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	<title>Xaaraan - Il blog di Antonella Beccaria &#187; attualita&#8217;</title>
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	<description>Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino sono l&#039;incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo.</description>
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		<title>Sequestrano un basso a capo clan della camorra e quel locale diventa la &#8220;casa del giornalista&#8221;</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/08/18/sequestrano-un-basso-a-capo-clan-della-camorra-e-quel-locale-diventa-la-casa-del-giornalista/</link>
		<comments>http://antonella.beccaria.org/2011/08/18/sequestrano-un-basso-a-capo-clan-della-camorra-e-quel-locale-diventa-la-casa-del-giornalista/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 12:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrive Vincenzo Iurillo sul Fatto Quotidiano che a Napoli nasce la Casa del giornalista nel &#8220;basso&#8221; confiscato al boss: Ciro Mariano è stato il capo clan dei &#8216;Picuozzi&#8217; dei Quartieri Spagnoli di Napoli, mandante ed autore di alcune delle più efferate stragi di camorra, come quella del Circolo Canottieri nel 1989, in cui persero la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scrive Vincenzo Iurillo sul <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/">Fatto Quotidiano</a> che a <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/napoli-nasce-la-casa-del-giornalista-nel-basso-confiscato-al-boss/152254/">Napoli nasce la Casa del giornalista nel &#8220;basso&#8221; confiscato al boss</a>:</p>
<blockquote><p>
Ciro Mariano è stato il capo clan dei &#8216;Picuozzi&#8217; dei Quartieri Spagnoli di Napoli, mandante ed autore di alcune delle più efferate stragi di camorra, come quella del Circolo Canottieri nel 1989, in cui persero la vita quattro pregiudicati. Mariano non amava la stampa e non amava essere fotografato. E riuscì a ottenere dal presidente della Corte che lo processò il divieto di essere ripreso dai fotoreporter. Disse di non volere essere vittima di &#8220;un linciaggio mediatico&#8221;. Per una singolare legge del contrappasso, un bene confiscato al clan Mariano è stato assegnato a un gruppo di cronisti della carta stampata e della televisione, riuniti in un consorzio: è il primo caso in Italia, quello che verrà illustrato stasera alle 23 durante la trasmissione Linea Notte di Rai 3.
</p></blockquote>
<p>Continua <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/napoli-nasce-la-casa-del-giornalista-nel-basso-confiscato-al-boss/152254/">qui</a>.</p>
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		<title>Sete di Alberto Riva: un romanzo per raccontare l&#8217;assalto e la predazione dell&#8217;acqua</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/08/08/sete-di-alberto-riva-un-romanzo-per-raccontare-lassalto-e-la-predazione-dellacqua/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 17:58:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giornalista Alberto Riva è appena uscito con il libro Sete (Mondadori), storia di attivisti, speculatori, predazione e acqua nel sud del nuovo continente. A questo proposito, Peacereporter ha pubblicato l&#8217;intervista video che si trova in apertura di questo post e un&#8217;altra, scritta, intitolata Un romanzo sull&#8217;acqua che nasce dalle facce degli anonimi Il romanzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><iframe width="420" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/OPo2mDB6gQ8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p>Il giornalista <a href="http://www.ibs.it/libri/riva+alberto/libri+di+alberto+riva.html">Alberto Riva</a> è appena uscito con il libro <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/12/arriva-il-libreria-sete-romanzo-desordiodi-alberto-riva-dedicato-alloro-blu/117749/">Sete</a> (Mondadori), storia di attivisti, speculatori, predazione e acqua nel sud del nuovo continente. A questo proposito, <a href="http://it.peacereporter.net/">Peacereporter</a> ha pubblicato l&#8217;intervista video che si trova in apertura di questo post e un&#8217;altra, scritta, intitolata <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29304/Sete.+Un+romanzo+sull%27acqua+che+nasce+dalle+facce+degli+anonimi">Un romanzo sull&#8217;acqua che nasce dalle facce degli anonimi</a></p>
<blockquote><p>
Il romanzo è nato circa due anni e mezzo fa, da facce e luoghi. Dalla mia esperienza di giornalista in Brasile, dove al piacere di lavorare si è unito quello del viaggio in vari parti di un Paese così immenso. Soprattutto nel Nord Est, uno dei luoghi protagonisti, nella regione del Semiarido brasiliano. Nella zona Sud scorre il Sao Francisco, uno dei principali fiumi del Brasile. Lì, a parte la problematica legata al fiume, c&#8217;era un grande progetto del governo Lula che prosegue con Dilma Rousseff: prendere acqua e portarla in regioni più aride negli Stati del Pernambuco e altri. Il problema del Sao Francisco è che è uno dei grandi specchi d&#8217;acqua del mondo e vive una forte depredazione che ha portato alla fame una parte rilevante della popolazione.
