Brevissime storie libere

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FicletsVia BB. Ficlets sono storie cortissime che non vanno oltre i 1024 caratteri. E sono anche un’iniziativa per scrittori che scelgono la via di Creative Commons. Le foto che il sito-comunità pubblica derivano da Flickr, nasce sotto l’egida di AOL e fissa una serie di standard ai quali gli autori si devono attenere per partecipare. L’ispirazione di un racconto può derivare da una foto, da un incipit o da una chiusura e, una volta che le storie sono online, di esse se ne può vedere l’origine e si può interagire con commenti e votazioni. Lo scopo di tutto ciò?

Each and every ficlet is modular in that, though you may have written a stand-alone story with a beginning, middle, and ending, your fellow ficleteers may choose to write a prequel or sequel to your story. In this respect, you can think of ficlets as literary Legos.

Novità, opportunità per scrittori, recensioni, e rubriche sono radunate sul relativo blog.

[Update, 29 marzo 2007] Via Booksblog, ora esiste anche un’esperienza analoga in Italia che si chiama Novlet. Qui la presentazione del progetto.

Contenuti, sfide e dibattiti

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Letture in giro per la rete:

  • Ground Report Empowers Citizen Journalism with CC Attribution License

    Ground Report is a new citizen journalism site that “Empowers Global Users to Self-Publish, Rate Content and Earn Money.” In a move that helps insure user generated content can flourish on the web, they bolster their reputation and community participation by licensing all user-generated content under a CC Attribution license.

  • Il mondo si interroga su Wikipedia

    Suscitare “emozioni forti” è tipico di chi raggiunge la grande notorietà. Che questo sia il destino di Wikipedia ormai ci sono ben pochi dubbi. Con quasi un milione e 700mila voci in lingua inglese (contro le 120mila della mitica Enciclopedia Britannica), Wiki è lo strumento di consultazione più frequentato dai navigatori, il luogo dove ciascuno può condividere il proprio sapere, metterlo a disposizione degli altri. E proprio qui sta uno dei problemi.

  • Free Culture: “Free me”, a DVD about Free Culture

    The Free Me DVD is an attempt to help raise awareness of Free Culture. On the disc I have provided loads of different kinds of media – some of it can be played in your DVD player while other bits can be found when you put it in your computer. All of these works have been created and released under less restrictive licenses than the traditional “All Rights Reserved” copyright notice.

  • Who Controls Your Television?

    An inter-industry organization that creates television and video specifications used in Europe, Australia, and much of Africa and Asia is laying the foundation for a far different future — one in which major content providers get a veto over innovation and consumers face draconian digital rights management (DRM) restrictions on the use of TV content.

  • I media italiani usano anche i nazisti per disinformarci

    Come mai il segretario dell’UDC Lorenzo Cesa riceve il capo di un gruppuscolo fascista e antisemita venezuelano, coinvolto in passato perfino in un attentato contro papa Wojtyla?

  • Brighton crime story shows how far FOI still has to go

    Ward-by-ward crime figures are the sort of public data that should be routinely available to the public. There is nothing remotely sensitive about this information, which is inevitably collected by police and is in the public interest to disclose. In an ideal democracy, it wouldn’t really be necessary for a journalist to file a Freedom of Information Act request in order to obtain this data.

Giallo Pasolini: ricostruzione di un’inchiesta

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Giallo PasoliniOggi Pierpaolo Pasolini avrebbe compiuto 85 anni e, in corrispondenza, esce il nuovo libro di Enzo Catania, Giallo Pasolini, attraverso il quale il giornalista cerca di fare il punto su ciò che accadde il 2 novembre 1975 all’idroscalo di Ostia. Poco meno di due anni, infatti, Pino Pelosi, l’ex ragazzo di vita che era stato condannato per l’omicidio dello scrittore friulano, ritrattò quanto aveva sostenuto per vent’anni affermando di essere estraneo a quel delitto. Malgrado queste dichiarazioni e agli appelli che ne seguirono, non si arrivò a nuove conclusioni giudiziarie e tutto sembrò finire lì. Ora questo recentissimo libro – si legge nell’articolo di presentazione di ADN Kronos – esce con lo scopo di rivedere l’intera vicenda:

In questa ricostruzione Catania fissa così due punti fermi. Il primo: le indagini privilegiarono una pista (quella dell’assassinio da parte del ragazzo che aveva avuto l’avventura di impattarsi nel “solito” omosessuale assai pretenzioso) trascurandone altre pure accennate dai giornali, anzi sbuffando davanti a ogni tentativo di allontanarsi dal ‘comodo’ filone principale che chiudeva il fascicolo.

Il secondo: si sa che tanto si è veloci nel completare una serie di perizie a 360 gradi, tante più probabilità si hanno di risolvere un caso. “Ebbene – incalza Catania – quando alle 6,45 di quella mattina del 2 novembre 1975 sul posto del delitto arrivò la polizia, intorno al cadavere di Pasolini c’era una piccola armata di sfaccendati e vacanzieri che commentava: ‘Era tutto calpestato e non transennato’, come raccontò poi Elio Pecora, giunto all’Idroscalo insieme ad Alberto Moravia”.

