Neuroscienze e giustizia: uno studio della Vanderbilt University

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NeuronCome funzionano i processi decisionali degli operatori della giustizia? Se nei ranghi politici tricolori non s’è saputo fare di meglio che ricorrere in più occasioni al disprezzo frammisto a superate teorie lombrosiane (ma in quel caso lo studio della mente umana non rientrava nel discorso), alla facoltà di psicologia della Vanderbilt University di Nashville se lo sono chiesti davvero e i meccanismi li hanno cercati nelle neuroscienze. Tanto che il 10 dicembre scorso è stato presentato uno saggio ad hoc, intitolato The Neural Correlates of Third-Party Punishment e ripreso dalla rivista Science News. I ricercatori statunitensi, avvalendosi di immagini biomediche ottenute attraverso la risonanza magnetica funzionale, hanno potuto evidenziare quali aree del cervello vengono attivate da parte di chi deve prendere decisioni giudiziarie partendo da posizioni di imparzialità. E si è dimostrato che, malgrado la freddezza delle aule di giustizia, le zone che presiedono alle emozioni entrano in gioco, in questi casi, insieme a quelle che gestiscono il pensiero razionale per valutare se un soggetto è colpevole o meno e per determinare la severità della pena. Ma la ricerca non si ferma qui, proseguirà in futuro per arrivare a ottenere nuove informazioni in materia. Infatti:

Identifying the brain regions involved in legal decision making is a first step in learning how such decisions are made. The new study doesn’t address the details of thought processes that go into making a complex legal decision, Jones says. “There’s a big distinction between brain scanning and mind reading,” he says. Further research will tease out how the different areas of the brain involved in legal decision making communicate with each other and whether judges and other legal professionals make decisions of guilt and punishment in the same way other people do.

Inchiesta su “terapie riabilitative”, omosessualità e pratiche religiose

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Nazione Indiana segnala il documentario Guarire si deve: chiesa ed omosessualità realizzato da Saverio Tommasi e Ornella De Zordo all’interno di un ciclo intitolato L’altrainchiesta – 10 brutte storie italiane. Questa videoinchiesta, però, come si potrà già capire dal titolo, appare per toni e contenuti particolarmente delicata: Tommasi, infatti, ricorrendo a un registro simile a quello delle Iene, si infiltra in un gruppo religioso guidato da un esorcista che – a proprio dire – sarebbe in grado di aiutare chi vuole “smettere” con le pratiche sodomitiche attraverso le cosiddette terapie riparative. E lo fa o per meglio dire tenta di farlo – lo si vede dalle immagini e lo si sente dai dialoghi – a suon di discriminazioni sessuali, esaltazione della maschilità, condanne per personaggi famosi come Pier Paolo Pasolini e rimaneggiamenti delle sacre scritture. Come si può immaginare, il video ha destato diversi problemi e infatti Youtube, che ospitava inizialmente il filmato, lo ha rimosso accampando una presunta violazione della privacy.

La vicenda, ripresa dall’Arcigay, è diventata quindi oggetto di un’interrogazione parlamentare di Anna Paola Concia (Partito democratico) che chiede ai ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dell’interno e delle pari opportunità:

quali iniziative intenda adottare il Governo perché vengano rispettati i codici deontologici anche da quei medici e da quegli psicologi che sottopongono i propri pazienti omosessuali a improbabili tentativi di guarigione; quali provvedimenti intenda adottare il Governo per porre fine alla diffusione di false notizie in ordine alla possibilità di guarire dalla omosessualità, che possono abusare della credulità popolare, inducendo i cittadini a credere che l’omosessualità [sia una malattia].

In attesa di conoscere la risposta dell’esecutivo, il video completo dell’inchiesta è disponibile sul sito di Arcoiris e di Saverio Tommasi mentre dal suo blog si possono seguire le novità in proposito.

Vania Lucia Gaito: i privilegi dello Stato nello Stato

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In periodo di grande magra, c’è chi sa tirare bene acqua al suo mulino. Lo spiega efficacemente il blog Viaggio nel silenzio della psicologa Vania Lucia Gaito nel dettagliato post Uno Stato nello Stato a proposito dei finanziamenti alle scuole cattoliche con il bipartigiano beneplacito di maggioranza e opposizione. Si legge infatti che:

