Il manuale Cencelli dell’assessore Sgarbi

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Against Banned Books - Florian.bA Milano apre tra pochi giorni la nona edizione della rassegna La biblioteca in giardino per portare manifestazioni culturali anche in periferia, nei rioni, laddove – ci si lamenta – non c’è mai nulla per i cittadini. Tuttavia Vittorio Sgarbi, dopo che Palazzo Marino ha negato il patrocinio al Festival internazionale del cinema gay e lesbico, si esibisce in una delle sue e, in una crociata da far invidia al Ventennio, se ne esce dicendo ciccia a chi va a chiedere i finanziamenti comunali. A meno che – il margine di trattativa concesso – non si prendano alcuni accorgimenti. E dice in proposito il rissoso assessore alla cultura:

Non si capisce per quale motivo dobbiamo spendere una cifra di quell’entità per presentare solo autori di un certo schieramento, quindi ho deciso di integrare la lista delle personalità invitate. Nessuna censura, ma solo la volontà di bilanciare la proposta con autori di altra area politica”.

Lo scrittore Gianni Biondillo pubblica su Nazione Indiana una lettera aperta rivolta a Sgarbi. Lettera che sottoscrive tra gli altri il critico Gian Paolo Serino e che, molto concretamente, al di là di polemiche politiche più o meno pretestuose, scrive:

Le chiedo, da folle, da sognatore, di attivarsi per quel patrocinio, le chiedo quella solidarietà, attiva, sul campo, che le biblioteche rionali di tutta la città chiedono a chi li amministra. E con loro anche tutta la popolazione che per disgrazia o per fortuna, in centro non vive e non vivrà mai.

Entra in gioco la redazione di OneMoreBlog che bolla le uscite di Sgarbi così:

un numero d’avanspettacolo tratto dal Nuovo Manuale Cencelli della (si fa per dire) Cultura.

E Sandrone Dazieri, dopo lunghe – e condivisibili – considerazioni sul G8 di Genova e la macelleria messicana, conclude scrivendo:

Professor Sgarbi, e che cazzo! Ma da quando le iniziative culturali si fanno con il manuale Cencelli? Non vi siete stufati, voi e quelli come voi, di lottizzare tutto? E poi, non e’ colpa degli organizzatori di Big se gli scrittori fascisti scrivono di merda. A parte questo, come fa a dire che siamo tutti di sinistra? Ci ha letto?

5 thoughts on “Il manuale Cencelli dell’assessore Sgarbi

  1. Ciao Antonella. A conclusione del tuo ottimo pezzo, cito quanto segue dal sito di Repubblica:

    Vittorio Sgarbi smentisce da Roma la notizia dell’annullamento della mostra ‘Vade retro. Arte e omosessualità’.
    L’evento al centro di polemiche a causa dell’utilizzo del S. Sebastiano di Guido Reni come icona gay è stato confermato dallo stesso assessore alla cultura del Comune di Milano nel corso della presentazione di «La bella Estate dell’arte 2007», manifestazione in programma a Milano a partire dal 26 giugno
    prossimo e di cui la mostra farà parte.

  2. “VADE RETRO”…
    La Mostra scandalo di Vittorio Sgarbi non si farà?
    Vorrei proporre in alternativa una mostra su…
    “LA RESURREZIONE DELL’ARTE”

    Non condivido la decisione di annullare la mostra che è e rimane un evento culturale anche se voglio citare qui la prima parte di un articolo apparso sul resto del Carlino a firma Gian Marco Walch…
    Dal titolo Molto Sgarbi, poca Letizia. Vade restro mostra.

    Mai creduto sino in fondo all’autonomia dell’arte: non basta, a nostro avviso, svegliarsi una mattina e autodefinirsi artisti, e neppure, per essere tale, la pezza giustificativa di questo o quel critico, selezionato fra i vari tariffari, e in base alle proprie possibilità….

    Penso che in queste parole vi sia la risposta a tante incertezze. Oggi è sempre più difficile stabilire, anche per molti critici, cosa possa essere considerato o meno arte.Così come mi sembrava troppo facile considerare arte tutto ciò che appare sui muri delle nostre città (alcune sono veramente valide, molte veramente poco) così si rischia di far diventare arte tutto ciò che è legato a mode, eventi o comunque contaminazioni dell’oggi. Un’arte oserei definire senza prospettive ne proposte per il futuro che perde quindi il vero senso dell’arte che certamente può essere di denuncia ma anche propositiva, e tracciare linee da seguire per la società di domani. La funzione dell’artista non è sempre stata quella di aprire una porta e tracciare un solco su cui tutti possiamo incamminarci?
    Sarebbe alquanto controproducente che anche l’artista diventasse un provocatore, un distruttore, un guerrafondaio o addirittura una minaccia per gli altri.
    L’arte non può essere il veicolo verso l’ampliamento di tristi abitudini dell’oggi, dal bullismo alla violenza… dal razzismo all’incomprensione..
    Vorrei a questo punto proporre al Prof.Sgarbi, in alternativa alla sua, una mostra sulla Resurrezione dell’Arte con l’intento di aprire le porte ad una nuova riflessione su nuove dimensioni dell’arte ancora inesplorate.

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