Il sesso sbagliato dentro una guerra

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Il sesso sbagliatoLa pubblicità pensa di aver rotto chissà quale tabù. In rete se ne è parlato senza mezzi termini. In tivvù l’argomento è inserito nella profonda seconda serata del sabato, ma è inserito. E oggi ricevo da Lorenzo Battisti – e ripropongo qui sotto – il suo scritto Il sesso sbagliato. Dal paragrafo “L’Italia – Viviana”:

Nel 2006, in Italia, ci sono stati 74.000 stupri. 14 milioni di donne italiane, da 16 a 70 anni, hanno subito violenze fisiche o psicologiche nel corso della vita. 6 milioni 743 mila sono state vittime di violenza fisica o sessuale (5 milioni hanno subito violenze sessuali, le altre hanno subito violenze fisiche o tentati stupri). 2 milioni 77 mila donne hanno subito persecuzioni. 7 milioni 134 mila donne hanno subito violenze psicologiche. 1 milione 400 mila donne sono state violentate prima dei 16 anni. Moltissime hanno subito sevizie da bambine e dallo stesso padre che le ha spesso vendute ad altri per altre sevizie. Oltre il 90% delle violenze subite non viene denunciato.

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Sette elementi da conoscere sulle licenze Creative Commons

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7 Things You Should Know About Creative Commons è uno recentissimo studio di EDUCAUSE Learning Initiative che spiega:

Creative Commons is an alternative to traditional copyright, devel¬oped by a nonprofit organization of the same name. By default, most original works are protected by copyright, which confers specific rights regarding use and distribution. Creative Commons allows copyright owners to release some of those rights while retaining others, with the goal of increasing access to and sharing of intellectual property.

The “7 Things You Should Know About…” series from the EDUCAUSE Learning Initiative (ELI) provides concise information on emerging learning practices and technologies. Each brief focuses on a single practice or technology and describes what it is, where it is going, and why it matters to teaching and learning. Use “7 Things You Should Know About…” briefs for a no-jargon, quick overview of a topic and share them with time-pressed colleagues.

In addition to the “7 Things You Should Know About…” briefs, you may find other ELI resources useful in addressing teaching, learning, and technology issues at your institution. To learn more, please visit the ELI Resources page.

La versione pdf e html dello studio.

The Omicide Report: il web e la selettività delle notizie di nera

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The Omicide ReportLa cronaca nera è un argomento che spesso viene messo in secondo piano: roba nazional-popolare o per macabri voyeur o sangue incartato di sensazionalismo e venduto un tanto al chilo. A volte, leggendo i quotidiani o guardando i telegiornali, queste considerazioni appaiono vere, soprattutto se non si va troppo per il sottile. Ma, quando per il sottile si decide di andarci (il che significa riportare i fatti o almeno riportare le tesi più verosimili senza troppi slanci letterari o interpretativi), diventano uno dei vari specchi, un filtro, per conoscere la realtà.

In argomento, lo scorso gennaio il Los Angeles Times ha aggiunto ai suoi blog uno completamente dedicato alla nera, The Omicide Report, mantenuto dalla giornalista Jill Leovy. La quale non si sofferma su dettagli più o meno raccapriccianti di determinati fatti, ma compila un asettico bollettino più o meno quotidiano delle morti violente nella contea californiana. Tra le fonti principali, il coroner e agenzie le cui segnalazioni però non finiscono sui giornali. Perché farlo? Nella spiegazione contenuta nelle pagine di FAQ, Leovy scrive: Continue reading

SaltExpò: accredito per blogger e giornalisti

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Non più solo giornalisti accreditati, ma anche blogger. Me lo segnala Massimo in riferimento alla conferenza stampa per SaltExpò, la fiera gastronomica dedicata al sale. La conferenza stampa si terrà a Roma presso Città del Gusto mentre la fiera vera e propria è in programma dal 3 al 6 maggio. Per i blogger e giornalisti che volessero accreditarsi, il riferimento è SaltExpò e in particolare Mita Gironda.

Tolto dalla circolazione Capitan America

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Captain America Dies on the PageVia Abc News, si legge nell’articolo Captain America Dies on the Page quanto già inizia a circolare in rete. Il mandante è indubbiamente la Marvel i cui dirigenti non hanno tenuto in alcuna considerazione lo stato di servizio della vittima, in attività dal 1941, e i risultati che poteva vantare, 210 milioni di copie vendute tra libri e fumetti in 75 nazioni (e lingue) differenti.

Il noventatreenne “padre” di Cap, Joe Simon, che lo ha assistito nella sua trasformazione da emaciato studente riformato a eroe nerboruto, commenta laconicamente che “avremmo veramente bisogno di lui adesso” ripensando ai personaggi di dubbia fama contro cui la sua creatura si era battura. Ma – avanzano fonti di stampa – non è detta l’ultima e definitiva parola: il celebre personaggio potrebbe tornare sotto un’altra forma e sembrerebbe in programma un film ispirato alla sua saga.

Blogger, giornalismo, copyright e America

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Qualche articolo in giro per la rete: