Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
29 Jul
C’è chi usa i terroristi baschi per recuperare i crediti non saldati del traffico di droga. E chi invece trasporta cocaina passando sotto la superficie dei mari. Come accaduto con la scoperta in Honduras: oltre 2 tonnellate e mezzo sequestrate due settimane fa circa mentre viaggiavano sotto il pelo dell’acqua dalla Colombia agli Stati Uniti.
(Via BoingBoing)
28 Jul
Micromega Online pubblica un’intervista di Rossella Guadagnini a Giuliano Turone dal titolo esplicito: Perché non riusciamo a chiudere i conti con gli anni di piombo. Il punto di partenza è il libro Il caso Battisti. Un terrorista omicida o un perseguitato politico? (Garzanti Libri, 2011) scritto dal magistrato che, insieme a Gherardo Colombo, scoprì il 17 marzo 1981 gli elenchi della P2. Ecco l’incipit dell’intervista:
“Non è che gli italiani non ne vogliano sapere di mettersi alle spalle gli anni di piombo. Ma il fatto è che la maggior parte di loro desidera che la cosa possa avvenire senza umiliare e ferire la sensibilità della vittime. La gestione del ‘caso Battisti’, da parte dei suoi simpatizzanti e da parte dello stesso interessato, si muove invece nella direzione contraria, per esempio quando parla – anche con una certa sguaiataggine – di ‘desiderio di vendetta’ per designare quella che invece è soltanto un’aspettativa di rispetto e giustizia da parte delle vittime di reato [...]. È chiaro che non è così che si possono creare le premesse per ‘voltare pagina’ – prosegue Turone – E giustamente Antonio Tabucchi trova ‘offensivo che altri, che non hanno vissuto quello che hanno vissuto gli italiani, chiedano così superficialmente che l’Italia metta una pietra sopra la nostra storia tragica ancora non chiara’. Ma c’è una strada intelligente, civile e dignitosa per arrivare a chiudere i conti con il terrorismo, nel pieno rispetto della sensibilità delle vittime e nell’interesse di tutti”.
Continua qui.
27 Jul
Chissà in quanti se la ricordano la storia dell’Isola delle Rose, vicenda che si assesta ai confini della realtà – come recita il sottotitolo della rassegna documentaristica che la ospita – quanto basta da essere stata inserita in “Estate doc”, ciclo di documentari calato in quel di Carpi, provincia di Modena. A riproporla domani, 28 luglio (presso il “Coccobello – Spazio Giovani Mac’è!” a partire dalle 21.30), è il lavoro di due registi – Stefano Bisulli e Roberto Naccari – che nel 2009 firmano “Insulo de la Rozoj. La libertà fa paura”. E la storia che raccontano potrebbe sembrare fantapolitica, per quanto sia tutto vero: nel 1968, in un’Italia che il 1 marzo era balzata a pie’ pari nella contestazione con gli scontri romani di Valle Giulia, c’è chi saluta la nazione e decide di farsene una propria.
Accade al largo delle coste di Rimini, a 11 chilometri e 500 metri dalla battigia per la precisione, abbastanza lontano da non avere fastidi da parte di qualche Stato sovrano di più lunga tradizione, in primis l’Italia. Sulla quale peserebbe, fa intendere il protagonista di questa storia, la “poco lusinghiera” non belligeranza a fianco del fronte antinazista. Perché l’ingegnere Giorgio Rosa, il suddetto protagonista, classe 1925 e un arruolamento nella Repubblica Sociale Italiana dopo l’armistizio di Cassibile e la nascita della Repubblica di Salò il 23 settembre 1943, culla il sogno di abbandonare il tricolore.
(more…)
26 Jul

A Reggio Emilia, il 28 luglio prossimo, per ricordare un evento che accadde quello stesso giorno nel 1943. È l’anniversario dell’eccidio delle Officine Meccaniche Reggiane.
25 Jul
Con il post Giornalismo digitale: innovazioni e paradossi di una “rivoluzione” ancora in cerca di un modello economico il blog di Lsdi avvia la pubblicazione a puntate della traduzione del testo The Story So Far: What We Know About the Business of Digital Journalism, edito da CJR e realizzato da alcuni docenti e ricercatori della Columbia Journalism School:
Il lavoro fa il punto sullo “stato delle cose” dopo 15 anni di “rivoluzione digitale” cercando di analizzare organicamente i problemi posti dall’innovazione digitale, soprattutto sul piano economico-industriale, ma affronta anche gli aspetti che coinvolgono più direttamente la pratica e la professione giornalistica, come quelli della distribuzione e della “confezione” dei contenuti e quindi, più in generale, del valore del prodotto.
Continua qui.
