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	<title>Comments on: Giorgio Ambrosoli a trent&#8217;anni di distanza</title>
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	<description>Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino sono l&#039;incontrovertibile prova della presenza del male nel mondo.</description>
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		<title>By: matteo</title>
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		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 19:28:02 +0000</pubDate>
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		<description>Conosco anch&#039;io un po&#039; la storia di Juliano.
Mi sembra che fu accusato di aver seminato indizi falsi a carico di M. Fachini.
Un personaggio &quot;minore&quot; ma emblematico come tanri di cui è piena la storia di quegli anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Conosco anch&#8217;io un po&#8217; la storia di Juliano.<br />
Mi sembra che fu accusato di aver seminato indizi falsi a carico di M. Fachini.<br />
Un personaggio &#8220;minore&#8221; ma emblematico come tanri di cui è piena la storia di quegli anni.</p>
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		<title>By: Antonella</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2009/07/11/giorgio-ambrosoli-a-trentanni-di-distanza/comment-page-1/#comment-91424</link>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 10:04:47 +0000</pubDate>
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		<description>Matteo, sono totalmente d&#039;accordo con te. In questo periodo sto finendo di scrivere la storia di Pasquale Juliano che si trovò a combattere da solo la cellula ordinovista padovana e ne fu fatto a pezzi. La differenza - non marginale, me ne rendo conto - è che rispetto ad Ambrosoli non morì, ma ne ebbe la vita distrutta.

Juliano, quando nel 1996 venne chiamato da Guido Salvini a Milano per piazza Fontana, disse semplicemente a un giornalista dell&#039;Avvenire: «Non voglio certo quel monumento che mi promise Restivo, ma almeno qualcuno potrebbe ricordarsi di me e dirmi: &quot;Juliano, ci scusi, lei aveva ragione&quot;».

La sua &quot;colpa&quot; era stata quella di fare ciò che doveva fare un poliziotto, un&#039;indagine che portasse a sventare un pericolo. E quel pericolo - anche se nell&#039;estate del 1969 Juliano non lo sapeva ancora, intuiva solo qualcosa di &quot;imminente&quot; - erano le bombe del 12 dicembre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Matteo, sono totalmente d&#8217;accordo con te. In questo periodo sto finendo di scrivere la storia di Pasquale Juliano che si trovò a combattere da solo la cellula ordinovista padovana e ne fu fatto a pezzi. La differenza &#8211; non marginale, me ne rendo conto &#8211; è che rispetto ad Ambrosoli non morì, ma ne ebbe la vita distrutta.</p>
<p>Juliano, quando nel 1996 venne chiamato da Guido Salvini a Milano per piazza Fontana, disse semplicemente a un giornalista dell&#8217;Avvenire: «Non voglio certo quel monumento che mi promise Restivo, ma almeno qualcuno potrebbe ricordarsi di me e dirmi: &#8220;Juliano, ci scusi, lei aveva ragione&#8221;».</p>
<p>La sua &#8220;colpa&#8221; era stata quella di fare ciò che doveva fare un poliziotto, un&#8217;indagine che portasse a sventare un pericolo. E quel pericolo &#8211; anche se nell&#8217;estate del 1969 Juliano non lo sapeva ancora, intuiva solo qualcosa di &#8220;imminente&#8221; &#8211; erano le bombe del 12 dicembre.</p>
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		<title>By: matteo</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2009/07/11/giorgio-ambrosoli-a-trentanni-di-distanza/comment-page-1/#comment-91423</link>
		<dc:creator>matteo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 09:17:22 +0000</pubDate>
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		<description>Nel film c&#039;è una scena molto toccante in cui Ambrosoli dice al maresciallo Novembre: &quot;Sto lavorando per lo stato e mi sto accorgendo che lo stato ce l&#039;ho contro&quot;.
O qualcosa di simile.
Credo che sia quello che hanno pensato tutti coloro che si sono trovati a servire lo stato e di questo hanno semplicemente osservato le leggi.
Io sono sempre più convinto che il potere in Italia sia gestito in modo criminale (a prescindere dai governi), la vicenda dell&#039;avv. Ambrosoli è una delle ennesime conferme della mia convinzione.
Non esiste uno stato e un potere &quot;buono&quot; che combatte un controstato &quot;cattivo e corrotto&quot;: il potere è gestito in modo e con metodi criminali che vanno contro le leggi stesse dello stato e che lo stato dovrebbe far osservare anche con la forza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel film c&#8217;è una scena molto toccante in cui Ambrosoli dice al maresciallo Novembre: &#8220;Sto lavorando per lo stato e mi sto accorgendo che lo stato ce l&#8217;ho contro&#8221;.<br />
O qualcosa di simile.<br />
Credo che sia quello che hanno pensato tutti coloro che si sono trovati a servire lo stato e di questo hanno semplicemente osservato le leggi.<br />
Io sono sempre più convinto che il potere in Italia sia gestito in modo criminale (a prescindere dai governi), la vicenda dell&#8217;avv. Ambrosoli è una delle ennesime conferme della mia convinzione.<br />
Non esiste uno stato e un potere &#8220;buono&#8221; che combatte un controstato &#8220;cattivo e corrotto&#8221;: il potere è gestito in modo e con metodi criminali che vanno contro le leggi stesse dello stato e che lo stato dovrebbe far osservare anche con la forza.</p>
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		<title>By: Andrea Cabassi</title>
		<link>http://antonella.beccaria.org/2009/07/11/giorgio-ambrosoli-a-trentanni-di-distanza/comment-page-1/#comment-93619</link>
		<dc:creator>Andrea Cabassi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 13:12:00 +0000</pubDate>
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		<description>... e il libro del figlio Ã¨ proprio da leggere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; e il libro del figlio Ã¨ proprio da leggere</p>
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