anni hanno segnato la città&#8221;. Lo comunica una nota che porta le firme di Francesco Scutellari, presidente del tribunale di Bologna, di Leonardo Grassi, presidente della Corte d&#8217;Assise, e della dirigente amministrativa Elena Barca.</p>
<p>Conservazione innanzitutto di documenti giudiziari che attualmente esistono solo su carta e che con il trascorrere del tempo sono destinati all&#8217;usura e alla distruzione. Ma non solo. Tra gli scopi del progetto c&#8217;è anche la consultazione dei fascicoli processuali, una volta che saranno stati &#8220;smaterializzati&#8221;, per usare un verbo da addetti ai lavori, e versati in formato digitale all&#8217;Archivio di Stato.</p>
<p>Diverse le realtà coinvolte nel progetto. Oltre al tribunale e alla Corte d&#8217;Assise, che ha definito le linee guida lungo le quali muoversi nei diversi momenti della lavorazione, e all&#8217;<a href="http://www.stragi.it/">associazione</a> che riunisce le vittime della bomba alla stazione di Bologna, ci sono vari gruppi, tra cui gli &#8220;Archivi per la memoria&#8221; che &#8220;che tengono vivo il ricordo dei drammatici fatti che hanno così profondamente turbato l&#8217;ordine pubblico e segnato la storia della città e dell&#8217;intero Paese&#8221;.</p>
<p>&#8220;Si tratta di un&#8217;iniziativa importante&#8221;, ha commentato Paolo Bolognesi, presidente dell&#8217;associazione vittime del 2 agosto 1980, &#8220;perché consentirà agli studiosi e ai giornalisti di scrivere in termini corretti, in base alle risultanze giudiziarie, la recente storia d&#8217;Italia. E questo vale sia per il terrorismo di destra che per quello di sinistra&#8221;.</p>
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		<title>Il Fatto Quotidiano: &#8220;Partiti SpA&#8221;, ecco come funziona il meccanismo dei rimborsi elettorali</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Gran Bretagna, i partiti che ricevono finanziamenti pubblici (10 milioni di sterline nel 2010, pari 12 milioni di euro più o meno) sono solo quelli di opposizione, svantaggiati nel raggranellare sostegno economico da lobby e gruppi industriali. In Germania invece non c&#8217;è privacy che tenga per le fondazioni: i &#8220;think tank&#8221; teutonici sono tenuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/partiti-ecco-come-funziona-meccanismo-rimborsi-elettorali/188067/"><img align="left" width="150" vspace="2" hspace="4" alt="Partiti Spa" title="Partiti Spa" src="http://www.ponteallegrazie.it/AreaGestione/catalogo/copertine/partitispagrande.jpg"></a>In Gran Bretagna, i partiti che ricevono finanziamenti pubblici (10 milioni di sterline nel 2010, pari 12 milioni di euro più o meno) sono solo quelli di opposizione, svantaggiati nel raggranellare sostegno economico da lobby e gruppi industriali. In Germania invece non c&#8217;è privacy che tenga per le fondazioni: i &#8220;think tank&#8221; teutonici sono tenuti alla massima trasparenza. Invece in Italia – il Paese in cui in un paio d&#8217;anni, secondo la Corte dei Conti e la Guardia di finanza, la corruzione è aumentata del 229% –  i &#8220;pensatoi&#8221; della politica, a destra come a sinistra, non sono &#8220;obbligati a tenere una contabilità ufficiale delle erogazioni&#8221;.</p>