24 Jul
E Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, disse: Il Vaticano e Casini diano uno scossone al bipolarismo.
Il Vaticano e il centro cattolico di Pier Ferdinando Casini aiutino la politica italiana a rompere lo schema del bipolarismo. Le parole, a sorpresa, sono di Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, intervenuto alla festa di Liberazione di Sala Baganza, provincia di Parma. E che lancia una proposta: i circoli della Federazione della Sinistra “adottino” un supermercato vicino a casa e, attraverso il sostegno ai lavoratori, organizzino uno sciopero del consumo per cambiare contratti come quello nazionale del commercio.
“Il bipolarismo? Sembra tifo calcistico”
La location da cui parla il primo segretario del Prc a non giungere dal Partito comunista (Ferrero ha iniziato in Democrazia Proletaria ed è arrivato al ministero delle politiche sociali nel secondo governo Prodi, anni 2006-2008) è quella di una provincia che, nelle strade del suo capoluogo, ha già detto che “tutto questo non lo accetterò più”. La celebre frase di “Quinto potere” ben si adatta all’esasperazione dei cittadini di Parma, che da settimane protestano contro l’amministrazione di centro destra di Pietro Vignali, invischiata in storie di tangenti sul verde pubblico, ma anche nei megabuchi delle partecipate.
22 Jul
Fino al 7 ottobre. Tanto dovranno ancora attendere i 17 ex dipendenti campani di Unicoop Tirreno che, “ceduti” a una società locale nel 2009 insieme ai punti vendita in cui lavoravano, non hanno mai ripreso servizio e che, dopo essere stati licenziati, dell’ultima mensilità e della liquidazione non hanno visto traccia.
Della loro vicenda si sta adesso occupando il tribunale di Napoli in una causa che, partita nell’autunno 2010, non si sta rivelando rapida a giungere a conclusione. Eppure ci sarebbe già una sentenza, anzi due, pronunciate dal tribunale del lavoro di Avellino, che impongono al colosso toscano della grande distribuzione il reintegro di due ex lavoratrici, Lucia Di Maio e Margherita Molinari, fino a due anni fa in forza alla Coop di Solofra.
Ma da Piombino, la cittadina in provincia di Livorno dove ha sede Unicoop Tirreno, si era fatto sapere che a ciascuna delle due donne che “la scrivente cooperativa [non] ha la possibilità di adibirla presso altre unità produttive alle medesime mansioni da quelle [...] svolte in precedenza. Non sussiste quindi alcuna
opportunità di [...] utile impiego”.
Questa è una storia di disoccupazione nel Mezzogiorno d’Italia. Una storia che ha coinvolto una sessantina di persone, parte delle quali uscita di scena in oltre due anni. E che al momento vede ancora con un destino incerto, segnato dalla percezione di un impossibile impiego futuro, per 17 lavoratori. “Noi rivogliamo solo il nostro posto di lavoro”, dice Carlo Vuolo, delegato a rappresentare gli ormai disoccupati di Nocera Inferiore e i colleghi di altri negozi.
(more…)
21 Jul
Go to public school pubblica una galleria fotografica di ventriloqui d’epoca e stile vaudeville. Nel post sia i ventriloqui che le immagini che li ritraggono vengono definiti “creepy”, che fanno paura, che inquietano. E in effetti è una definizione azzeccata.
(Via Neatorama)
20 Jul
Esattamente dieci anni si consumarono i fatti di Genova 2001. Peacereporter ed E – Il mensile di Emergency pubblicano diversi interventi che costituiscono un dossier per ricordare quei fatti. Ecco i link:
19 Jul
Fabrizio Colarieti, sul Fatto Quotidiano e sul suo blog, racconta che “Il Campanile” di Mastella [va] verso l’ultimo rintocco:
C’era una volta il Campanile. Fino al 2009, il fu quotidiano dell’Udeur di Mastella suonava puntuale come un orologio svizzero a colpi di contributi pubblici. Ma da marzo dell’anno scorso ha smesso di scampanare e ora l’ultimo rintocco (a morto) potrebbe essere davvero molto vicino. Una settimana fa, su mandato di un gruppo di ex dipendenti della cooperativa Il Campanile Nuovo, editrice dell’omonima testata, che sperano di recuperare stipendi arretrati e tfr, gli avvocati Giorgia Loreti e Raffaele Nardoianni hanno depositato al Tribunale civile di Roma l’istanza di fallimento (R.G. 1487/2011) della società. E adesso una sentenza potrebbe scrivere la parola fine su una vicenda iniziata nel 2000 con la fondazione del giornale del partito di Mastella, passata per la cessione, nove anni dopo, a una cordata che aveva il proprio riferimento nell’imprenditore Fabio Caso, e poi avviata verso l’inglorioso finale da gennaio 2010 con l’assunzione di nuove vesti sotto il nome de Il Clandestino.
