Zibahkhana: horror pachistano tra tradizione e tributo ai grandi registri

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Questo trailer non è per coloro a cui danno fastidio i film horror molto “eloquenti”. Per gli appassionati del genere, invece, Zibahkhana – Hell’s Ground – produzione pachistana che rielabora attraverso l’inserimento di leggende locali il tema dei morti che tornano a camminare e rende un tributo a grandi registri come Lucio Fulci o George A. Romero – può essere una visione interessante. Qui il sito ufficiale mentre è stato creato uno spazio dedicato al film anche su MySpace. Dalla presentazione del film:

Zibahkhana – Hell’s Ground is the first modern horror film to be shot in Pakistan. It breaks all of the rules of local productions and was made entirely independently with no film industry or government assistance.

In the spirit of the old EC comics, the film tells the story of five teens who get lost on their way to a rock concert, are menaced by flesh eating mutations and then fall into the clutches of a family of back woods killers. The film includes copious amounts of gore alongside a splattering of social commentary and several slices of dark humour. It’s best seen as a tribute to the cinema of Lucio Fulci and George Romero, but viewed from a distinctly Pakistani perspective.

The film is directed and co-written by former film critic Omar Ali Khan. Its cast combines some of the country’s most exciting new talent alongside Pakistani film veterans such as Rehan and Najma Malik. The gruesome make up effects were done by Nawab Sagar, another industry veteran who has worked on numerous mainstream productions. The film was shot by London trained cinematographer Najaf Bilgrami and was edited by the UK’s Andy Starke.

Crime Library: Zodiac e il suo profiler

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Crittogramma inviato da Zodiac agli investigatoriCrime Library, un sito dedicato ad approfondimenti di cronaca nera (per lo più statunitense), ha da poco avviato una nuova sezione dedicata al profiling con un caso insoluto, quello di Zodiac, e all’agente ora in congedo Gregg O. McCrary. Il quale racconta in prima persona come si lavorò senza tuttavia arrivare a un colpevole:

With the increased interest in the Zodiac killings from four decades ago, it’s useful to draw up a profile using the information we now have from psychological analysis. The crime series involved multiple homicides; two assaults with intent to kill, possibly two counts of kidnapping with intent to kill, a cat-and-mouse game with authorities, and repeated terroristic threats over the course of several years. We’ll examine the facts from the incidents and victimologies.

McCrary racconta anche di un altro caso che non ebbe fortuna: quello di Elizabeth Short, più nota come la Dalia Nera, per il quale ha pubblicato, sempre su Crime Library, una ricostruzione.

Tornando a Zodiac, il fascicolo venne ufficialmente chiuso dopo quasi quarant’anni nel 2004 (e riaperto un paio di mesi fa) con un esame del DNA che scagionò il principale indiziato, Arthur Leigh Allen, nel frattempo deceduto, e un altro sospettato, Don Cheney. In attesa di ulteriori sviluppi, ad ogni modo, questa storia è diventata il soggetto di un film in uscita in questo periodo.

Kate Webb, la veterana dei reportage di guerra

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Kate WebbAveva raccontato la guerra in Vietnam e poi la Cambogia, le Filippine, l’Iraq del 1991 e ancora molti altri conflitti in Asia per trentacinque anni. Era Kate Webb. Da Women have war stories of their own:

Kate Webb, a 23-year-old copy editor in Australia, went to Saigon on a one-way ticket, with precious little cash and no job lined up. As a woman, the only work she could get at first was writing soft profiles of American soldiers for their hometown papers.

When Webb made it into the field, the men paid her lots of attention while things were quiet. They called her “high pockets” in honor of the way her fatigue shirt fit. But when the shooting started, it was a different story. One night in a hole during a mortar barrage, she overheard one soldier ask, “I wonder what happened to that lady reporter?”

“I’m down here,” she yelped.

Most women covering the war felt the real reason the military didn’t want them in combat had little to do with their vulnerability under fire. It was the distraction they might cause.

Alcuni articoli sulla giornalista australiana:

Strategie per parlare e progetti per amplificare

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  • Observer UK, The BBC man, the Scientologist – and the YouTube rant

    A Journalist at Panorama, the BBC’s flagship current affairs series, has been reprimanded for losing his temper and screaming with rage during the making of an investigation into the Church of Scientology.

  • Wired, Terror-Hunters’ Human Scent Collectors

    Terrorists: You can run. But with that body odor, you can’t hide. That’s the idea behind a new program from the Technical Support Working Group, or TSWG. The research arm of the government’s anti-terror fight is looking to for someone to build “a rugged, reliable, and compact system for canine handlers to collect human scent for future use to track a specified target.”

  • Slashdot, US Military Launches YouTube Channel

    The US military has launched its own channel on YouTube, in efforts to shift the media’s focus of Iraq from a negative to a more positive light, and to ‘counter the messages of anti-American sites.

  • Fronte della Comunicazione, I Bianciardini: un sogno da un centesimo, almeno

    Ci siamo chiesti, sin dalle prime ore delle vicende che ci hanno reso complici orgogliosi, come potevamo rendere un tributo non retorico e stantio a Bianciardi per quanto lui aveva scritto e fatto, e soprattutto per dare di nuovo corpo alla rabbia, all’anarchia, all’ironia e alla ribellione che hanno animato i suoi brevi anni di vita.

Resuscita quindi è

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Dal blog Resuscito quindi sono:

Stamattina sul marciapiede c’era la Morte.
Stava riparando la sua falce fienaia.
L’ho vista dall’autobus.
Aveva un cane nero, vivo, che la guardava mentre cercava di rimettere a posto la lama.
La gente passava di corsa, acchiappando al volo le copie di Metro, City e Leggo.
E lei se ne stava nascosta dietro una colonna, senza la sua tunica nera.
Il cane così annoiato che prima o poi avrebbe iniziato a parlare.
È bel problema, quello di trovarsi con la falce rotta a metà.
Forse dopo passo, e gli chiedo come va.
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A proposito di giorno della famiglia

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Vittorio Zucconi a proposito di famiglia, giorni della famiglia e fanciulli:

Ma per niente al mondo, danari, onori, inquadrature in televisione, applausi, benedizioni di presbiteri od orazioni di presuntuosi, la porterei su una piazza. Perché non c’è nulla di più triste e osceno che adoperare i bambini come props, si dice al cinema, come attrezzi, mobilia, scene, comparse, effetti speciali per servire gli interessi e i rancori politici degli adulti. Se noi grandi, relativamente parlando, abbiamo un osso da rosicchiare con altri grandi, vediamocela tra noi, da adulti.

Causa Comune: un viaggio nei “commons” digitali

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Causa Comune di Philippe AigrainDi Causa Comune si era già parlato tempo addietro annunciando che era in arrivo la traduzione italiana. E domani, alla vigilia dell’uscita in libreria cui seguirà contestualmente la messa online del pdf su Libera Cultura, il libro di Philippe Aigrain pubblicato da Stampa Alternativa, sarà presentato alla Fiera del Libro di Torino con un dibattito dal titolo È tempo di beni comuni.

Dalla prefazione scritta da Juan Carlos De Martin, responsabile italiano di Creative Commons Italia, per intanto si può leggere:

Come argomenta Philippe Aigrain nel suo lavoro, all’inizio i programmatori, più in grado di comprendere la rivoluzione in atto, in seguito molti semplici utenti di Internet, hanno scelto di aggiungere le proprie creazioni al ‘commons’ digitale come reazione a un rischio importante: veder compromesso il potenziale, ancora largamente inespresso, della rivoluzione informazionale ovvero l’emergere di «nuovi modi di pensare, di rappresentare, di scambiare, di creare, di memorizzare». Una rivoluzione che consiste nell’emergere di «nuovi modi di pensare, di rappresentare, di scambiare, di creare, di memorizzare», e che Aigrain non esita a considerare simile per importanza alla «rottura paleolitica e neolitica determinate dallo strumento, dalla parola e dal segno, e con l’apparizione della scrittura, frattura fondante dei tempi storici».

La reazione ha preso la forma della creazione collaborativa – o della difesa, nel caso di infrastrutture – di beni comuni, percepiti come essenziali ai fini di preservare e rafforzare la libertà stessa di creare, usufruire e condividere informazioni.

Inverosimiglianza/2

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Finalmente catturato il mostro acquatico del Missouri. Dai testimoni viene descritto così:

it is unlike any creature of earth, air or water, that we have ever seen. It is not a fish, nor is it an alligator, or crocodile, or a turtle, but resembles the pictures we have often seen in books of the mythical dragon. It is a hideous looking and apparently savage monster – the last remnant of a past age. It has a huge, slimy, scaly body, short, strong legs, immense claws, long, serpent-like tail and sharp teeth, set in, like those of a saw. It chaws up ravenously everything with which it comes in contact, but seems loth [sic] to leave the water even in quest of food, and can only be seen where drawn out by the chain with which it is made fast.

Possibilista l’esperto di UFO e fenomeni paranormali Jerome Clark:

There is, of course, not the remotest possibility that this story is true, but it’s a great yarn anyway.

Il prossimo è il mostro di Loch Ness per sradicare soprattutto forme di superstizione che portano a celebrarlo, oltre che su Internet, anche nei giardini britannici.

Inverosimiglianza/1

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Sul blog di Leonardo, si torna a parlare di indagini delicate come quella in corso a Rignano Flaminio, speciali televisivi e isteria collettiva. In questo post, più di ogni altro risulta interessante la citazione di una dichiarazione di Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, a commento del live notturno di Studio Aperto:

Un contenitore [quello del telegiornale Mediaset] che ha permesso a pochi sonnambuli, vista e considerata l’ora tarda della messa in onda, di comprendere come e quanto la pedofilia non sia più da considerarsi patologia individuale ma aberranza collettiva e lobbistica.

Un solo commento in proposito: curioso il ricorso all’aggettivo “lobbistica” da parte di Marziale. Soprattutto perché fa venire in mente – almeno a me – le denunce contro gli inesistenti complotti giudaico-massonici ad opera di altrettanto inesistenti savi di Sion. I lobbisti, per quanto ne so io, fanno un altro mestiere. Ma quelli erano altri tempi e ora, forse, il linguaggio è stato aggiornato.

Inoltre, sempre in tema, ieri sera Marco Strano partecipava in qualità di psicologo e criminologo a Primo Piano in una specie di veglia in attesa della decisione del tribunale dei riesame sugli arresti di Rignano. Strano non fa affermazioni particolarmente bizzarre, si attiene a generici concetti attinenti alla pubblicistica in materia.

Fino a quando si parla, a commento delle indagini in corso sull’asse Sicilia-Germania, di “migliaia di cittadini italiani” denunciati per presunto possesso di materiale pedopornografico. Sul fatto che le denunce siano scattate ho pochi dubbi, ma un dato del genere ha poco senso se poi non lo si rapporta ai rinvii a giudizio o alle archiviazioni e, nel caso dei rinvii a giudizio, il rapporto poi andrebbe fatto con le condanne e le assoluzioni. Solo in questo modo si avrebbe un dato verosimile. Il resto è fumo.