<p>Sono due aspetti che emergono dal libro <a href=http://www.ponteallegrazie.it/libro-pp.asp?editore=Ponte%20alle%20Grazie&#038;idlibro=7384&#038;titolo=PARTITI+S.p.A.">&#8220;Partiti Spa&#8221; (Ponte alle Grazie, 2012) del giornalista Paolo Bracalini</a>. I rimborsi elettorali sono l&#8217;argomento del volume e tante le cifre riportate per raccontare di holding di fatto dalle cui mani passano &#8220;500 milioni di euro [...] per ogni legislatura, tra Camera e Senato, 200 milioni per le elezioni regionali, 230 per le europee. Solo di rimborsi elettorali, dal 1994 ad oggi, siamo a oltre 2,7 miliardi di euro, ai quali vanno [...] aggiunti i 70 milioni di euro annui destinati ai gruppi parlamentari e gli altri milioni investiti per i giornali di partito (senza parlare delle donazioni dei privati, 80 milioni di euro l&#8217;anno in media)&#8221;.</p>
<p>Denaro che riguarda i grandi partiti, ma anche i piccoli, come il Partito dei Pensionati (885 mila euro di rimborso), i Verdi-Verdi (contro cui il partito dei Verdi &#8220;vero&#8221; si scagliò via Tar, 300 mila), l&#8217;Alleanza di Centro di Pionati più la rediviva, per quanto assai lontana dal suo passato di balena bianca, Democrazia Cristiana (550 mila). E denaro che non basterebbe mai, dato che i bilanci delle formazioni politiche virano sempre al rosso (Pdl meno 6 milioni di euro e Pd addirittura meno 42 milioni).</p>
<p><em>Continua sul <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/31/partiti-ecco-come-funziona-meccanismo-rimborsi-elettorali/188067/">Fatto Quotidiano</a></em></p>
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		<title>&#8220;Toglietevelo dalla testa&#8221;: inchiesta su &#8220;quello che le lobby non dicono&#8221; su cellulari e tumori (ma che scrivono nelle avvertenze)</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2012/01/27/toglietevelo-dalla-testa-inchiesta-su-quello-che-le-lobby-non-dicono-su-cellulari-e-tumori-ma-che-scrivono-nelle-avvertenze/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 21:25:30 +0000</pubDate>
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<p>&#8220;Era già successo con il fumo, l&#8217;amianto e la diossina&#8221;, dice <a href="http://www.chiarelettere.it/author/stagliano-riccardo/index.php">Riccardo Staglianò</a>, autore del libro <a href="http://www.chiarelettere.it/libro/principio-attivo/toglietevelo-dalla-testa.php">Toglietevelo dalla testa &#8211; Cellulari, tumori e tutto quello che le lobby non dicono</a>. Se ne parla su <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2012/01/27/il_libro_e_uscito_toglietevelo_dalla_testa_di_riccardo_stagliano_-_video.html">Cado in piedi</a> e sopra il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ylyBsX8VFxo&#038;feature=player_embedded">booktrailer</a> del volume.</p>
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		<title>I massoni in Italia? Sono 27.400 e le logge 757. I numeri (ma non i nomi) in un libro di Gustavo Raffi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 17:03:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mursia.com/index.php?page=shop.product_details&#038;flypage=flypage.tpl&#038;product_id=3193&#038;category_id=16&#038;option=com_virtuemart&#038;Itemid=58&#038;vmcchk=1&#038;Itemid=58"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="In nome dell'uomo" title="In nome dell'uomo" src="http://antonella.beccaria.org/images/nomeuomo.jpg"></a>In Italia ci sono 21.400 massoni distribuiti in 757 logge. E negli ultimi anni, a giudicare dai dati forniti, sembra di assistere a un boom di iniziazioni, dato che nel 1999 coloro che aderivano erano 12.630 mentre quattro anni più tardi, nel 2003, avevano raggiunto quota 15.099. E, procedendo ancora per statistiche, nel 2009 gli aderenti sfondano per la prima volta quota 20 mila.</p>
<p>La fonte è ufficialissima, la postfazione a un libro scritta da Santi Fedele, ordinario di storia contemporanea all&#8217;università di Messina ed eletto nell&#8217;aprile 2011 a Rimini gran maestro onorario del Grande Oriente d&#8217;Italia, obbedienza nata a inizio Ottocento e che si identifica con Palazzo Giustiziani, antico edificio della Roma storica, nel rione Sant&#8217;Eustachio. </p>
