- Andrea Cinquegrani, La chiave dell’inchiesta De Magistris
Come è successo per l’inizio di Tangentopoli con la mazzetta di Chiesa per il Pio Albergo Trivulzio, anche gli inquirenti di Catanzaro sono partiti da una vicenda, per poi arrivare a una grossa rete di affari. Ora, a quanto pare, sarebbero arrivati a quello più grosso.
- Andrea Santini, Strage di Brescia, Rauti in giudizio
La pista nera, nella strage di Piazza della Loggia a Brescia, porta un altro tassello all’inchiesta. E nuovi nomi, dopo quelli di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte. Un tassello annunciato, che adesso sfocia nella richiesta del pm bresciano di rinviare a giudizio, assieme ai tre, e sempre con l’accusa di concorso in strage, altri tre personaggi di spicco: il fondatore di Ordine nuovo Pino Rauti, l’ex generale dei carabinieri Francesco Delfino e uno dei suoi “infiltrati”, Giovanni Maifredi, autista del ministro dell’Interno dell’epoca, Paolo Emilio Taviani, ma soprattutto uomo dei servizi segreti inserito da Delfino in Ordine nuovo.
- Stella Spinelli, Ordine di arresto per la famiglia Pinochet
L’intera famiglia del dittattore Augusto Pinochet, morto il 10 dicembre dello scorso anno, è stata raggiunta da un ordine di arresto. L’accusa è di peculato, reato per il quale era sotto processo anche il vecchio generale, autore del golpe militare dell’11 settembre 1973, che portò alla morte del presidente democraticamente eletto Salvador Allende. Durante la dittatura, più di 3.000 persone furono uccise dalle forze di sicurezza
Month: October 2007
Quando gli zombie attaccano, da qualche parte c’è un trucco
StandardCarlo mi segnala When Zombies Attack:
Backyard FX came over to the Make: Labs check out my zombie proximity device and I lost a leg. Learn how to rip anyone’s leg off (or at least appear to do so) in this video
Aggiornamento del 12 ottobre: sempre in argomento, non è male la galleria Dawn Of The Dead, zombie realizzati sferruzzando e ricamando con la lana.
Communia: rete europea sul dominio pubblico nell’era digitale
Standard- Creative Commons Blog, COMMUNIA: alternative licensing experts convene in Europe:
the single European point of reference for high-level policy discussion and strategic action on all issues related to the public domain in the digital environment, as well as related topics such as alternative forms of licensing for creative material (including, but not limited to, the Creative Commons licenses), open access to scientific publications and research results, management of works whose authors are unknown (i.e. orphan works).”
COMMUNIA – The European Thematic Network on the Public Domain in the Digital Age
Graffiti: nella fregola di pulire, via quello dedicato a Carlo Giuliani
Standard
Via mail giunge un appello per una petizione. Fenomeno, questo, che si sta facendo sempre più frequente. Ma nel caso specifico, credo che abbia una certa importanza. Per due ragioni. La prima è perché la via alla “legalità”, come accade a Bologna o a Milano, che passa attraverso la pulitura dei muri delle città non è che una campagna pretestuosa. Almeno condotta con le modalità attuali. La seconda – e più bruciante – è che uno dei graffiti che si vuole cancellare è quello realizzato per ricordare nel capoluogo lombardo Carlo Giuliani.
Nel testo della sottoscrizione, che si intitola Petizione per salvare il graffito dedicato a Carlo Giuliani sito a Milano, Italia e che è stata lanciata da Urban Vision Crew, si legge infatti:
Il 29 Settembre 2007 il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato ha dichiarato che questo graffito deve essere eliminato, dopo aver provveduto già nei giorni precedenti alla cancellazione di numerosi altri graffiti tra i quali due storici graffiti dedicati a Dax-Davide Cesare e Mumia Abu Jamal. È inaccettabile che con tanta leggerezza si pensi di poter eliminare un pezzo di memoria storica, è vergognoso che il Comune di Milano attraverso la campagna antigraffiti, utilizzata per ristabilire un finto ordine e decoro, vada invece ad attaccare quello che è stato e tutt’ora è un prezioso patrimonio artistico e di memoria per l’intera città e per molte persone in tutto il mondo.
Per quanto riguarda la street art, è vero che non tutto ciò che si trova sui muri è artistico, ma i capolavori esistono e per rendersene conto basta farsi un giro su Wooster Collective.