</p></blockquote>
<p>Continua <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29304/Sete.+Un+romanzo+sull%27acqua+che+nasce+dalle+facce+degli+anonimi">qui</a>. <a href="http://www.ibs.it/code/9788804611110/riva-alberto/sete.html">Qui</a> invece, oltre alla scheda del romanzo, c&#8217;è il booktrailer.</p>
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		<title>L&#8217;appello all&#8217;indignazione di Emiliano Bazzanella passa per le parole chiave dell&#8217;attualità</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2011/02/13/lappello-allindignazione-di-emiliano-bazzanella-passa-per-le-parole-chiave-dellattualita/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 18:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di indignazione (e libri correlati) si parlava poco tempo fa (e se ne tornerà a parlare a breve per ulteriori novità). Una prima reazione è il libro Indignatevi di Emiliano Bazzanella (Asterios Editore). Qui (in pdf, 95KB) si può leggere l&#8217;introduzione mentre la presentazione del breve volume (32 pagine) dà una serie di parole chiave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asterios.it/libri/2011/indignatevi.php"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Indignatevi di Emiliano Bazzanella" title="Indignatevi di Emiliano Bazzanella" src="http://antonella.beccaria.org/images/indignatevi_grande.jpg"></a>Di indignazione (e <a href="http://www.amazon.fr/Indignez-vous-St%C3%A9phane-Hessel/dp/291193976X/ref=sr_1_1?ie=UTF8&#038;qid=1294064882&#038;sr=8-1">libri</a> correlati) si <a href="http://antonella.beccaria.org/2011/01/03/stephane-hessel-indignatevi-un-libretto-per-dare-vita-a-uninsurrezione-pacifica-che-faccia-rete/">parlava</a> poco tempo fa (e se ne tornerà a parlare a breve per ulteriori novità). Una prima reazione è il libro <a href="http://www.asterios.it/libri/2011/indignatevi.php">Indignatevi</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emiliano_Bazzanella">Emiliano Bazzanella</a> (<a href="http://www.asterios.it/">Asterios Editore</a>). <a href="http://www.asterios.it/pdf/indignatevi_intro_indice.pdf">Qui</a> (in pdf, 95KB) si può leggere l&#8217;introduzione mentre la presentazione del breve volume (32 pagine) dà una serie di parole chiave per capire dove il testo va a parare:</p>
<blockquote><p>
Indignazione, indifferenza, inesistenza, ipocrisia, popolo, berlusconi, bossi, camorra, mafia, corruzione, moralità, prostituzione, chiesa, pedofilia, omofobia, partiti, compravendita, partito democratico, fascisti, ex-fascisti, destra, sinistra, precario, flessibile, welfare, lavoro, mirafiori, marchionne, consumismo, decrescita, PIL, informazione, la tv stupida, speculazione finanziaria, banche, derivati, shock-therapy, obama, l’anatra zoppa, frau merkel, la bolla cinese, capital-comunismo, xenofobia, fondamentalismo, sicurezza, bossi-fini, edonismo, adulazione, conformismo.
</p></blockquote>
<p><em>(Via <a href="http://friendfeed.com/marcodalpozzo/134b4a0a/indignatevi-bazzanella-emiliano-libro-ibs">Marco Del Pozzo</a>)</em></p>
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		<title>Non è un paese per vecchie: cronache di un’altra guerra tra poveri</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2010/10/14/non-e-un-paese-per-vecchie-cronache-di-unaltra-guerra-tra-poveri/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 10:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Loredana Lipperini, nel 2007, aveva firmato per Feltrinelli un libro che si intitolava &#8220;Ancora dalla parte delle bambine&#8221;, eredità ideale del quasi omonimo libro di Elena Gianini Belotti per spiegare il &#8220;ratto&#8221; dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, sostituito da una forzatura della crescita verso ruoli (compresi quelli erotici ispirati dai mass media) tipici dell&#8217;età adulta. Con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/files/2010/08/libro.jpg"><img align="left" src="http://domani.arcoiris.tv/wp-content/uploads/2010/10/noneunpaesepervecchie.jpg" alt="Non è un paese per vecchie" title="Non è un paese per vecchie" width="150" /></a><a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/">Loredana Lipperini</a>, nel 2007, aveva firmato per Feltrinelli un libro che si intitolava &#8220;Ancora dalla parte delle bambine&#8221;, eredità ideale del quasi omonimo libro di Elena Gianini Belotti per spiegare il &#8220;ratto&#8221; dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza, sostituito da una forzatura della crescita verso ruoli (compresi quelli erotici ispirati dai mass media) tipici dell&#8217;età adulta. Con il recente &#8220;Non è un paese per vecchie&#8221;, l&#8217;autrice compie un salto temporale e passa all&#8217;ultima parte della vita, per raccontare di una nazione in cui si è instaurato un nuovo tabù: quello della naturale decadenza fisica e psicologica che precede la morta, e del suo esorcismo collettivo officiato a tutti i costi. Compreso quello che prevede la ghettizzazione dei cittadini più avanti con l&#8217;età, collettore di nuove forme di odio derivanti da un assetto sociale sempre più povero ed esasperato.</p>
<p><em>Perché affrontare il discorso della vecchiaia e iniziare il libro lavorando sul cambiamento semantico registrato sui media?</em></p>