Continua qui.
18 Jul
Per il decennale del G8 di Genova, la rivista Altreconomia pubblica un dossier su quanto avvenne tra il 19 e il 22 luglio 2001. Qui la pagina web con la presentazione mentre da qui si può scaricare il pdf completo (754 KB). Ecco di che si tratta:
Quanto ci aveva visto lungo quel movimento. Ma da quella piazza fu cacciato, brutalmente. Il futuro – quello dei rischi del sistema economico, quello delle speranze di chi costruisce l’alternativa – gli fu scagliato addosso con la violenza di una sequenza di manganellate cieche e sorde. A settembre di quell’anno pubblicammo un numero speciale monografico, intitolato, appunto, “Spiazzati”. Perché quella violenza? Perché quella sospensione dei diritti? Perché la morte di un ragazzo innocente, Carlo Giuliani? ci chiedemmo.
Oggi tutti i temi dell’agenda di Genova nel 2001 sono divenuti di bruciante attualità. Oggi – ne sono testimoni i referendum del 12 e 13 giugno -, forse Genova ha avuto la sua rivincita. Ma la ferita rimane, e brucia ancora: nessun pentimento, nessuno che abbia chiesto scusa, nessuna presa di distanza da parte della politica. Ecco Perché, dopo tanti anni, torniamo a Genova.
I testi contenuti nel dossier sono firmati Lorenzo Guadagnucci, Vittorio Agnoletto, Livio Pepino ed Enrico Zucca.
15 Jul
Su Notte criminale è uscita la terza è ultima parte del dossier Belgio, gli assassini folli del Brabante: 28 morti senza un perché. La prima parte è qui e la seconda invece qui.
14 Jul
Walter G. Pozzi, già citato da queste parti, firma cinque articoli che compongono un romanzo mai scritto sugli anni Novanta (Paginauno), ispirato alla richiesta di archiviazione di Sistemi criminali, procedimento penale 2566/98 del tribunale di Palermo. Questo l’elenco dei pezzi:
Da qui si può scaricare il pdf completo dei cinque testi (740 KB).
13 Jul
Threat Level, blog di Wired, pubblica una parte dei log delle conversazioni via chat (qui la versione completa) tra il militare Bradley Manning, fonte di Wikileaks per quanto riguarda l’attacco Usa “ribattezzato” Collateral Murder, e Adrian Lamo, che riferì alle autorità il contenuto delle confidenze fattegli da Manning. Si legge nell’introduzione al post:
È evidente che Manning è una figura d’importanza storica. Poiché le conversazioni fanno luce sulle pressioni personali esercitate su Manning [...], pubblicare i log risponde a un valido interesse di cronaca e a questo punto crediamo che metterli online produrrà un danno limitato alla sua privacy. Laddove indicato, abbiamo deciso di intervenire su certi dati e informazioni per proteggere l’identità di terzi menzionati nei log [...]. Per il resto, il testo completo dei log ricevuto da Adrian Lamo è pubblicato di seguito.
Che poi sarebbe qui. Con un’avvertenza:
La chat tra Manning e Lamo inizia il 21 maggio 2010. Così come ricevuti da Wired.com, i log contenevano il timestamp, ma non le date, e sono stati salvati da Lamo in quattro file ordinati progressivamente [...]. Abbiamo ordinato i file stessi in base al flusso della conversazione e delle informazioni di Lamo. Le interruzioni tra i file sono indicate da una linea orizzontale [e] parti precedentemente pubblicate da Wired.com sono sottolineate.
Ulteriori informazioni sulla vicenda di Manning anche sul sito Collateral Murder.
12 Jul
Falco Accame, già ammiraglio della marina militare e poi presidente della commissione difesa, da anni è impegnato nella battaglia sull’uranio impoverito e sulle sue conseguenze. Su Vittimeuranio.com – Il blog sul presunto killer interviene per scrivere che a Palermo muore un reduce dai Balcani. Oltre alla vicenda specifica, considera Accame:
C’è da aggiungere che la morte tra tante sofferenze per malattia contratta da uranio impoverito di un militare che ha preso parte per 10 anni a missioni di pace, passa del tutto ignorata a differenza di quanto accade per altri militari che magari sono morti per esplosione di un ordigno sempre nello svolgimento degli stessi compiti. È inaccettabile una tale differenza di trattamento tra militari ignorati e militari onorati. Purtroppo le ragioni sono facilmente intuibili.
Quella in argomento sembra una battaglia ancora lontana dal giungere a un qualche punto fermo. Dopo la deludente relazione parlamentare, rimangono testimonianze come questa o come quelle dell’Associazione vittime uranio.