Quando in Italia si era pronti a spararli grossi: una mappa delle basi di missili Jupiter

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Visualizza Basi missili nucleari Jupiter in una mappa di dimensioni maggiori

L’argomento di cui si parla questo. Nel contesto specifico invece si legge:

Localit dove fra il 1960 e il 1963 vennero posizionati 45 missili a testata nucleare Jupiter. Ogni base aveva 3 missili, uno di lancio e 2 di riserva. Dieci basi sono in Italia fra Puglia e Basilicata, e 5 in Turchia. La fiamma indica la posizione delle basi, il cerchio viola i centri di telecomunicazione troposcatter pi vicini alle basi, smantellati nel 1994 in tutta Europa e gli aerei le basi aeree: la base Nato di Gioia del Colle, tuttora in funzione, l’aeroporto Belbek in Crimea e la base dell’aeronautica sovietica. Le linee blu segnalano l’orientamento delle basi di lancio. L’obiettivo era Mosca per quasi tutte le basi.

(Via Giovanni Calia. E ormai diverso tempo fa se ne parlava anche su Peacelink)

18 thoughts on “Quando in Italia si era pronti a spararli grossi: una mappa delle basi di missili Jupiter

  1. X

    Speriamo proprio di no… Io comunque un pensierino su una storia innescata dal ritorno di Dick Hugo a Matera, proprio nel 1963, ce lo sto seriamente facendo. Vedremo cosa ne verrà fuori…

    Grazie per il tuo commento, Frank, e anche per la segnalazione di A blast from the past! A presto…

    This comment was originally posted on uno Strano Attrattore

  2. rugby594

    Conosco e studio questi avvenimenti da ormai 30 anni; ho visto di persona nei primi anni sessanta una di queste basi per la precisone quella di Mottola ed in tempi recenti ho visitato quel che resta di alcune di esse.
    Le molte ricerche eseguite tramite web, bibliografia ecc. mi hanno permesso di avere un quadro abbastanza chiaro delle basi, dei missili ivi allocati, sul loro funzionamento ecc. Pertanto posso informarvi che ad esempio nelle basi non vi erano tubi di lancio ma i tre missili erano posizionati fuori terra e visibilissimi dalle strade limitrofe alle basi che di notte erano illuminate a giorno.
    Mi piacerebbe sapere da quale fonte sono stati acquisiti i bersagli di ciascun missile. A presto altre informazioni in merito.

  3. giuseppe mangini

    ricordo bene quel periodo in quanto mio padre era un sottufficiale dell’aeronautica in servizio presso la 36 Aerobrigata I.S. (interdizione spaziale) e di cui conservo ancora lo stemma che mio padre indossava sulla “diagonale”. Rabbrividisco al solo pensiero che, oltre ad essere bersagli inconsapevoli (merito dei governi democristiani al potere in quei tempi credo Fanfani), eravamo esposti anche e sopratutto ai rischi connessi alla presenze di ingente materiale radioattivo con cui erano equipaggiati i missili JUPITER, i quali non erano protetti neanche da eventuali rischi atmosferici che ne avrebbero potuto causare una accidentale esplosione. Ricordo ancora quando in auto si costeggiavano le postazioni e, a seconda delle condizioni meteo, venivano posizionati orrinzontalmente o verticalmente facendo scorgere le ogive e dando l’impressione di un agguato o di una minaccia che sbucava dalle campagne.
    Merita ricordare anche il giorno in cui un ricognitore MIG credo di nazionalit Bulgara, effettu un atterraggio di fortuna tra gli ulivi prossimi ad una base, con recupero del pilota da parte di un contadino che aveva assistito all’evento e il successivo ricovero di questo presso l’ospedale di Acquaviva delle Fonti. Spero che venga realizzato un film o un documentario su questo periodo, come monito per le future generazioni.

  4. Federico

    Alcune precisazioni: i missili erano 30 e non 45 (3 per ogni base). Gli obiettivi erano 25 tra citt e centri industriali russi, ma non si mai riusciti a conoscerli dettagliatamente. La 36^ Aerobrigata Interdizione Strategica (con sede a Gioia del Colle) fu costituita il 1 maggio 1960 e fu chiusa il 1 luglio 1963. La storia del reparto, delle 10 basi e del missile Jupiter stata recentemente ricostruita nel libro di Antonio Mariani (un sottufficiale di stanza a Matera) “La 36^ Aerobrigata Interdizione Strategica Jupiter”, edito dall’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare. Saluti,
    Federico

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