<p><a href="http://domani.arcoiris.tv/"><img align="Right" vspace="2" hspace="4" alt="Domani di Maurizio Chierici" title="Domani di Maurizio Chierici" src="http://antonella.beccaria.org/images/domani.jpg"></a>Per tanti motivi. Un po&#8217; perché c&#8217;era una sollecitazione sociale prima che semantica. È una cosa che ho raccontato molte volte: una lettrice che a Bari mi disse &#8220;occupati anche di noi&#8221;. È la cosiddetta &#8220;generazione sandwich&#8221;, quella che accudisce i nipoti e gli anziani e che in effetti sopperisce a un&#8217;assenza totale dello Stato. Questo molto prima che si rendesse noto che l&#8217;Italia è penultima, prima della Polonia, nell&#8217;Europa a 27 per l&#8217;assistenza alle famiglie. E poi c&#8217;era una considerazione che riguardava in realtà la mia generazione, quella dei cinquantenni e quella che io metto più sotto accusa nel libro: è qui che nessuno accetta la definizione di persona non dico vecchia, ma quanto meno matura. Volevo insomma spiegare questa impersonificazione di se stessi come eterni giovani. Una tendenza che sfalsa tutto perché, se non si accetta la propria età, si spalmano in un unico insieme tutte le generazioni, quelle che vengono prima e quelle che vengono dopo. Dunque vediamo le bambine crescono in fretta per diventare simili al modello adulto proposto e le donne mistificano l&#8217;ultima parte della vita adulta. Al centro di questa tendenza, si pone la vecchiaia, che diventa questa zona piccolissima prima della morte.<br />
<span id="more-5492"></span><br />
<em>Alcuni passaggi lasciano intuire &#8211; anzi, denunciano &#8211; una prossima emergenza vecchiaia per l&#8217;Italia. Di quali elementi si comporrà questa emergenza, che già ha iniziato a manifestarsi?</em></p>
<p>Secondo me, come per le bambine, le cose sono precipitate negli ultimi quindici anni, che coincidono con il berlusconismo, ma non sono solo quello. Come dice Mario Tronti, il problema non è il cavaliere, ma il cavallo. Si è iniziata a delineare allora una certa Italia, ma anche una certa Europa, per quanto l&#8217;Italia sia più evidente, che cominciava a perdere il senso di comunità e vedeva ciascuno rinchiudersi nella propria personalissima individualità. Non esiste così più nient&#8217;altro che se stessi e le proprie quattro mura. Per rintracciare le origini prime di questo fenomeno bisogna tornare a quando &#8211; siamo negli anni Ottanta &#8211; Margaret Thatcher dice che non esiste la società, esiste la famiglia. Di qui il fenomeno comincia a incrementarsi. Ti faccio solo un esempio: il lavoro che viene scippato ai giovani dagli anziani. Nessuno dice mai che in Italia, nella fascia d&#8217;età 51-64 anni, a lavorare è il 38 per cento delle persone mentre in Svezia è il 70. Dunque quest&#8217;affermazione non è vera: è la classe di potere che è in mano agli anziani, ma non certamente il mondo del lavoro. Oltretutto una cosa che a me fa piacere del libro è che le persone più giovani lo stanno comprendendo perché sono due solitudini speculari, quella degli anziani e quella dei giovani, due drammi lavorativi, una contrapposizione che non dico sia creata ad arte, ma che sicuramente fa comodo.</p>
<p><em>Quello che stai tracciando è un ulteriore aspetto della guerra tra poveri che abbiamo visto accendersi in più occasioni?</em></p>
<p>Sì. A me la cosa che colpisce è che l&#8217;antagonismo nei confronti dei vecchi non è un antagonismo di valori, ma è un antagonismo di soldi. Questo fa abbastanza paura. </p>
<p><em>Quali azioni dovrebbero essere intraprese per correggere questa tendenza?</em></p>
<p>Allora, le azioni nei confronti dell&#8217;Italia dovrebbe metterle in atto l&#8217;Unione europea per tanti motivi. Non è soltanto il pensionamento femminile ritardato ad aver suscitato molte polemiche, anche comprensibili, ma l&#8217;Italia avrebbe avuto l&#8217;obbligo entro il 2010 di elevare al 50 per cento la percentuale dei lavoratori in quella fascia d&#8217;età (così come avremmo l&#8217;obbligo di accrescere l&#8217;occupazione femminile e non è stato fatto). Questa è comunque una responsabilità nei confronti della discriminazione dei lavoratori più anziani, che si traduce in perdita di competenza, di saperi. È chiaro che conviene alle aziende. Per esempio i giornalisti che vengono prepensionati a 58 anni sono rimpiazzati da persone più giovani che costano un terzo in meno. Si tratta di un meccanismo che giova alle aziende e non certo alla società. Questa è una cosa, però è a livello europeo che noi avremmo bisogno di questo tipo di sanzioni. Per me, poi, la primissima cosa che bisogna sempre fare è rendersi conto di come stanno le cose favorendo una diffusione di consapevolezza. Va detto che un Paese che in cui tutti i partiti o quasi si vergognano di utilizzare la parola &#8220;welfare&#8221;, è un Paese che non andrà lontano. Qualcuno, magari in sede di voto, dovrà prendere atto di tutto questo, che a me sconvolge. Il fatto che adesso la parola &#8220;welfare&#8221; sia impronunciabile, salvo qualcuno (Vendola, per esempio), è gravissimo.</p>
<p><em>Lasciando dunque sulle famiglie un carico devastante&#8230;</em></p>
<p>Longanesi, io lo ricordo, era quello che diceva che sulla bandiera italiana bisognava scrivere &#8220;tengo famiglia&#8221;. Oggi le famiglie stanno facendo quello che lo Stato non fa. Questo ormai da anni ed è a carico delle donne, soprattutto.</p>
<p><em>In parte lo hai già introdotto, ma più specificatamente come &#8220;Non è un paese per vecchie&#8221; si pone in linea di continuità con &#8220;Ancora dalla parte delle bambine&#8221;?</em></p>
<p>Sono le due fasce d&#8217;età che io individuo come le fasce deboli del sociale e del culturale. In futuro mi occuperò della fascia di mezzo e in particolare delle madri. Sono tre aspetti del femminile e uso il termine &#8220;femminile&#8221; non a caso. Sono infatti convinta che occuparsi della questione femminile significhi non chiudersi in una nicchia. In realtà, occuparsene vuol dire occuparsi del sociale, la vera cartina di tornasole di quello che non funziona nel nostro Paese. Lo affermano del resto anche gli esperti di welfare maschi e il World Economic Forum. Dunque non è assolutamente rinchiudersi in una nicchia, ma dire &#8220;non funziona per questo motivo&#8221;. L&#8217;errore più grande che si possa fare è quello di pensare che occuparsi di questione femminile significhi riportare in auge un certo femminismo &#8220;separatista&#8221;.</p>