<p>Il libro che si chiude con lo scritto di Fedele porta una firma che negli ultimi 13 anni da Ravenna ha recato un&#8217;impronta rilevante per la massoneria italiana. È quella di Gustavo Raffi, eletto il 20 marzo 1999 gran maestro della più nutrita loggia italiana, il Goi (il giorno successivo tenne la sua prima allocuzione-manifesto, quella della &#8220;rivoluzione del sorriso&#8221;). E altro elemento che scaturisce dal volume, intitolato &#8220;In nome dell&#8217;uomo&#8221; (Ugo Mursia Editore) è che &#8220;l&#8217;età media dei fratelli attivi è scesa a 53,6 anni, mentre di anni 43,2 è l&#8217;età media dei <em>bussanti</em>&#8220;.<br />
<span id="more-7949"></span><br />
A metà tra ricostruzione filosofica e biografica, la pubblicazione, al motto di &#8220;tu sei mio fratello&#8221;, pone la massoneria come &#8220;scuola di pensiero e di vita&#8221; costituita da &#8220;costruttori di sogni possibili&#8221;. Slogan efficaci per un focus che spesso parla del ruolo che le logge hanno avuto nell&#8217;ultimo secolo e mezzo non solo in Italia, ma che torna a stringersi sul suo attuale gran maestro, iniziato &#8220;a Ravenna, la mia città. E fu una sorpresa&#8221;.</p>
<p>&#8220;La loggia&#8221;, ricorda Raffi, &#8220;era la &#8216;Dante Alighieri&#8217;, che oggi esiste ancora. Poi io fondai &#8216;La Pigneta&#8217;, che prendeva il nome glorioso della loggia napoleonica. Ricordo prima le voci, poi i volti di persone che conoscevo da sempre, ad esempio Nevio Baldisseri, un personaggio anche della vita politica ravennate che era amico di mio padre, o Celso Cicognani che è stato sindaco di Ravenna e che piacevolmente trovai lì&#8221;.</p>
<p>Ma se si cercano altri elementi per dare un nome a molti dei massoni di oggi, il discorso diventa più evanescente. Raffi, pur rivendicando la sua impostazione alla &#8220;trasparenza&#8221; attraverso la creazione di riviste, siti Internet e Goi Radio e Goi Tv, sugli elenchi degli iscritti &#8211; e sulla loro pubblicazione &#8211; ribadisce quando ha più volte affermato: l&#8217;obbedienza che rappresenta lo farà quando sarà un obbligo di legge per tutti.</p>
<p>In merito agli aspetti bui della storia della massoneria, con specifico riferimento alla P2 e a Licio Gelli, liquida Raffi: &#8220;Ormai anche i muri, quelli bombati delle mezze verità o delle facili ermeneutiche, sanno che tra noi e la pseudo-massoneria di un &#8216;materassaio di Arezzo&#8217; […] c&#8217;è un abisso infinito &#8221; . La ricerca di legittimazione, per l&#8217;avvocato ravennate, arriva anche da romanzi come il recente &#8220;Il cimitero di Praga&#8221; di Umberto Eco, che contribuirebbe a scacciare le ombre della &#8220;massoneria deviata&#8221;, fino alle P3 e P4 che le cronache giudiziarie hanno ampiamente raccontato.</p>
<p>&#8220;È deviata di fatto ogni istituzione massonica che non pone attenzione alla formazione spirituale e alla crescita interiore dell&#8217;iniziato&#8221;, aggiunge Raffi, &#8220;ma che persegue scopi prettamente politici e affaristici, che si intromette occultamente e illecitamente nel libero svolgimento della vita istituzionale e democratica. La P2, che noi condanniamo senza riserve o indugi di sorta, ne è stato un esempio, per fortuna irripetibile. Tale loggia, di fatto, si era scientemente sottratta alle istanze di controllo della Massoneria regolare e ufficiale&#8221;.</p>