Nel 2004, il Ministero della Pubblica Istruzione istituì il concorso di immissione in ruolo per circa 15.000 insegnanti di religione, che sono entrati a tutti gli effetti nell’organico scolastico. Creando immediatamente un problema, legato alla possibilità di passaggio da una cattedra all’altra: in pratica, un insegnante di religione laureato, ad esempio, in filosofia, una volta entrato in ruolo poteva anche “passare” all’insegnamento della filosofia, per esempio, scavalcando tutti gli altri colleghi che, per acquisire punti in graduatoria, avevano accettato incarichi di supplenza anche in condizioni di grave disagio (a grande distanza dalla loro residenza, per esempio, affrontando costi e spese che le retribuzioni ricevute spesso non riuscivano neppure a coprire). Attualmente, la nomina degli insegnanti di religione compete, per il 70%, all’Ufficio Scolastico Regionale (per i docenti che hanno superato il concorso), e per il 30% dalla Curia Diocesana (per i docenti che non hanno superato il concorso). L’autorità diocesana si riserva comunque di revocare l’idoneità dell’insegnante per alcuni gravi motivi, come incapacità didattica o pedagogica, o condotta morale non coerente con l’insegnamento. In questo caso, se si tratta di un insegnante di ruolo, questi passa all’insegnamento di altre materie scolastiche, se invece si tratta di un insegnante non di ruolo semplicemente torna ad ingrossare le file dei disoccupati.

Un altro po’ di informazioni si può trovare qui, sul blog fratello di Chiarelettere.

Articolo 31: l’acqua è un diritto (e la musica deve essere libera)

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Article 31 - Water is a right, not a privilegeAggiungere un articolo ai trenta già esistenti nella dichiarazione universale dei diritti umani (qui la voce su Wikipedia), approvata il 10 dicembre 1948. È la petizione intitolata per l’appunto Articolo 31 che esordisce dicendo:

Oggi, sessant’anni dopo, è risaputo che più di miliardo di persone in tutto il pianeta ha un accesso insufficiente all’acqua pulita e potabile. Di conseguenza sono in milioni a morire ogni anno ed è diventato un imperativo aggiungere a questa dichiarazione storica il Diritto all’Acqua.

Cambiando argomento, per gli appassionati di musica libera (in senso Creative Commons related), GNUFunk ha pubblicato il secondo podcast dedicato all’argomento in cui si parla tra l’altro di Cricket Studios, LionsTracs, Indamixx portable studio e di diversi musicisti sparsi per l’Europa. La prima puntata del podcast è qui.

Il caso Spampinato diventa un libro di Carlo Ruta

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Segreto di mafiaUn articolo di Giovanna Corradini viene ripreso su LSDI per segnalare l’uscita del libro di Carlo Ruta intitolato Segreto di mafia. Il delitto Spampinato e i coni d’ombra di Cosa Nostra (Edizione Rapporti, Siracusa, 2008). La vicenda viene sommariamente ricostruita nella biografia di Giovanni Spampinato presente su Wikipedia mentre il Corsera di recente ha pubblicato un testo più esteso. Nel merito del libro, invece, Corradini dice nella presentazione:

Sin dal febbraio 1972, quando venne ritrovato in una lontana contrada ragusana il cadavere di un noto palazzinaro, è stata una girandola di depistaggi, di mancati adempimenti, di silenzi irriducibili. Su tale uccisione Spampinato si trovò subito a investigare. E per tale suo impegno, nell’ottobre del medesimo anno venne ucciso. Gli esiti lungo i decenni sono stati emblematici. La morte del costruttore, rimasta insoluta sul piano giudiziario, viene evocata dalle cronache come un delitto misterioso, forse per rapina, forse per donne, forse per una controversia nel mondo dell’antiquariato. La morte del giornalista è stata raccontata nei tribunali come un delitto di provincia, compiuto dal figlio di un alto magistrato roso dal rancore. In realtà, come viene argomentato in questo rapporto di Carlo Ruta, i due delitti costituirono un affare complesso, che assunse un preciso rilievo nella vita siciliana, nel clima fosco e accidentato degli anni settanta.

Da sottolineare infine che l’autore del libro è lo stesso giornalista condannato nel maggio 2008 per stampa clandestina: la sua “colpa” era di avere un sito di informazione che si chiamava Accade in Sicilia non registrato come testata giornalistica. Oggi Carlo Ruta ha aperto Le Inchieste, sito di documentazione storica e sociale dove c’è una sezione dedicata al caso Spampinato.

AestOvest: storia, memoria e attualità di un’area di confine

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AestOvestAestOvest – Storia, memoria e attualità di un’area di confine è un progetto didattico (online e su DVD) ideato dal laboratorio culturale e informativo Osservatorio Balcani per presentare quanto avvenuto lungo una linea divisoria che nel tempo si è spostata. Tre i moduli su cui si struttura questo lavoro: storico, che va dal XIX secolo ai giorni nostri; geografico, che comprende anche i luoghi della memoria dell’alto Adriatico; demografico, che ricostruisce il mosaico umano e linguistico di una zona più che eterogenea, da questo punto di vista. Accanto al progetto didattico, poi, è stata creata un’omonima sezione del sito in quattro lingue (oltre che italiano, si trovano le traduzioni in inglese, sloveno e croato) che si presenta in questi termini:

Promuovere una memoria condivisa sui drammatici eventi avvenuti lungo il precedente confine italo-jugoslavo significa stabilire insieme ai nuovi e ai futuri stati membri dell’UE uno spazio culturale e politico comune, basato su una cittadinanza europea inclusiva preparata a un futuro transnazionale comune.