<p><em>Nel libro fai molti riferimenti alla rete e all&#8217;&#8221;allergia&#8221;, chiamiamola così, che da qui emerge nei confronti della terza età. È un fenomeno che appare più crudo di quello che è, in forza della disintermediazione (e anche della disinibizione) che nel bene e nel male attraversa la rete, o è uno specchio veritiero del sentire diffuso nella vita reale?</em></p>
<p>Sono le due cose insieme. In rete &#8211; e in particolare su Facebook &#8211; è un fenomeno che sicuramente amplifica un sentire comune, ma non nasce qui. Vedi quello che sta succedendo con Sarah Scazzi, che è abbastanza impressionante: esiste infatti questa necessità di esserci a tutti i costi per cui sono nati veri e propri profili a suo nome che puoi aggiungere agli &#8220;amici&#8221;. Uno si chiede il perché. È la necessità di partecipare, di essere presente per forza, anche in un modo narcisista ed esagerato. A volte la rete è anche questo, persone che chiedono disperatamente di essere al centro dell&#8217;attenzione. È una richiesta violentissima che si lega peraltro alla già citata Thatcher: nel momento in cui ogni individuo pretende il diritto di essere sotto il cono di luce del riflettore, cerca di farlo con tutti i mezzi possibili. Un sentimento di questo tipo credo però che sia reale. Certo, non ovunque, ci sono ragazzi che con la vecchiaia hanno un ottimo rapporto e forse sono la maggioranza, voglio sperare che lo siano. Ma nel momento in cui vengono condotte specifiche campagne da parte degli organi di informazione e della televisione (ricordiamoci quello che dice Tullio De Mauro: la maggior parte degli italiani non è in grado di leggere un quotidiano e si informa attraverso il piccolo schermo, cioè Italia1 e Canale5 in primis), fatalmente sei portato a dire che veramente, se tu non trovi lavoro, la colpa è dei pensionati. Quindi, se da qualche parte devi indirizzare il tuo odio, lo indirizzi sulla terza età. Per questo dico che c&#8217;è un&#8217;attendibilità nel mondo reale.</p>
<p><em>Hai fatto più riferimenti a Margaret Thatcher, al valore della famiglia, agli anni Ottanta, quando dilaga il fenomeno del riflusso, la prevalsa del privato sul politico e dunque anche sul sociale. Si può dire che è usciti dagli anni Ottanta e soprattutto da quella logica?</em></p>
<p>No. Posso solo augurarmi di uscirne perché, quanto meno, si comincia a essere un po&#8217; fuori dalla fascinazione di quel periodo. Forse abbiamo smesso di credere che fosse tanto divertente, gradevole e amabile scrollarsi di dosso la serietà. Certo è che questo è un Paese che non sogna, è l&#8217;unica definizione che mi viene in mente per l&#8217;Italia. È un Paese che non riesce ad avere uno sguardo lungo, progettuale. Fino a quando non riusciamo a recuperare questo, forse avremo dei problemi. Alla fine però sono un&#8217;ottimista e voglio credere che ne usciremo, eccome, si tratta di trovare il collante perché, secondo me, c&#8217;è un gran desiderio di uscirne e di rifare gruppo, se non altro, di rifare comunità. Però bisogna trovare il catalizzatore.</p>
<p><em>(Questo <a href="http://domani.arcoiris.tv/non-e-un-paese-per-vecchie-cronache-di-unaltra-guerra-tra-poveri/">articolo</a> è stato pubblicato sulla rivista <a href="http://domani.arcoiris.tv/">Domani</a> diretta da <a href="http://www.zam.it/biografia_Maurizio_Chierici">Maurizio Chierici</a>)</em></p>
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		<title>Da Radio Radicale le parole di Craxi. Per rileggere il craxismo dalle fonti</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 12:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A dieci anni dalla morte di Bettino Craxi (l&#8217;anniversario ricorrerà il prossimo 19 gennaio), Radio Radicale ha pubblicato uno speciale corredato da tutte le schede audio e video (oltre trecento) nelle quali l&#8217;ex leader del PSI prende la parola direttamente. Un itinerario nel nostro archivio per conoscere direttamente, senza intermediari, la vicenda e le idee [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/smeerch/141285979/"><img align="left" vspace="2" hspace="4" alt="Bettino? Foto di Smeerch" title="Bettino? Foto di Smeerch" src="http://farm1.static.flickr.com/50/141285979_11090e6246_m.jpg"></a>A dieci anni dalla morte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bettino_Craxi">Bettino Craxi</a> (l&#8217;anniversario ricorrerà il prossimo 19 gennaio), <a href="http://www.radioradicale.it/">Radio Radicale</a> ha pubblicato uno <a href="http://www.radioradicale.it/parola-a-bettino-craxi-lo-speciale-a-10-anni-dalla-morte">speciale</a> corredato da tutte le <a href="http://www.radioradicale.it/skas?soggetto=Bettino%20Craxi">schede audio e video</a> (oltre trecento) nelle quali l&#8217;ex leader del PSI prende la parola direttamente. </p>
<blockquote><p>
Un itinerario nel nostro archivio per conoscere direttamente, senza intermediari, la vicenda e le idee di una delle figure più discusse del &#8217;900 italiano. Dalla sua ascesa, alla sua attività come Capo del Governo, ai suoi rapporti con il Pci e le altri correnti socialiste e i Radicali, passando per la stagione di Mani pulite, al duro scontro sul cambio di nome e simbolo del PSI, alla fuga in Tunisia e le sue accuse al sistema politico negli ultimissimi giorni prima della morte. È qui che i microfoni di Radio Radicale lo raggiungono per due interviste uniche e di straordinaria importanza per il dibattito odierno sulla figura del leader socialista. Tutti i file resteranno disponibili gratuitamente, nell&#8217;ambito del servizio pubblico che Radio Radicale svolge anche su internet.
