Una parte del tentativo di recupero di Alitalia o di reperire quei fondi che scompariranno con la cancellazione dell’imposta sugli immobili passa dal taglio dei fondi destinati a proteggere le donne vittime di violenza. Sara Taricani (segnalazione via Alfonso Fuggetta) fornisce tramite il suo blog una serie di informazioni a proposito delle iniziative contro questo taglio. Inoltre un articolo di Magda Terrevoli, Chi paga per la cancellazione dell’ici? Le donne, pubblicato da Agorà Magazine, intende avviare una discussione sempre sullo stesso tema.
Month: June 2008
Tomer Hanuka e “Waltz with Bashir”: esempi di immagini ciniche e vere
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Splendide le immagini di Tomer Hanuka. Qui ci sono le sue stampe mentre il suo blog si intitola Tropical Toxic sul quale viene segnalato il documentario animato Waltz with Bashir:
One night at a bar, an old friend tells director Ari Folman about a recurring nightmare in which he is chased by 26 vicious dogs. Every night, the same number of beasts. The two men conclude that there’s a connection to their Israeli Army mission in the first Lebanon War of the early eighties. Ari is surprised that he can’t remember a thing anymore about that period of his life. Intrigued by this riddle, he decides to meet and interview old friends and comrades around the world. He needs to discover the truth about that time and about himself. As Ari delves deeper and deeper into the mystery, his memory begins to creep up in surreal images…
Da vedere il trailer di questo documentario.
Dalla rete: i luoghi oscuri custoditi all’interno
Standard- Philip Willan, Il potere criminale:
Neanche l’ultima campagna elettorale è stata esaltante per chi è in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata. I candidati si sono ricordati del tema alla fine, pronunciando solo parole di rito contro le mafie. E ancora meno rassicuranti sono stati Marcello Dell’Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, e Silvio Berlusconi. Entrambi hanno lodato l’eroismo dell’ex stalliere di Arcore e boss mafioso Vittorio Mangano, morto in carcere, che avrebbe resistito alle offerte dei magistrati e rifiutato di inventare accuse false contro il suo ex datore di lavoro.
- Luca Galassi, La guerra uccide due volte:
Il 2007 è stato l’annus horribilis per i soldati delle due forze armate più potenti del mondo. Negli eserciti dei due antagonisti storici della Guerra fredda, Stati Uniti e Russia, non si sono mai registrati così tanti suicidi. Almeno 115 soldati si sono tolti la vita nelle file dei militari Usa, 13 in più rispetto al 2006, quando si erano uccisi 102 uomini. Molto più elevato il numero tra i soldati dell’Armata Rossa: 341 soldati, “quasi un battaglione”, ha riferito il procuratore capo militare, Sergei Fridinski.
Il revival di pratiche che ormai sembravano “senza ritorno”
StandardDell’argomento si va parlando già da un po’. Sul revival elettroshock, il sito di Peacelink pubblica la lettera di una lettrice che fa una serie di considerazioni in proposito. E scrive:
Presenziando ad una mostra terminata circa un mese fa a Milano, dal titolo “Psichiatria, un viaggio senza ritorno”, sono venuta a sapere da uno psichiatra in pensione che era presente all’evento, con il quale stavo conversando, che l’elettroshock ultimamente sta venendo pubblicizzato così tanto, al punto da voler creare 60 centri in tutta Italia per perpetuarlo, perché sono in procinto di scadere i brevetti dei medicinali. E se fosse vero? Sinceramente ho pensato ad una burla, ma sono rimasta profondamente scioccata nell’aver compreso la sordida macchinazione che si celerebbe dietro a questa ignobile campagna pubblicitaria.
Esso viene pubblicizzato come se fosse l’elisir di lunga vita ed il suo difensore e promotore italiano più noto all’opinione pubblica, e lo psichiatra Giovan Battista Cassano. Ho ascoltato tempo fa sia una sua intervista sul tema “elettroshock” su una Radio nazionale, e ho lettola sua risposta alla domanda: “Davvero l’elettroshock serve a curare la depressione?”, sulla rivista Gente. Nell’articolo si afferma che l’elettroshock e uno strumento salvavita. Come mai quando il professor Cassano viene invitato in televisione non si porta mai con se tutti quei pazienti che lui nomina nell’articolo: “Circa 80 vengono aiutati. È una cura necessaria, della quale il malato trae grande beneficio”.
Piazza Fontana: fotogrammi di una strage
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Appena sotto la polvere lasciata dalla bomba c’è la verità.
(Federico Sinicato, avvocato)
Il 12 dicembre prossimo saranno trascorsi 39 anni dalla strage di piazza Fontana. Dieci i processi che in tutto questo tempo si sono celebrati tra Catanzaro, Bari e Milano. Una vicenda giudiziaria lunghissima che si conclude definitivamente nel 2005 con la Cassazione che respinge i ricorsi presentati dopo il procedimento d’appello dell’anno prima, conferma le assoluzioni per Carlo Maria Maggi, Giancarlo Rognoni e Delfo Zorzi, manda prescritti Carlo Digilio (“zio Otto”) e Stefano Tringali e, come in una cinica farsa che non fa ridere, addossa le spese processuali alle vittime e ai loro familiari. Innocenti dunque gli imputati? No, affatto. E per averne conferma si leggano le parole del giudice istruttore milanese Guido Salvini. Dice infatti il magistrato:
La verità giudiziaria non si esaurisce sempre nella condanna dei singoli responsabili. La sentenza d’appello che ha assolto gli imputati neofascisti ha affermato anche che gli attentati del 12 dicembre furono opera dei gruppi di Ordine nuovo. E questo rimane un punto fermo.
Da qui parte il libro Foto di gruppo da Piazza Fontana di Mario Consani, una sorta di album che, invece di fotografie, colleziona schede che ricostruiscono le vicende legate alla “madre di tutte le stragi”. È un affresco collettivo che – passando in rassegna nome per nome e fatto per fatto – rievoca e mette insieme tasselli, contiguità, connivenze, silenzi, sponde internazionali. Parla di fascismo, questo libro, ma anche di cattiva informazione quando torna sulla vicenda di Pietro Valpreda, l’anarchico che i giornali (e da Bruno Vespa in primis) servirono nella veste del “mostro di piazza Fontana” dopo che le indagini vennero da subito dirette verso questo fronte politico.
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“Steal This Film II”: nutrire le fila della liberazione creativa
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Punto di partenza e di arrivo sono chiari:
Questi sono tempi davvero strani. Mentre si continua a veicolare così tanta attenzione verso i media mainstream, le “battaglie” tra vecchi e nuovi metodi di distribuzione, tra pirati e istituzioni del copyright, a molti di noi sembra che ci siano sconfitti e vincitori. Sappiamo chi sono i vincitori. Perché allora si fanno affermazioni differenti? Perché le ondate repressive continuano: cause legali vengono ancora mosse contro innocenti; gli arresti si basano su pretesti inconsistenti per terrorizzare e confondere; si promulgano rigide leggi contro il filesharing attuando una progressiva erosione della privacy e rinforzando uno stato di sorveglianza. Tutto ciò viene concepito per distruggere o ritardare cambiamenti inesorabili di ciò che significa creare e scambiare opere dell’ingegno. Se “Steal This Film II” dimostra a tutti l’utilità di portare nuove persone dalla parte di coloro che sono pronti ad andare “oltre la proprietà intellettuale” e concepire creativamente il futuro della distribuzione, della produzione e della creatività, allora abbiamo raggiunto il nostro principale scopo.
Non c’è molto altro da aggiungere nel presentare Steal This Film II (letteralmente “rubate questo film”) se non che è rilasciato con licenza Creative Commons, è sottotitolato in diciannove lingue (italiano compreso) e che si può scaricare in diversi formati. Inoltre si può anche supportare.