<p>Per il resto è una galleria di nomi del passato che avrebbero portato lusso. Non solo gli stracitati Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini, ma i più glamour Walt Disney e Clark Gable dall&#8217;altra parte dell&#8217;oceano e da questa Totò, il celeberrimo principe napoletano Antonio De Curtis. Tra critiche a temi contemporanei, compare quella alla legge 40 del 2004 sulla procreazione assistita che vieta pratiche come la fecondazione eterologa e la produzione di embrioni a fini di ricerca. Per Raffi è una norma che si basa su un concetto &#8220;scientificamente errato&#8221; e che lascia &#8220;la sensazione che nel vecchio Stivale abbiamo perso di vista quanto sia avvenuto nel mondo scientifico internazionale negli ultimi 20-25 anni&#8221;.</p>
<p>E tra coloro a cui riconosce omaggio pubblico c&#8217;è Lando Conti, il sindaco di Firenze dal marzo 1984 al settembre 1985 ucciso dalle Brigate Rosse il 10 febbraio 1986. Gustavi Raffi gli dedica un capitolo perché, iniziato libero muratore il 22 novembre 1957 nella loggia &#8220;G. Mazzoni n. 62&#8243; di Prato, è stato colui che &#8220;incarna il ritratto del perfetto amministratore, che Ernesto Nathan, il più grande sindaco di Roma, del pari mazziniano e massone, addirittura Gran Maestro, ha tratteggiato&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;A Million Shillings &#8211; Escape from Somalia&#8221;: storia per immagini di un esodo e di una guerra civile</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 18:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Million Shillings &#8211; Escape from Somalia è un lungo reportage fotografico diventato un libro e firmato da Alixandra Fazzina di Noor, giornalista inglese che vive in Pakistan. Scrive Flavio Franzoni su E-Il mensile: Quasi vent&#8217;anni di guerra civile iniziata con il crollo del regime di Siad Barre, il padre-padrone della Somalia, hanno stritolato i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/W1akcYjM4zQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=W1akcYjM4zQ&#038;feature=player_embedded#!">A Million Shillings &#8211; Escape from Somalia</a> è un lungo reportage fotografico diventato un libro e firmato da <a href="http://www.noorimages.com/photographers/alixandrafazzina/">Alixandra Fazzina</a> di <a href="http://www.noorimages.com/">Noor</a>, giornalista inglese che vive in Pakistan. <a href="http://www.eilmensile.it/2012/01/09/a-million-shillings-escape-from-somalia/">Scrive</a> Flavio Franzoni su <a href="http://www.eilmensile.it/">E-Il mensile</a>:</p>
<blockquote><p>
Quasi vent&#8217;anni di guerra civile iniziata con il crollo del regime di Siad Barre, il padre-padrone della Somalia, hanno stritolato i somali e la loro terra. La stessa Mogadiscio, un tempo uno dei centri africani più attivi per il commercio con il Medio Oriente, oggi è una capitale fantasma abbandonata da metà dei suoi abitanti e ridotta in buona parte a cumuli di macerie [...]. Dal 2006 al 2008 Alixandra Fazzina ha lavorato in Somalia, testimoniando attraverso i suoi scatti l&#8217;esodo di migliaia di migranti e profughi dallo stato africano alla Penisola arabica e l&#8217;attività di contrabbando nel Golfo di Aden. Da questa esperienza è nato &#8220;A Million Shillings: Escape from Somalia&#8221;, libro pubblicato dalle edizioni Trolley nel 2008 in due versioni, inglese e araba. Nel libro, i testi [...] accompagnano le tante significative immagini. La scelta dell&#8217;autrice è stata quella di prediligere una sequenza narrativa, e il risultato è un libro fotografico [...] i cui protagonisti sono uomini e donne privati della propria dignità e usati, tanto per cambiare, a solo scopo di lucro.