</p></blockquote>
<p>Gratuitamente e con licenza <a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/it/">Creative Commons BY</a>, i file messi a disposizione degli utenti. Rispetto ad apologie, tentativi di mistificazioni, intitolazioni di vie e letture più o meno corrette della storia del craxismo, poter pescare direttamente da quegli anni è un utile esercizio da coniugare insieme al senno del poi. E dire che, no, grazie: studiare la storia dell&#8217;esponente politico è un conto (doveroso, peraltro), celebrarlo come un eroe della patria un altro e se ne può fare a meno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>National Geographic: infografica su spese sanitarie e aspettative di vita</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 18:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tradotto in termini di infografica il rapporto tra spese sanitarie e aspettative di vita. Lo pubblica il National Geographic. (Via BoingBoing)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blogs.ngm.com/.a/6a00e0098226918833012876674340970c-800wi"><img alt="The Cost of Care" title="The Cost of Care" src="http://antonella.beccaria.org/images/lifexp.jpg"></a></p>
<p>Tradotto in termini di <a href="http://blogs.ngm.com/.a/6a00e0098226918833012876674340970c-800wi">infografica</a> il rapporto tra spese sanitarie e aspettative di vita. Lo pubblica il <a href="http://blogs.ngm.com/blog_central/2009/12/the-cost-of-care.html">National Geographic</a>.</p>
<p><em>(Via <a href="http://www.boingboing.net/2010/01/04/infographic-comparin.html">BoingBoing</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le parole di Giulio Mozzi sui corpi morti e sui corpi vivi</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 18:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il libro si intitola Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi, è firmato da Giulio Mozzi ed è stato pubblicato poco tempo fa da Transeuropa Edizioni. Qui (via Vibrisse) Giulio ne parla e per leggerne un po&#8217; si veda invece qui.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="420" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ukAIDUc8hoE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ukAIDUc8hoE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="340"></embed></object></p>
<p>Il libro si intitola <a href="http://www.transeuropaedizioni.it/?Page=libro.php&#038;id_libro=73">Corpo morto e corpo vivo. Eluana Englaro e Silvio Berlusconi</a>, è firmato da <a href="http://www.giuliomozzi.com/">Giulio Mozzi</a> ed è stato pubblicato poco tempo fa da <a href="http://www.transeuropaedizioni.it/">Transeuropa Edizioni</a>. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ukAIDUc8hoE">Qui</a> (via <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2010/01/04/corpo-morto-e-corpo-vivo-3/">Vibrisse</a>) Giulio ne parla e per leggerne un po&#8217; si veda invece <a href="http://it.wordpress.com/tag/corpo-morto-e-corpo-vivo/">qui</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Associazione vittime uranio: un&#8217;interpellanza al ministro della difesa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 22:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chissà se il ministro della difesa risponderà a questa interpellanza pubblicata sul blog dell&#8217;Associazione Vittime Uranio firmata da Turco, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Zamparutti: Premesso che: l&#8217;Associazione vittime uranio ha pubblicato sul suo sito http://www.vittimeuranio.com/ un elenco riportante 76 nomi di militari italiani morti per presunta contaminazione da uranio impoverito, citando solo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà se il ministro della difesa risponderà a questa <a href="http://inchiestauranio.blogspot.com/2009/12/interrogazione-al-ministro-la-russa.html">interpellanza</a> pubblicata sul blog dell&#8217;<a href="http://inchiestauranio.blogspot.com/">Associazione Vittime Uranio</a> firmata da Turco, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Zamparutti:</p>
<blockquote><p>
Premesso che:</p>
<p>l&#8217;Associazione vittime uranio ha pubblicato sul suo sito http://www.vittimeuranio.com/ un elenco riportante 76 nomi di militari italiani morti per presunta contaminazione da uranio impoverito, citando solo i casi resi pubblici dai familiari attraverso le associazioni;</p>
<p>esistono documenti dai quali risultano 174 casi di militari morti e oltre 2.500 casi di militari affetti dalle citate patologie;</p>
<p>tali dati non comprenderebbero il personale non più in servizio al momento della morte e della malattia perché congedato o in pensione nonché mancherebbero i reduci della guerra del Golfo, della missione in Somalia, della missione in Bosnia e tutto il personale impiegato nei poligoni, su tutti quelli della Sardegna (Capo Frasca, Capo Teulada, Salto di Quirra);</p>
<p>il giorno 11 novembre 2009 è stata presentata la proposta di legge n. 2912 con la quale gli interroganti intendono promuovere l&#8217;istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato alle dipendenze dei Ministeri della difesa e dell&#8217;interno, che ha svolto il proprio servizio presso gli enti e i reparti delle Forze armate e delle Forze di polizia a decorrere dal 1980, con particolare attenzione agli effetti dell&#8217;utilizzo di proiettili all&#8217;uranio impoverito e della dispersione nell&#8217;ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico, ovvero da agenti contaminanti di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché agli effetti e alle conseguenze derivanti dalle pratiche vaccinali e di profilassi a carico del personale civile e militare delle amministrazioni pubbliche e quelli derivanti dall&#8217;impiego dei sistemi d&#8217;arma e dei materiali in dotazione alle Forze armate e alle Forze di polizia;</p>
<p>questi dati sono preoccupanti già solo nella loro incompletezza e parzialità -:</p>
<p>quanti siano i militari italiani morti e malati per le patologie connesse all&#8217;uranio impoverito, reduci da tutte le missioni internazionali che si sono svolte dal 1980 ad oggi, e quanti morti o malati per le stesse patologie abbiano invece prestato la loro opera nei poligoni presenti sul territorio nazionale;</p>
<p>se il ministro interrogato in attesa che la proposta di legge in premessa compia il suo iter parlamentare, intenda effettuare una verifica sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato alle dipendenze dei Ministeri della difesa e dell&#8217;interno, che ha svolto il proprio servizio presso gli enti e i reparti delle Forze armate e delle Forze di polizia a decorrere dal 1980, con particolare attenzione agli effetti dell&#8217;utilizzo di proiettili all&#8217;uranio impoverito e della dispersione nell&#8217;ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico, ovvero da agenti contaminanti di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonché agli effetti e alle conseguenze derivanti dalle pratiche vaccinali e di profilassi a carico del personale civile e militare delle amministrazioni pubbliche e a quelli derivanti dall&#8217;impiego dei sistemi d&#8217;arma e dei materiali in dotazione alle Forze armate e alle Forze di polizia.(4-05560)
