
Beware the Brown Perin – The truth behind the job-stealing, disease-carrying terrorist invasion from the South! By Peter Bagge, 2006

Beware the Brown Perin – The truth behind the job-stealing, disease-carrying terrorist invasion from the South! By Peter Bagge, 2006
La “tappa” bolognese della manifestazione letteraria Ad alta voce – Libri da condividere sarà a cavallo tra il 20 e il 21 ottobre.

Nove anni dopo: «Il caso non può considerarsi chiuso fino a che non emergeranno tutte le responsabilità del vergognoso linciaggio mediatico cui sono stati sottoposti gli imputati». Le parole sono del giornalista di Chieti Andrea Di Tizio, portavoce del Club Riformatori Liberali Enzo Tortora e la vicenda a cui si riferisce ricorda molto da vicino quella dei Bambini di Satana. Perché, analogamente al caso su cui si è pronunciato ieri il tribunale della città abruzzese, ci sono quattro persone che nel 2002 finiscono in galera per presunti reati gravissimi a danno di minorenni.
I quali – in base alle accuse – sarebbero stati adescati davanti alle scuole, sequestrati, narcotizzati e sottoposti a violenze utilizzando tra feticci vari anche cadaveri. Il tutto, ovviamente, in odor di satanismo e dunque, come accaduto a Bologna tra il 1996 e il 1997, con presunzione di colpevolezza da parte di una campagna stampa infamante. Nessuno di loro, però, aveva mai commesso ciò di cui era stato accusato. Continue reading
Via Information Guerrilla, il decalogo a favore delle nuove generazioni per la finanziaria 2007. Molte le ragioni per cui sottoscriverlo. Tra queste:
accesso al credito, sostegno economico e formazione agli atipici, banda larga come servizio pubblico, compensi minimi per gli atipici, sostegno e tutela alle partite iva “povere”, sostegno e agevolazioni a madri incinta e giovani genitori, depenalizzazione del file-sharing per uso personale, calmieramento degli affitti, raddoppio delle attuali borse di dottorati e ricercatori, incompatibilità nelle cariche pubbliche…
Sono oltre 160 al momento le adesioni raccolte.
Google ricerca ‘lobbysti per influenzare i governi nazionali a riformare la loro legge sul copyright’. La mossa, tramite un annuncio sull’Economist, risale al 24 giugno, ma è stata resa nota alla Buchmesse di Francoforte dove la società americana spinge il suo ‘Book Search’. Google ribadisce che il suo fine ‘è promuovere la cultura e il libro’ e che ‘il rispetto del copyright è essenziale’, ma l’Associazione italiana editori si dice preoccupata.
A parte le questioni che il lancio d’agenzia non chiarisce (anzi, confonde), la notizia porta con sé alcune domande: come intende Google riformare il diritto d’autore? Intende ridurre il periodo di durata di settant’anni dalla morte dell’autore? Intende promuovere il copyleft e le licenze Creative Commons? Oppure semplicemente cerca una deregolamentazione non meglio pensata (o voluta) che gli consenta di fare business attraverso il Book Search?
È un affare da decine di milioni di dollari quello dei gatti anti-allergenici. Sul blog di Wendy Seltzer, si legge infatti un post che riprende un articolo del New York Times secondo cui gli esemplari, venduti per quattromila dollari l’uno e recapitati direttamente a casa in una quindicina di giorni, sono geneticamente modificati e commercializzati da un’azienda di San Diego, la Allerca, che probabilmente pensa di avere fatto il colpaccio. E il suo colpaccio vuole proteggerlo il più possibile: intanto i gatti vengono venduti già sterilizzati in modo che non generino organismi ibridi. E ancor prima l’aspirante possessore di un gatto OGM deve firmare un End-User License Agreement, una specie di licenza d’uso, come avviene per esempio con il software, in base alla quale si impone che:
Purchaser shall not sell or transfer any Cat purchased hereunder to anyone other than an immediate family member, and shall not offer to any person the purchase of a Cat or any genetic material from a Cat, the rights Purchaser may have under this Agreement, or any other right related hereto, without the Company’s express written authorization.
Conseguenza di quanto già scritto sulla proposta di riforma del diritto d’autore contenuto nella finanziaria 2007, Peacelink avvia la petizione No alla tassa sulle rassegne stampa.
Inoltre, altra iniziativa a tutela del libro e dei lettori, è la petizione avviata da Liber Liber sul Centro unico per la promozione della lettura.
Esce in questi giorni per la Black Velvet di Bologna il secondo volume di Aleksandar Zograf, «Appunti» (online al momento c’è ancora solo il primo). Per questo libro a fumetti ho curato l’editing sotto il divertente coordinamento di Andrea Plazzi, la mente grigia che sta dietro a Rat-Man, celebre personaggio di Leo Ortolani.
Tornando al libro, è una raccolta delle storie che Zograf ha scritto e disegnato tra il gennaio e il dicembre 2004 pubblicandole in parte su Vreme, settimanale di cultura e politica di Belgrado, e riprese dall’Internazionale e da Osservatorio Balcani. Sono vicende differenti tra di loro, quelle raccontate da Zograf, che vanno dai suoi viaggi per l’Europa occidentale alle rievocazioni della seconda guerra mondiale nei Balcani passando per tradizioni, costume, dittatura e politica.
Per sentirne parlare dallo stesso autore, un’opportunità è per il prossimo week end con Il fumetto per raccontare a Lodi o la presentazione del volume mercoledì 11 ottobre alla libreria Infomodo di Bologna.
Nella giornata mondiale di protesta contro i DRM, sistemi che – per dirla in poche parole – mettono gli utenti sotto controllo digitale per verificare l’uso che fanno di media e contenuti elettronici, parte la campagna europea di Free Software Foundation Europe, DRM.info, una piattaforma per raccogliere informazioni sui rischi legati a questa tecnologia restrittiva. «I vostri dispositivi elettronici non si fidano di voi» è il payoff e contribuiscono al progetto, oltre a FSFE, Consumer Project on Technology (CPTech), Electronic Frontier Finland (EFFI), Electronic Information for Libraries (eIFL.net), iCommons, International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA), netzpolitik.org e lo scrittore Cory Doctorow.
Prima ne parla un lettore di Wittgenstein e poi la notizia viene ripresa da Massimo Mantellini: la finanziaria 2007 si occupa anche di diritto d’autore e propone una modifica all’attuale legge in materia. Se l’articolo 65 dell’attuale normativa tutela infatti in una serie di casi la riproduzione di contenuti giornalistici – laddove non espressamente vietata – indicando i riferimenti della fonte, con la proposta di riforma alla «riproduzione totale o parziale di articoli di riviste o giornali devono corrispondere un compenso agli editori per le opere da cui i suddetti articoli sono tratti. La misura di tale compenso e le modalità di riscossione sono determinate sulla base di accordi fra i soggetti di cui al periodo precedente e le associazioni delle categorie interessate. Sono escluse dalla corresponsione del compenso le amministrazioni pubbliche […]». Mantellini parla di «troppi furbi in giro» e pare che abbia ragione. Almeno finché non si chiarisce la questione.