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Xaaraan – Il blog di Antonella Beccaria

Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo
Gli ultimi giorni, Andrew Masterson


Archiviato per November, 2009

In cold BloodForse la famiglia Clutter non dice di per sé molto, se ci si limita al nome. Se invece si cita A sangue freddo di Truman Capote, allora il riferimento diventa più chiaro. Questo libro, uscito per la prima volta nel 1966 con il titolo originale di In Cold Blood, racconta la storia di quella famiglia e dei loro assassini, Richard Eugene Hickock e Perry Edward Smith, partendo in anticipo sul delitto e arrivando a vari anni dopo, in attesa dell’esecuzione della sentenza capitale. Fu con questo libro che il genere del true crime, già nato ma ancora non così diffuso, arrivò ad affermarsi nel mondo letterario.

(Ri)parlarne ora trova ragione in un prossimo anniversario di cui scrive Marek Fuchs su In Cold Blog: il delitto della famiglia Clutter avvenne cinquant’anni fa, il 15 novembre 1959 per la precisione. E si chiede l’autore del post: «libri [come A sangue freddo] hanno un qualche valore salvifico?» Non ne sembra convinto, Fuchs, che sottolinea un fatto: nei cinque decenni trascorsi dal massacro del Kansas e nonostante gli sforzi di Capote di penetrare nella mente dei due assassini, non c’è stata alcuna diminuzione nel tasso degli omicidi né si è mai avuta notizia di qualcuno che ha tralasciato i suoi propositi criminali per aver letto quel testo. Ma prosegue:

Pochi libri [...] sono stati [come questo] un progetto di ingegneria sociale che ci riporta, come sempre con i libri, sugli aspetti personali. In termini abbastanza appropriati, è lì che inizia e finisce A sangue freddo: ai Clutter. C’erano una mamma, un papà, i loro figli [...], tutti intrappolati in una fattoria bianca quella terribile notte [...]. Dopo tutti questi anni, forse, anche i loro amici non ne conservano che vaghi ricordi. Ma c’è un luogo in cui l’immagine dei Clutter non si è dissipata, dove le loro lotte e i loro dolori non si sono persi, dove il calore, la grazia e le ambizioni di quella famiglia sono più vivi che mai. È quel libro, un libro ispirato dalla brutalità che pose fine alla loro esistenza.

Dunque, secondo Marek Fuchs, il true crime non ha alcuna funzione di redenzione, non tiene lontani dal crimine e alla violenza, non strappa ragazzi sbandati a un futuro da galera (e come potrebbe farlo, del resto).

A sangue freddo [invece] riporta in vita i Clutter [...], anche se solo sulla pagina e solo per fugaci momenti, mentre lo si sta leggendo. Certo, non è perfetto, ma è l’unica vita che hanno.

Personalmente ne sono convinta e per questo le storie di crimini reali sono quelle che provo a raccontare.

Come mi batte forte il tuo cuorePer Einaudi, si diceva solo qualche giorno fa, è uscita da poco la nuova edizione del libro Piazza Fontana del giornalista Giorgio Boatti. Con l’inizio di questo mese è poi la volta di un nuovo testo sempre in tema di terrorismo. Lo ha scritto Benedetta Tobagi e si intitola Come mi batte forte il tuo cuore – Storia di mio padre, inserito all’interno della collana Frontiere. L’autrice è la figlia del giornalista Walter Tobagi, assassinato il 28 maggio 1980 da terroristi appartenenti alla Brigata XXVIII Marzo. Questa la presentazione del libro, di cui ha scritto oggi anche Roberto Saviano:

Era una delle firme più prestigiose del «Corriere della Sera». Aveva trentatré anni. La figlia Benedetta aveva tre anni. Era lì. Oggi Benedetta vuole capire. Con forza, con delicatezza, ricostruisce la figura pubblica e privata del padre in un racconto che intreccia spietate vibrazioni intime ad analisi storiche lucide e rigorose. Cercando di comprendere cos’erano gli anni Settanta.

Infine, per chi frequenta Facebook, segnalo il gruppo In memoria di tutte le vittime di terrorismo e stragi curato da Giorgio Bazzega, figlio di Sergio Bazzega.

(Via Booksblog)

Aggiornamento: una parte in anteprima sul Corriere della Sera.

Sguardi 2009-2010Per il secondo anno, la collaborazione con Riccardo Marchesini e Giostra Film (che già aveva portato all’edizione 2008 di Bo-noir) riparte il prossimo 6 dicembre per il nuovo ciclo di Storie nell’ombra – Viaggio negli enigmi bolognesi. Anche stavolta siamo ospiti della Sala Teatro “Biagi D’Antona” di Castelmaggiore (Bologna), all’interno della stagione teatrale Sguardi 2009/2010 (qui il pdf, 580 KB), sotto la direzione artistica di Francesca Mazza. Ecco intanto di seguito gli appuntamenti di quest’anno:

  • 6 dicembre 2009: “6 dicembre 1990, un aereo militare sulla Scuola Salvemini”
  • 24 gennaio 2010: “Il caso Nigrisoli: la clinica della paura”
  • 21 febbraio 2010: “Da Mamma Ebe a Vanna Marchi: gli imbrogli dell’occulto”
  • 28 marzo 2010: “Paura a Bologna: storia di cinque rapimenti”

Qui ciò che è accaduto nel corso della stagione precedente mentre, per avere maggiori informazioni su tutta la rassegna (e dunque anche su Storie nell’Ombra), questi sono riferimenti: Città di Castel Maggiore – Servizio Giovani e Promozione Culturale (tel. 051.63.86.812 – cultura[at]comune.castel-maggiore.bo.it), URP (tel. 051.63.86.781/782/784 – urp[at]comune.castel-maggiore.bo.it) e ufficio stampa e comunicazione (tel. 051.63.86.738 – info[at]comune.castel-maggiore.bo.it).

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