Estetica popolare e giornalismo

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Si chiama «Estetica popolare e giornalismo: indagine sul pubblico e sulla storia di Cronaca Vera» ed è il titolo della tesi recentemente discussa da Gabriele Ferraresi. Carmilla On line ne riporta uno stralcio con annessa intervista all’autore. E dallo stralcio stesso sembra un lavoro interessante. Ecco l’incipit:

Cronaca Vera è un caso unico nell’editoria italiana; si tratta di un periodico popolare, settimanale, che si occupa principalmente di cronaca nera e casi umani nascosti negli angoli più reconditi della penisola. Si passa dal sanguinario delitto d’onore – rigorosamente commesso in Sicilia -, allo studioso – presunto tale – incaricato dalla Santa Sede di combattere il Maligno, rappresentato da Satana in persona, in Puglia. Sparsi tra le pagine, troviamo i fatti più disparati, dal barista bergamasco innamorato della sua Golf elaborata, all’aspirante attrice in cerca di fortuna invariabilmente discinta, all’incredibile storia dell’ultimo ippotrasportatore d’Italia.

Il testo completo: Estetica popolare e giornalismo: Cronaca Vera

Lettera aperta alla blogosfera politica

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An open letter to the political blogosphereUna lettera aperta alla blogosfera politica. L’ha scritta nei giorni scorsi Jimmy Wales, presidente della Wikimedia Foundation, organizzazione non profit che ha avviato tra l’altro l’esperienza di Wikipedia, l’enciclopedia libera, e definito il maggio scorso dalla rivista Time uno dei 100 uomini più influenti del pianeta. Ora il piano dell’impegno cambia e, dopo un cinquantennio in cui la televisione ha tirato la volata alla politica, la chiamata è per blogger e autori di wiki perché dicano la loro e diventino attori dello scenario partecipativo. Il progetto si chiama Campaigns Wikia.

La Stampa: TuttoLibri e TuttoScienze sotto Creative Commons

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TuttoScienze e TuttoLibri, supplementi del quotidiano La Stampa, cambiano politica di licenza e le versioni elettroniche passano a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5. «L’iniziativa nasce principalmente per agevolare l’utilizzo dei contenuti a fini didattici in una modalità innovativa rispetto al copyright tradizionale», si legge sui siti dei periodici.