</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Cose di questo mondo, ritratto di una realtà</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2009/12/18/cose-di-questo-mondo-un-ritratto-della-realta/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 17:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Forse è meno peggio rinunciare a qualche libertà ed essere più sicuri». Parola della giunta di Trenzano a conclusione del consiglio comunale in cui esplicita la propria «contrarietà alla costruzione di moschee e/o centri culturali islamici». Il video qui sopra è tratto dalla puntata di Annozero andata in onda ieri, 17 dicembre, e ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="420" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HFuR_nmKYj8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HFuR_nmKYj8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="420" height="340"></embed></object></p>
<p>«Forse è meno peggio rinunciare a qualche libertà ed essere più sicuri». Parola della giunta di <a href="http://www.comune.trenzano.bs.it/">Trenzano</a> a conclusione del <a href="http://www.comune.trenzano.bs.it/news.php?id=533&#038;tipo=11">consiglio comunale</a> in cui esplicita la propria «contrarietà alla costruzione di moschee e/o centri culturali islamici». Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=HFuR_nmKYj8">video</a> qui sopra è tratto dalla <a href="http://www.annozero.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-0f617db8-a4ba-48cb-a4d7-368d5f4384be.html">puntata</a> di Annozero andata in onda ieri, 17 dicembre, e ci sono metodologie precise per rendere un&#8217;immagine rappresentativa di una realtà. Ecco, guardando quelle sequenze e sentendo le relative affermazioni (a parte l&#8217;intervista a Zara), spero che il ritratto che ne scaturisce sia rappresentativo solo di una piccola parte della realtà. Spero. Un consiglio comunale, però, di solito viene eletto dalla cittadinanza, non calato dall&#8217;alto. Compreso il tizio che sfodera un apparente aquilotto nazista (ma non mi intendo di marchi d&#8217;abbigliamento e forse sta a indicare qualcos&#8217;altro) sul giubbotto nero e poi rilascia dichiarazioni tutt&#8217;altro che concilianti a seduta conclusa.</p>
<p><em>(Via <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/12/giovani-e-vecchi-padani.html">Metilparaben</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Contro le leggi ad personam, la campagna &#8220;Arrestateci tutti&#8221;</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2008/06/16/contro-le-leggi-ad-personam-la-campagna-arrestateci-tutti/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 16:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio Di Pietro lancia attraverso il suo blog la campagna Arrestateci tutti di cui si può leggere ancora qui. Ecco il contenuto dell&#8217;iniziativa: Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha tempo per gli italiani, per le vere emergenze del Paese. Il suo tempo lo dedica esclusivamente ai problemi personali, alle pendenze giudiziarie (dal processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/2008/06/arrestateci_tutti.php"><img src="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/immagini2/deportati1.jpg" align="left" border="0" hspace="4" vspace="2" /></a>Antonio Di Pietro lancia attraverso il suo blog la campagna <a href="http://www.antoniodipietro.com/2008/06/arrestateci_tutti.html">Arrestateci tutti</a> di cui si può leggere ancora <a href="http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/2008/06/arrestateci_tutti.php">qui</a>. Ecco il contenuto dell&#8217;iniziativa:</p>
<blockquote><p>
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha tempo per gli italiani, per le vere emergenze del Paese. Il suo tempo lo dedica esclusivamente ai problemi personali, alle pendenze giudiziarie (dal processo Mills alla vicenda delle intercettazioni con Saccà), alla difesa ad oltranza delle concessioni pubbliche che gli consentono di trasmettere Rete4 e di incassare gli introiti pubblicitari attraverso Publitalia. Berlusconi non ha tempo per occuparsi degli italiani, è troppo occupato, anzi pre-occupato per le sue vicende private. Il suo è un governo ad personam, composto da persone fidate e nominate ministri per proteggere i suoi interessi.</p>
<p>La cosiddetta legge sulle intercettazioni, che tappa la bocca ai giornalisti e impedisce alla magistratura di indagare sulla maggior parte dei reati, non è voluta dagli italiani onesti, ma da politici disonesti. Questa legge impedirà la cronaca giudiziaria su atti pubblici. Non verremo più a sapere dei furbetti del quartierino, delle operazioni omicide compiute all’ospedale Santa Rita di Milano. Questa è una legge fascista. Esiste di fronte allo scempio della democrazia il diritto di disobbedienza civile da parte dei cittadini. Ed è esattamente quello che farò in questo blog e nel sito dell’Italia dei Valori, che pubblicheranno senza alcun timore delle conseguenze ogni atto pubblico di natura giudiziaria che sia di interesse dell’opinione pubblica.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;Italia dei Valori darà il proprio supporto legale a tutti i blogger che saranno perseguiti per aver pubblicato notizie giudiziarie pubbliche.</p>
<p>Berlusconi deve sapere che l&#8217;Italia non è ancora di sua proprietà e che la democrazia non si può negoziare.
</p></blockquote>
<p>Intanto si dia un&#8217;occhiata anche al post di Massimo Russo <a href="http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi/2008/06/16/manette-ai-blogger-64-arresti-in-cinque-anni/">Manette ai blogger: 64 arresti in cinque anni</a> dove il focus su amplia e si legge che:<br />
<span id="more-913"></span></p>
<blockquote><p>
Lo rivela il rapporto annuale del <a href="http://www.wiareport.org/">World information access</a> (Wia), un istituto di ricerca dell&#8217;università di Washington. Oltre la metà dei provvedimenti (36) si riferisce al solo 2007 [...]. Un incremento che testimonia l&#8217;importanza dello strumento per la libertà d&#8217;espressione, e la crescente attenzione delle autorità al web. Africa e Asia i continenti con le manette più facili, con in testa Cina, Egitto, Iran. E fin qui, purtroppo, tutto torna. Stupisce invece che, tra i paesi in cui gli arresti si sono verificati, ci siano anche Canada, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Grecia.