Un fotoreportage per sostenere l’assistenza medica in Honduras

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La Moskitia, Gracias a DiosVia ultimo:

“Le popolazioni indigene hanno pari diritto di godere del livello più alto possibile di salute mentale e fisica e quindi hanno il diritto all’accesso a tutti i servizi sociali e sanitari senza alcuna discriminazione sulla propria terra”. Così si legge nella Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni, eppure nella Moskitia honduregna nel Dipartimento di Gracias a Dios il tasso di mortalità neonatale è di 22 morti su 1000 nascite e il tasso di mortalità infantile è di 77 su 1000. Il libro La Moskitia, Gracias a Dios – una sonrisa para los Miskitos, di Nanni Fontana, che sarà presentato presso Caminadella Dolci, in via Caminadella 23 a Milano, sabato 20 dicembre dalle ore 17.30. I proventi della vendita del libro serviranno ad acquistare una clinica mobile, un’imbarcazione con personale medico attrezzata per fornire assistenza sanitaria di base agli indios Miskitos in Honduras.

Da qui può essere scaricato un estratto del volume fotografico realizzato in collaborazione con Imagine Onlus.

Trentanove anni fa era il giorno dell’innocenza perduta

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Aldo Borghesi del circolo Giustizia e Libertà di Sassari ricorda così il giorno dell’innocenza perduta: sono trascorsi esattamente 39 anni, era il 12 dicembre 1969.

Sono passati 39 anni da quel 12 dicembre 1969 in Piazza Fontana. Sono passati 39 anni da quella tremenda strage all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura,che provocò 17 morti e 84 feriti, di cui furono responsabili le organizzazioni della destra eversiva, come è dimostrato storicamente e processualmente. Sono passati 39 anni da quel tentativo di cancellare libertà e democrazia faticosamente raggiunte, di trascinare il nostro Paese in una stagione di trame eversive e di svolte pericolosamente autoritarie: un criminale progetto bloccato grazie alla continua mobilitazione di tutte le forze democratiche, al continuo impegno dei familiari delle vittime, alla continua solidarietà dei cittadini milanesi.

Sono passati 39 anni, ma la città di Milano non ha dimenticato e non dimentica, non solo perché intende testimoniare l’adesione ai valori di libertà e democrazia, ma anche perché vuole consentire alle nuove generazioni di conoscere il significato di quella strage avvenuta a Milano, ma che ha tragicamente segnato l’Italia intera. Per questo ribadiamo la necessità e l’esigenza di avere al più presto a Milano, (peraltro già attive in altre città italiane) una Casa della Memoria come luogo in cui custodire e tenere viva la storia.

Sono passati 39 anni e giustizia non è stata fatta, nonostante il riconoscimento, da parte dei giudici, delle responsabilità delle organizzazioni della destra eversiva nella strage. Sono passati 39 anni e ancora una volta rivolgiamo un appello […] per riaffermare quei valori che sono il fondamento della nostra convivenza civile, della democrazia e della Costituzione.

Nonostante la vostra cortese ospitalità: 30 anni di legge Basaglia

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Nonostante la vostra cortese ospitalita'Nonostante la vostra cortese ospitalità è una mostra fotografica che verrà inaugurata a Bologna il prossimo 15 dicembre e che sarà visitabile fino al 20 gennaio (Ala Collamarini dell’Accademia di Belle Arti). Specifico l’argomento, riassunto nel sottotitolo dell’esposizione: dalla chiusura dei manicomi alla tutela della salute mentale oggi. Iniziativa concepita all’interno del trentennale della legge 180/78, quella che viene ricordata anche attraverso il nome del suo artefice, Franco Basaglia, e curata dall’artista Tomaso Mario Bolis e dal docente di storia della fotografia Claudio Marra, ecco come viene presentata la mostra:

Persi definitivamente gli edifici che contenevano i manicomi e le loro scenografie e cancellate la perentorietà, l’unicità, la sicurezza e l’istituzionalità dell’ospedale psichiatrico, la sfida della fotografia è quella di riuscire a dare immagini efficaci del disagio mentale tra noi. La fotografia comunica al di là degli stereotipi il disagio che, nonostante la grande rimozione, sicuramente non è scomparso, ed esplora nuovi luoghi, nuove esperienze di vita, lo spazio conquistato per la piena espressione delle persone.

Accanto agli scatti più recenti, un’area dell’esposizione è dedicata ad immagini storiche dell’istituto Roncati.

(Via OltreGomorra)