Non credo nelle otto del mattino. Però esistono. Le otto del mattino
sono l'incontrovertibile prova della presenza del male nel mondoGli ultimi giorni
, Andrew Masterson
“Rispetto alla realtà c’è ben poco”.
La repubblica del ricatto di Sandro Orlando è il ritratto di un paese che in decenni non è cambiato, ma che – rispetto ai tempi dell’infedele generale De Lorenzo – è per diversi aspetti peggiorato ancora, affidandosi com’è accaduto a personaggi improbabili, spioni mendaci, mercenari dell’informazione e abitué nell’abuso delle proprie prerogative professionali o istituzionali. Il sottotitolo del libro è esplicito, “dossier, segreti e depistaggi nell’Italia di oggi”, e i casi di cui si occupa sono tre: l’affaire Telecom-Sismigate, la vicenda Telekom Serbia e la commissione Mitrokhin. Che, quando saltano per aria, rivelano tutto il loro contenuto da commedia all’italiana che vede tra i propri protagonisti uomini di stato, aspiranti golpisti, professionisti della disinformazione o manager che aspirano alle scalate aziendali a suon di indagini private e illegali.
Non si dimentichi un elemento di base: per cinque anni, dal 2001 al 2006, c’è stato chi ha tenuto sotto controllo, spiato, intercettato e diffamato giornalisti, magistrati, politici e appartenenti alle forze armate. Per colpire gli avversari sono stati per esempio fabbricati dossier falsi. A realizzarli era un oscuro funzionario con ufficio in pieno centro romano, quel Pio Pompa che, unico sfigato in un mondo di galantuomini, da tutta quella vicenda sembra averci guadagnato solo lo scaricamento del suo capo, Nicolò Pollari. Quest’ultimo – una carriera che lo ha portato a diventare generale della guardia di finanzia e al vertice del servizio militare dal 15 ottobre 2001 al 20 novembre 2006 finendo per essere coinvolto, oltre che nello scandalo Telecom-Sismi, anche nel rapimento dell’imam Abu Omar – un galantuomo però deve esserlo per forza: chi ne dubita pensi che nel gennaio 2007, lasciato il suo ufficio a Forte Braschi, ha “meritato” una promozione diventando consigliere di stato alle dirette dipendenze della presidenza del consiglio dei ministri. Altrettanto dovrebbe forse dirsi di un altro personaggio di questa vicenda, Renato Farina, conosciuto in certi ambienti come la “fonte Betulla“, che ha gentilmente (ma non gratuitamente) prestato il “suo” Libero ai depistaggi di Pompa (e per questo è stato radiato dall’ordine dei giornalisti), ma subito dopo è stato candidato all’Ambrogino d’Oro, onorificenza che il comune di Milano assegna a quei cittadini che con le loro attività hanno dato lustro al capoluogo lombardo, e oggi dimostra di aver piantato le radici in un terreno generoso dato che probabilmente sarà candidato a un ruolo ben più influente, un seggio parlamentare per il centro-destra.
Buffo paese, questo, se si pensa anche che Fabio Ghioni, manager Telecom accusato delle scorribande compiute dal Tiger Team, comprese le presunte violazioni dei sistemi per il voto elettronico, ottiene arresti domiciliari e contestualmente anche l’offerta di diventare consulente per la sicurezza informatica proprio per il Viminale. Meno liscia è andata a Mario Scaramella: uomo chiave della commissione Mitrokhin presieduta da Paolo Guzzanti, è finito in galera dopo la morte della spia russa Aleksandr Litvinenko e si trascina dietro un passato da millantatore (ha millantato di appartenere alle forze dell’ordine, ai servizi segreti e al business system internazionale oltre ad essersi inventato una cattedra inesistente all’università Federico II di Napoli). Reduce dal recente patteggiamento a quattro anni per calunnia aggravata e traffico d’armi, non sconterà però neanche un giorno di carcere in più dato che il reato è estinto dall’indulto del 2006. Per risalire a cavallo c’è tempo.
A suon di esempi del genere si potrebbe andare avanti ancora a lungo, osservando i movimenti di questi e di altri personaggi di cui parla il libro di Orlando. Il quale, riferendosi all’intelligence ma il discorso si può riprodurre in altri ambiti di potere, dice subito:
Per comprendere questo network di potere occulto, questo “agglomerato oscuro” che avvelena la vita della nostra democrazia, converrà innanzitutto sgomberare il campo dal concetto, tanto sbagliato quanto abusato, di “servizi deviati”: non ha senso parlare di “deviazioni”, nella misura in cui “catene di comando anomale per operazioni particolari” (la definizione è dell’ammiraglio Fulvio Martini, direttore del Sismi dal 1984 al 1991) sono sempre esistite all’interno dei servizi. Il vizio, la radice del male, è rintracciabile nella stessa origine del nostro controspionaggio, in quella circolare ministeriale che nel 1949 – senza un dibattito politico, senza un coinvolgimento del Parlamento, senza uno straccio di legge – diede vita al servizio informazioni forze armate (Sifar) per filiazione diretta dagli apparati della polizia segreta fascista (Ovra, Sim), e in regime di assoluta subalternità alla Cia americana [...]. È da questa iniziale anomalia, alla radice di tutte le future deviazioni e storture, che è necessario ripartire per capire come si è arrivati al presente, all’archivio clandestino di Pio Pompa, ai dossieraggi abusivi della Telecom, alle indagini parallele di Mario Scaramella, alla grande trappola della commissione Telekom Serbia.
La Repubblica del ricatto — Dossier, segreti e depistaggi nell’Italia di oggi di Sandro Orlando (Collana Reverse, Chiarelettere, 2008) — 299 pagine — € 14,60 — ISBN 9788861900042
(Questo articolo è stato pubblicato all’interno della rubrica Cronaca nera di Thriller Magazine.)
2 commenti per "La repubblica del ricatto: le anomale catene del potere italiano"
Scambio a distanza tra Sandro Orlando e Sabina Guzzanti. Interessante da leggere, intercettazioni comprese.
What an interesting way to get people interested in reading! Book trailers are like movie trailers, but for books! You can find them all over the internet now, but here is a site that’s featuring them on YouTube. http://www.youtube.com/booktrailers
Lascia un commento