</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Internet, la televisione e i conflitti</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2007/12/07/internet-la-televisione-e-i-conflitti/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 22:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì sera non ho visto la puntata di Annozero (da poter riguardare comunque in rete dato che è stata pubblicata), ma il post La tv dei conflitti di Luca De Biase ne riassume i concetti cardine indicando nello specifico due passaggi interessanti: Non ho capito. Ad Annozero hanno parlato tutta la sera di tv. Hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì sera non ho visto la <a href="http://www.annozero.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067115,00.html#">puntata</a> di Annozero (da poter riguardare comunque in rete dato che è stata pubblicata), ma il post <a href="http://blog.debiase.com/2007/12/07.html#a1508">La tv dei conflitti</a> di <a href="http://blog.debiase.com/">Luca De Biase</a> ne riassume i concetti cardine indicando nello specifico due passaggi interessanti:</p>
<blockquote><p> Non ho capito. Ad Annozero hanno parlato tutta la sera di tv. Hanno anche tirato fuori un sacco di temi (conflitto di interessi, qualità dei programmi, rai, outsourcing dei programmi, giovani che lasciano la tv per internet&#8230;) e qualche notizia (lucia annunziata per esempio ha fatto vedere i fax delle nomine del mega-spoils-system dell&#8217;ultimo periodo del precedente governo. In più molta satira. Hanno letto i sunti-dei-sunti delle intercettazioni recentemente pubblicate da Repubblica. Ma hanno mescolato tutto in un pastone senza molto senso. (cfr. <a href="http://www.silenzi.com/2007/12/06/come-bello-far-lamore-da-trieste-in-tv/">Silenzi</a>).</p>
<p>[...]</p>
<p>Ma il piano era quasi perfetto. Hanno parlato anche di internet come un medium dove i giovani cercano e trovano cose molto più interessanti di quelle che offre la tv. Hanno ammesso che se continua così la tv resta il medium delle persone meno informate, meno colte, più sole, più povere&#8230; Hanno dichiarato insomma che la tv è in crisi strutturale. E hanno chiaramente dimostrato di non avere la più pallida idea di che cosa fare in merito.</p></blockquote>
<p>A leggere qualcosa in <a href="http://news.google.it/news?oe=UTF-8&amp;hl=it&amp;tab=wn&amp;ned=it&amp;q=conflitto+d%27interessi&amp;ie=UTF-8&amp;scoring=n">giro</a>, al pari delle idee, mancano forse anche le intenzioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;No Dal Molin&#8221;: minacce alla portavoce</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jul 2007 20:31:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[storie nere]]></category>

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		<description><![CDATA[Via PeaceReporter, Proiettile in una busta per la portavoce del movimento anti-base di Vicenza: Un proiettile in una busta chiusa è stato inviato stamani alla portavoce del Comitato &#8216;No Dal Molin&#8217; di Vicenza, Cinzia Bottene. Non comparendo l&#8217;indirizzo della portavoce sull&#8217;elenco telefonico, il grave messaggio intimidatorio è stato recapitato all&#8217;indirizzo di un&#8217;altra persona, che porta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via PeaceReporter, <a href="http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=39480">Proiettile in una busta per la portavoce del movimento anti-base di Vicenza</a>:</p>
<blockquote><p>Un proiettile in una busta chiusa è stato inviato stamani alla portavoce del Comitato &#8216;No Dal Molin&#8217; di Vicenza, Cinzia Bottene. Non comparendo l&#8217;indirizzo della portavoce sull&#8217;elenco telefonico, il grave messaggio intimidatorio è stato recapitato all&#8217;indirizzo di un&#8217;altra persona, che porta il suo stesso cognome e che ha con lei un legame di parentela. La busta, sulla quale il nome della rappresentante del movimento anti-base era scritto a macchina, conteneva un proiettile calibro 765 e un foglio bianco. Essendo stato affrancato, ma non timbrato, si ritiene che il plico sia partito proprio da Vicenza. L&#8217;oggetto è stato consegnato agli agenti della Digos della città veneta.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Oltre il terrore: lo spauracchio della propaganda e le vere minacce</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2007 15:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualita']]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Una prima versione era uscita nel giugno 2006 sotto forma di saggio, Global Responses to Global Threats: Sustainable Security for the 21st Century. In questi giorni ne è stata pubblicata un&#8217;edizione riveduta ed ampliata. È uno studio dell&#8217;Oxford Research Group che si intitola Beyond Terror &#8211; The Truth About The Real Threats To Our World [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/1846040701?ie=UTF8&#038;tag=antobeccsblog-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=1634&#038;creative=6738&#038;creativeASIN=1846040701"><img width="115" vspace="2" hspace="6" height="188" align="left" alt="Beyond Terror - The Truth About The Real Threats To Our World" title="Beyond Terror - The Truth About The Real Threats To Our World" src="http://antonella.beccaria.org/images/beyondterror.jpg" /></a>Una prima versione era uscita nel giugno 2006 sotto forma di saggio, <a href="http://www.oxfordresearchgroup.org.uk/publications/briefing_papers/globalthreats.php">Global Responses to Global Threats: Sustainable Security for the 21st Century</a>. In questi giorni ne è stata pubblicata un&#8217;edizione riveduta ed ampliata. È uno studio dell&#8217;<a href="http://www.oxfordresearchgroup.org.uk/">Oxford Research Group</a> che si intitola <a href="http://www.oxfordresearchgroup.org.uk/publications/books/beyondterror.php">Beyond Terror &#8211; The Truth About The Real Threats To Our World</a> (<a href="http://www.randomhouse.co.uk/minisites/beyondterror/index.htm">qui</a> la scheda del volume edito da <a href="http://www.randomhouse.co.uk/">Random House</a>):</p>
<blockquote><p>Is international terrorism really the single greatest threat to world security?</p>
<p>Since the 9/11 attacks, many Western governments assume terrorism to be the greatest threat we face. In response, their dangerous policies attempt to maintain control and keep the status quo by using overwhelming military force. This important book shows why this approach has been such a failure, and how it distracts us from other, much greater, threats:</p>
<ul>
<li>Climate Change Climate change</li>
<li>Competition over resources Competition over resources</li>
<li>Marginalisation of the majority world Marginalisation of the majority world</li>
<li>Global militarisation Global militarisation</li>
</ul>
<p>Unless urgent, coordinated action is taken in the next 5-10 years on all these issues it will be almost impossible to avoid the earth becoming a highly unstable place by the middle years of this century. Beyond Terror offers an alternative path for politicians, journalists and concerned citizens alike.</p></blockquote>