</p></blockquote>
<p>Continua <a href="http://www.eilmensile.it/2012/01/09/a-million-shillings-escape-from-somalia/">qui</a>.</p>
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		<title>Mille volti di Occupy Wall Street: il lavoro della fotografa Vanessa Bahmani</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;intervista a Vanessa Bahmani, la fotografa che ha scattato 1000 ritratti ai manifestanti di Occupy Wall Street. L&#8217;ha realizzata Robyn Gee di Turnstyle. (Via BoingBoing)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://turnstylenews.com/2012/01/11/vanessa-bahmani-occupy-wall-street-portraits/"><img alt="1,000 Portraits Of Occupy Wall Street Faces" title="1,000 Portraits Of Occupy Wall Street Faces" src="http://antonella.beccaria.org/images/ows_faces.jpg"></a></p>
<p>Un&#8217;<a href="http://turnstylenews.com/2012/01/11/vanessa-bahmani-occupy-wall-street-portraits/">intervista</a> a <a href="http://vanessabahmani.com/">Vanessa Bahmani</a>, la fotografa che ha scattato 1000 ritratti ai manifestanti di <a href="http://occupywallst.org/">Occupy Wall Street</a>. L&#8217;ha realizzata <a href="http://turnstylenews.com/author/robyngee/">Robyn Gee</a> di <a href="http://turnstylenews.com/">Turnstyle</a>.</p>
<p><em>(Via <a href="http://boingboing.net/2012/01/12/a-thousand-heroes-faces.html">BoingBoing</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Oil for nothing&#8221;: il documentario di Luca Tommasini sul Niger e gli effetti della devastazione petrolifera</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 17:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oil for Nothing from Luca Tommasini on Vimeo. Della situazione nel Delta del Niger e dello sfruttamento dei giacimenti locali (con relativa devastazione) si parlava poco meno di un mese fa. Ora, sempre su E &#8211; Il mensile di Emercengy, viene segnalato il documentario Oil for nothing di Luca Tommasini prodotto da Crbm. Ne scrive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><iframe src="http://player.vimeo.com/video/33045359?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="400" height="225" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/33045359">Oil for Nothing</a> from <a href="http://vimeo.com/lucatommasini">Luca Tommasini</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p></center></p>
<p>Della situazione nel <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Delta_del_Niger">Delta del Niger</a> e dello sfruttamento dei giacimenti locali (con relativa devastazione) si <a href="http://antonella.beccaria.org/2011/12/16/il-delta-dei-veleni-su-peacereporter-dal-niger-il-racconto-fotografico-sullo-sfruttamento-di-petrolio-e-gli-effetti-sulla-popolazione/">parlava</a> poco meno di un mese fa. Ora, sempre su <a href="http://www.eilmensile.it/">E &#8211; Il mensile di Emercengy</a>, viene <a href="http://www.eilmensile.it/2012/01/10/oil-for-nothing/">segnalato</a> il documentario <a href="http://www.crbm.org/2011/11/25/oil-for-nothing-il-documentario-della-crbm-sul-delta-del-niger/">Oil for nothing</a> di <a href="http://www.lucatommasini.it/2010/index.php">Luca Tommasini</a> prodotto da <a href="http://www.crbm.org/">Crbm</a>. Ne scrive l&#8217;autore:</p>
<blockquote><p>
Una società sussidiaria dell&#8217;Eni, la Nigerian Agip Oil Corporation, ha iniziato la produzione nel 1970, e cosa ha lasciato dopo tanti anni? Niente scuole, niente ospedali, se non qualche Km di asfalto per raggiungere i propri impianti. Ma non solo. Il gas connesso al processo d&#8217;estrazione del greggio viene bruciato 24 ore al giorno, lingue di fuoco che sputano diossina, benzene, sulfuri, agenti cancerogeni, la cui emissione negli ultimi decenni va di pari passo con l&#8217;aumento nella regione di un ampio spettro di malattie respiratorie e forme tumorali, senza citare i danni causati dalle piogge acide. La Nigeria viene vista oggi dall&#8217;Unione Europea come un paese strategico per la sicurezza energetica dell&#8217;Europa, ma a quale prezzo? Petrolio e gas sono davvero la risposta ai bisogni energetici e alla necessaria sostenibilità ambientale del futuro?