Contenuti online: avvocati che si battono contro le major
StandardIn merito ancora alle dispute tra industrie discografiche ed utenti, può essere interessante il blog Recording Industry vs The People. Creato e mantenuto dagli avvocati Morlan Ty Rogers e Ray Beckerman dello studio Vandenberg & Feliu di New York, prende le mosse dalle attività dei due legali che, per conto di Electronic Frontier Foundation, rappresentano persone trascinate in cause legali dalla Recording Industry Association of America. Sul blog è a disposizione una buona documentazione raccolta per atti, modalità di funzionamento di questo genere di cause, una lista di avvocati statunitensi ed europei che difendono gli “accusati” e di procedimenti attualmente in corso negli USA.
Intanto, venendo alle questioni italiane, Massimo Mantellini scrive:
Pare che la polizia postale abbia ricevuto incarico di chiudere il blog “Mastella ti odio” un blog satirico sul Ministro della giustizia che per adesso e’ ancora online. Cosi’ che tutti vedano cosa si oscura in questo paese.
Doctorow: il nodo della soppressione dei contenuti online
Standard
Il plagio o la riproduzione non autorizzata di opere dell’intelletto saranno anche un problema. Ma fanno pur sempre parlare del lavoro di un autore, più o meno direttamente. La censura, invece, è ben peggiore perché a quel punto non riguarda più solo una fascia di popolazione dato non c’è più nessuno che parla. Esordisce così Cory Doctorow nell’articolo Online censorship hurts us all pubblicato dal Guardian. Nel testo mette a confronto i nodi legati alla violazione del diritto d’autore e quelli derivanti dalla soppresione parziale o totale del diritto d’espressione e dice:
Since 1995, every single legislative initiative on this subject in the UK’s parliament, the European parliament and the US Congress has focused on making it easier to suppress “illegitimate” material online. From libel to copyright infringement, from child porn to anti-terror laws, our legislators have approached the internet with a single-minded focus on seeing to it that bad material is expeditiously removed.
I dettagli sono quelli già noti da tempo: la promulgazione dell’americano DMCA o dell’europea EUCD o ancora gli attacchi di Viacom e della RIAA alla veicolazione di contenuti in rete (che, quando non sono equiparati al “furto”, sono comunque ostacolati malgrado spesso abbiano licenze che consentono la ridistribuzione). E conclude lo scrittore statunitense non senza una vena di sarcasmo:
It would be a great Sovietisation of the world’s digital printing presses, a contraction of a glorious anarchy of expression into a regimented world of expensive and narrow venues for art. It would be a death knell for the kind of focused, non-commercial material whose authors couldn’t fit the bill for a “managed” service’s legion of lawyers, who would be replaced by more of the same — the kind of lowest common denominator rubbish that fills the cable channels today. And the worst of it is, we’re marching toward this “solution” in the name of protecting artists. Gee, thanks.
In chiusura, altro argomento: una nuova segnalazione per il progetto a sostegno di Gramos. Morgan ha infatti pubblicato una prima lista delle donazioni. Lista che verrà man mano aggiornata con nuovi contribuiti.
Dalla rete: tra disinformazione e storie senza un epilogo
Standard- Bernardo Parrella, La disinformazione (e le veline) di Repubblica.it:
Elementi per supportare tale assunto? Nessuno. Citazioni o posizioni degli indagati in quest’azione dell’IFPI? Zero. Qualche battuta sulla complessità dei problemi, dalle imposizioni SIAE ai prezzi esorbitanti dei CD (in Italia ben più che altrove)? Macché. E basta forse quest’azione tutta italiana per sostenere che «l’offensiva delle case discografiche torna ai livelli del “processo Napster”»? Certamente no. Ma la ciliegina è l’aggancio tra tali supposte offensive anti-pirateria e il nuovo servizio Amazon. Intuizione stupenda! Sarà sicuramente così, no?
Aggiornamento del 3 ottobre: sempre sul blog di Bernardo, in merito a questo argomento viene pubblicata una Lettera aperta a Pier Luigi Pisa (Repubblica.it) di Carlo Gubitosa dell’Associazione Peacelink.
- Girolamo Grammatico, Le mosche volanti:
Il 30 settembre del 1977 i fascisti, in un perverso connubbio con la polizia, attaccano un gruppo di ragazzi di sinistra uccidendo Walter Rossi. L’inchiesta sul suo omicidio è stata chiusa anni fa, dopo più di 2 decenni di inutile istruttoria, senza trovare l’assassino o i colpevoli […]. Noi di TN lo ricordiamo con questo racconto dedicato al giorno della sua morte.