<p>Incuriosita dalle novità contenute, l&#8217;ho <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/1846040701?ie=UTF8&#038;tag=antobeccsblog-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=1634&#038;creative=6738&#038;creativeASIN=1846040701">ordinato</a> anche perché gli autori hanno già scritto materiale interessante su temi internazionali. <a href="http://www.commondreams.org/news2006/0613-07.htm">Chris Abbott</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Sloboda">John Sloboda</a> hanno pubblicato su <a href="http://www.opendemocracy.net/">OpenDemocracy.org</a> il saggio <a href="http://www.opendemocracy.net/globalization-institutions_government/article_1857.jsp">The “Blair doctrine” and after: five years of humanitarian intervention</a> mentre il terzo autore, <a href="http://www.opendemocracy.net/author/Paul_Rogers.jsp">Paul Rogers</a>, si è a lungo occupato di Medioriente, Africa e Stati Uniti. Attendo di ricevere il libro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sedici anni fa l&#8217;eccidio del Pilastro</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jan 2007 06:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualita']]></category>
		<category><![CDATA[storie nere]]></category>

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		<description><![CDATA[Da FdC. 4 gennaio 1991. Intorno alle 22 c&#8217;è un&#8217;auto dei carabinieri che perlustra il quartiere bolognese del Pilastro. Nelle settimane precedenti, in quella zona qualcuno aveva lanciato delle molotov contro una scuola adibita a centro di accoglienza per cittadini stranieri e si era tentato di appiccare un incendio. I militari, forse, avevano ricevuto ordine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="2" hspace="6" align="left" title="La banda della Uno Bianca" alt="La banda della Uno Bianca" src="http://antonella.beccaria.org/images/unobianca.jpg" />Da <a href="http://www.stampalternativa.it/wordpress/?p=240">FdC</a>. 4 gennaio 1991. Intorno alle 22 c&#8217;è un&#8217;auto dei carabinieri che perlustra il quartiere bolognese del Pilastro. Nelle settimane precedenti, in quella zona qualcuno aveva lanciato delle molotov contro una scuola adibita a centro di accoglienza per cittadini stranieri e si era tentato di appiccare un incendio. I militari, forse, avevano ricevuto ordine di tenere d&#8217;occhio le vie della periferia e per Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta, tutti di vent&#8217;anni o poco più, avrebbe dovuto essere un servizio di routine.</p>
<p>Quella sera procedono a velocità ridotta, sono tranquilli e non sembrano notare viene di strano. Nemmeno un&#8217;automobile che li sta sorpassando e che, invece di completare la manovra, li affianca. Dal lato del passeggero si sporge un uomo armato che spara e colpisce Stefanini, al volante. Il militare accelera, tenta la fuga, ma finisce per andare addosso ad alcuni cassonetti a lato della strada. Chi sta braccando i carabinieri non li molla, si arresta dietro di loro e dal veicolo scendono alcuni uomini che continuano a sparare ininterrottamente. Mitilini e Moneta, che sono riusciti a uscire dall&#8217;auto di servizio, tentano di rispondere al fuoco, ma non reggono, e tutti e tre muoiono sotto i colpi del commando. Il quale, prima di dileguarsi, controlla che i carabinieri siano effettivamente spirati e si porta via l&#8217;ordine di servizio sul quale era stato annotato ciò che i militari avevano fatto quella sera, chi avevano identificato.<span id="more-349"></span></p>
<p>Questo episodio è noto come la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_della_Uno_bianca#La_strage_del_Pilastro">strage del Pilastro</a> compiuta dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Banda_della_Uno_bianca">banda della Uno Bianca</a>. Le prime indagini puntarono sulla criminalità locale, diretta emanazione &#8211; si disse &#8211; delle organizzazioni mafiose già <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mafia">esistenti</a>. Alla fine del 1994, dopo l&#8217;arresto del fratelli Savi e dei loro complici, invece, si seppe chi erano gli autori dell&#8217;eccidio per il quale, lo scorso anno, <a href="http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/cronaca/unobianca/unobianca/unobianca.html">Alberto Savi</a> chiese perdono (le famiglie respinsero la richiesta). E i fatti del Pilastro sono in quegli anni il secondo episodio di aggressione a militari addebitabile alla Uno Bianca: accade infatti che il 20 aprile 1988 Cataldo Stasi e Umberto Erriu, di pattuglia a Castel Maggiore, vengano assassinati nel parcheggio della Coop. Anche in questo caso, le indagini presero in prima battuta una pista scorretta: questa volta a indirizzare l&#8217;inchiesta fu il depistaggio di un altro militare, <a href="http://antonella.beccaria.org/?p=216">Domenico Macauda</a>, successivamente condannato a otto anni.</p>
<p>Oggi la cerimonia in memoria. Per dettagli: <a href="http://www.adnkronos.com/3Level.php?cat=EmiliaRomagna&#038;loid=1.0.647051418">Uno bianca, domani Cofferati a Bologna alla commemorazione dell&#8217;eccidio del Pilastro</a>.</p>
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		<title>Patrick O&#8217;Brien: un documentario sulla vita con la SLA</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2006 10:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualita']]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni in cui non si placa il dibattito legato alla vicenda di Piergiorgio Welby e alla sua richiesta (rifiutata) di interrompere le cure che lo mantengono in vita per morire con dignità, dagli Stati Uniti &#8211; via BoingBoing &#8211; giunge la storia di Patrick O&#8217;Brien, filmaker trentaduenne a cui nel 2004 è stata diagnosticata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="221" vspace="2" hspace="6" height="162" border="0" align="left" alt="Patrick O'Brie and ASL" title="Patrick O'Brie and ASL" src="http://antonella.beccaria.org/images/sla.png" />Nei giorni in cui non si placa il dibattito legato alla vicenda di <a href="http://www.lucacoscioni.it/node/7702">Piergiorgio Welby</a> e alla sua richiesta (<a href="http://www.lucacoscioni.it/node/7782">rifiutata</a>) di interrompere le cure che lo mantengono in vita per morire con dignità, dagli Stati Uniti &#8211; via <a href="http://www.boingboing.net/2006/12/17/beer_in_a_feeding_tu.html">BoingBoing</a> &#8211; giunge la storia di <a href="http://www.patrickobrienfoundation.org/">Patrick O&#8217;Brien</a>, filmaker trentaduenne a cui nel 2004 è stata diagnosticata la <a href="http://www.patrickobrienfoundation.org/what-is-als/">sclerosi laterale amiotrofica</a> (SLA) riducendo la sua aspettativa di vita a non più di cinque anni. Oltre ad aver creato una <a href="http://www.patrickobrienfoundation.org/the-foundation/">fondazione</a> per la ricerca e il sostegno alle persone affette da questa e da altre patologie neurologiche degenerative, ora esce un <a href="http://www.patrickobrienfoundation.org/the-film/">documentario</a> che ricostruisce l&#8217;esistenza del giovane dal giorno della diagnosi e testimonia la progressione della malattia. Sia il film che altri contributi visivi possono essere <a href="http://www.patrickobrienfoundation.org/shop/">acquistati</a> e il ricavato andrà alle attività della fondazione. A <a href="http://servizi.radicalparty.org/coscionicontributi/join_form.php">questo indirizzo</a>, invece, si può sostenere l&#8217;associazione <a href="http://www.lucacoscioni.it/">Luca Coscioni</a>.</p>
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