</p></blockquote>
<p>Ulteriore materiale sull&#8217;argomento si può leggere <a href="http://www.essentialaction.org/shell/report/">qui</a>.</p>
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		<title>Lsdi: la professione del giornalista continua a essere raccontata con una veste rinnovata</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 20:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E Lsdi &#8211; Libertà di stampa. Diritto all&#8217;informazione rilancia con il nuovo sito. Visitandolo, si dia un&#8217;occhiata a un paio di articoli, firmati entrambi da Pino Rea. Il primo, pubblicato oggi, si intitola Una professione sempre più frammentata e si parla del lavoro del giornalista. Il secondo racconta questa storia: Londra: poliziotti, niente flirt con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lsdi.it/"><img width="420" alt="Lsdi" title="Lsdi" src="http://www.lsdi.it/img/lsdi.gif"></a></p>
<p>E <a href="http://www.lsdi.it/">Lsdi &#8211; Libertà di stampa. Diritto all&#8217;informazione</a> rilancia con il nuovo sito. Visitandolo, si dia un&#8217;occhiata a un paio di articoli, firmati entrambi da <a href="http://www.lsdi.it/author/pinorea/">Pino Rea</a>. Il primo, pubblicato oggi, si intitola <a href="http://www.lsdi.it/2012/una-professione-sempre-piu-frammentata/">Una professione sempre più frammentata</a> e si parla del lavoro del giornalista. Il secondo racconta questa storia: <a href="http://www.lsdi.it/2012/londra-poliziotti-niente-flirt-con-i-giornalisti-e-basta-bicchierini/">Londra: poliziotti, niente flirt con i giornalisti e basta bicchierini</a>.</p>
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		<title>La storia dell&#8217;umanità ricostruita attraverso le epidemie. L&#8217;autore: &#8220;È l&#8217;uomo il responsabile di comparsa e diffusione degli agenti infettivi&#8221;</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2012/01/09/la-storia-dellumanita-ricostruita-attraverso-le-epidemie-lautore-e-luomo-il-responsabile-di-comparsa-e-diffusione-degli-agenti-infettivi/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È un volume illustrato e si intitola Storia delle epidemie il libro scritto dal medico infettivologo Stefan Cunha Ujvari e pubblicato dalla casa editrice bolognese Odoya. Di questo si tratta: [È una] narrazione della tormentata convivenza tra gli esseri umani e, invisibili abitanti del nostro pianeta, i batteri. Esiste un batterio, che risponde al suggestivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.odoya.it/index.php?main_page=product_book_info&#038;products_id=482"><img width="150" align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Storia delle epidemie" title="Storia delle epidemie" src="http://www.odoya.it/images//Image/Copertine/2011/Ujvari_Epidemie.jpg"></a>È un volume illustrato e si intitola <a href="http://www.odoya.it/index.php?main_page=product_book_info&#038;products_id=482">Storia delle epidemie</a> il libro scritto dal medico infettivologo <a href="http://www.editoracontexto.com.br/autores_det.asp?autor=858">Stefan Cunha Ujvari</a> e pubblicato dalla casa editrice bolognese <a href="http://www.odoya.it">Odoya</a>. Di questo si tratta:</p>
<blockquote><p>
[È una] narrazione della tormentata convivenza tra gli esseri umani e, invisibili abitanti del nostro pianeta, i batteri. Esiste un batterio, che risponde al suggestivo nome di <em>Bacillus infernus</em>, capace di sopravvivere all&#8217;acqua bollente; ne esiste un altro, il <em>Micrococcus radiophilus</em>, che si nutre di sostanze radioattive, come uranio e plutonio, e che sarebbe ben contento di un&#8217;esplosione atomica [...].</p>
<p>Dalla peste di Atene nel V secolo a.C. descritta da Tucidide, alla peste nera del Medioevo; dalla sifilide al colera diffusosi durante la Rivoluzione industriale, fino all&#8217;Aids e all&#8217;Ebola. La descrizione dell&#8217;evoluzione del rapporto tra germi e scienza, una lotta per la sopravvivenza della specie umana. Il libro racconta come l&#8217;insorgenza di ogni epidemia abbia modificato le varie civiltà, chiarendo come la trasmissione di queste malattie infettive sia stata ben lontana dal rappresentare la conseguenza di una maledizione divina come i nostri antenati credevano. L&#8217;autore infatti argomenta come sia l&#8217;uomo stesso il principale responsabile della comparsa e diffusione degli agenti infettivi.
</p></blockquote>
<p>Per quanto in brasiliano, sul sito della casa editrice <a href="http://www.editoracontexto.com.br/">Editora Contexto</a> che ha pubblicato il <a href="http://www.editoracontexto.com.br/produtos.asp?cod=394">libro</a> in lingua originale ci sono <a href="http://www.editoracontexto.com.br/produtos/pdf/A%20HISTORIA%20DA%20HUMANIDADE_SUMARIO.PDF">indice</a> e <a href="http://www.editoracontexto.com.br/produtos/pdf/A%20HISTORIA%20DA%20HUMANIDADE_APRES.PDF">presentazione</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Storia di Qamar Hashim, il più giovane fotografo dell&#8217;Iraq che gira per le strade di Baghdad e ritrae la vita di tutti i giorni</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2012/01/06/storia-di-qamar-hashim-il-piu-giovane-fotografo-delliraq-che-gira-per-le-strade-di-baghdad-e-ritrae-la-vita-di-tutti-i-giorni/</link>
		<comments>http://antonella.beccaria.org/2012/01/06/storia-di-qamar-hashim-il-piu-giovane-fotografo-delliraq-che-gira-per-le-strade-di-baghdad-e-ritrae-la-vita-di-tutti-i-giorni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 11:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia del più giovane fotografo dell&#8217;Iraq. La racconta la Reuters: Qamar Hashim è un fotografo di otto anni. Gira per le strade di Baghdad con la sua macchina e [...] ha vinto numerosi premi, secondo la Iraqi Society Photographic (Isp). Qui anche alcuni scatti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://www.reuters.com/resources_v2/flash/video_embed.swf?videoId=227469212&#038;edition=BETAUS' id='rcomVideo_227469212' width='414' height='233'><param name='movie' value='http://www.reuters.com/resources_v2/flash/video_embed.swf?videoId=227469212&#038;edition=BETAUS'></param><param name='allowFullScreen' value='true'></param><param name='allowScriptAccess' value='always'></param><param name='wmode' value='transparent'></param> <embed src='http://www.reuters.com/resources_v2/flash/video_embed.swf?videoId=227469212&#038;edition=BETAUS' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' allowScriptAccess='always' width='414' height='233' wmode='transparent'></embed></object></center></p>
<p><a href="http://blogs.reuters.com/photographers-blog/2011/12/22/iraqs-youngest-photographer-reflects/">La storia del più giovane fotografo dell&#8217;Iraq</a>. La racconta la Reuters:</p>
<blockquote><p>
Qamar Hashim è un fotografo di otto anni. Gira per le strade di Baghdad con la sua macchina e [...] ha vinto numerosi premi, secondo la Iraqi Society Photographic (Isp).
</p></blockquote>
<p><a href="http://blogs.reuters.com/photographers-blog/2011/12/22/iraqs-youngest-photographer-reflects/">Qui</a> anche alcuni scatti.</p>
]]></content:encoded>
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